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Cristalli in divenire: gli Uffizi come organismo vivente, Universario come spazio di relazione
Inaugurato in occasione di Arte al Centro 2026, il nuovo allestimento degli "Uffizi" di Universario, progettato dai designer Tiziano Guardini e Luigi Ciuffreda, traduce in spazio i principi di crescita, relazione e trasformazione che animano Cittadellarte. Attraverso strutture leggere in legno e superfici tessili semitrasparenti, il progetto dà forma a un organismo in continua evoluzione, dove architettura, luce e socialità si intrecciano in un dialogo aperto con l'Universario. Nel testo pubblicato sul magazine di Arte al Centro 2026, i due progettisti raccontano la visione e il processo che hanno dato vita a questo nuovo paesaggio, concepito come espressione concreta di un pensiero in costante divenire.
Gli Uffizi di Universario si configurano come spazi cristalliformi, geometrie frattali che crescono e si articolano come strutture naturali in continua evoluzione. Non sono volumi chiusi, ma forme che si generano per espansione, come se ogni ufficio fosse il risultato di una crescita organica, di una trasformazione in atto.
Le strutture in legno, leggere e precise, si intrecciano con superfici di tessuto semitrasparente, lasciando filtrare luce e sguardi. I confini diventano porosi, le relazioni visive restano aperte: ogni spazio è riconoscibile ma mai isolato, attraversato da una continuità che unisce senza confondere.
Queste architetture, che evocano cristalli in formazione, rendono visibile il processo stesso degli Uffizi: un sistema che evolve, si moltiplica e si ridefinisce nel tempo. La loro tensione è sempre rivolta verso l’Universario, da cui sembrano emergere e a cui costantemente si rapportano.
L’Universario diventa così origine e richiamo, un centro generativo da cui ogni struttura prende senso. Gli Uffizi, come cristalli cresciuti attorno a questa energia, traducono il pensiero in spazio, luce e materia, creando un paesaggio in trasformazione in cui ogni forma è il segno tangibile di un divenire continuo.
In questo progetto, architettura e socialità si intrecciano: gli spazi non solo accolgono, ma raccontano un processo di crescita condivisa, dove ogni ufficio diventa parte di un organismo vivo e in costante evoluzione.