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Quando la Laguna di Venezia diventa soggetto di diritti: Paolo Naldini tra i partecipanti di un'assemblea cittadina a Ocean Space

Il 10 ottobre, presso la Chiesa di San Lorenzo, si è tenuto un incontro pubblico che ha portato alla presentazione di una bozza di proposta di legge per riconoscere la personalità giuridica della Laguna. L'appuntamento, che ha riunito una trentina di persone con competenze tecnico-scientifiche ed esperienze territoriali, ha visto la partecipazione del direttore di Cittadellarte.

Arte e società

L'altro ieri, alle 16.30, a Ocean Space (Chiesa di San Lorenzo), si è tenuta un’assemblea cittadina tesa a rendere effettivi i diritti dell’ecosistema urbano-lagunare. Nello specifico, è stata presentata l’Iniziativa per i Diritti della Laguna di Venezia con la bozza della proposta di legge sviluppata grazie al Policy Lab del programma di ricerca dello stesso Ocean Space, ossia Nature Speaks - Ascoltare i Diritti della Natura a Venezia e in Europa, coprodotto da TBA21–Academy e NICHE (Università Ca’ Foscari), con IDRA e Confluence of European Water Bodies.
Il testo della bozza è stato condiviso per raccogliere osservazioni, dubbi e proposte. Occorre però fare un
dietrofront: a partire da marzo 2026, il Policy Lab ha riunito persone con esperienze civiche e competenze giuridiche, ecologiche, artistiche, comunicative e di pianificazione per tradurre i principi della Dichiarazione dei Diritti della Laguna di Venezia in strumenti giuridici e di governance. Da questo percorso è nata l’Iniziativa per i Diritti della Laguna di Venezia, che prosegue oltre il Policy Lab.

Riconoscere e rappresentare i diritti della Laguna
La proposta punta a
riconoscere alla Laguna personalità giuridica, titolare di diritti tutelabili in sede giudiziaria: tra questi, l’integrità ecologica, sociale e culturale, la promozione della biodiversità, il mantenimento di cicli idrici sani e la rigenerazione ecosistemica. Prevede un Consiglio dei Custodi incaricato di tutelarne i diritti, coinvolgendo società civile e istituzioni e integrando competenze scientifiche e conoscenze del territorio. La sua composizione, le responsabilità e il rapporto con gli enti già competenti restano tra i temi in approfondimento. Alla base del testo vi è una prospettiva ecocentrica: la Laguna ha valore in sé e le comunità umane sono parte della rete di relazioni che la costituisce. Acque, sedimenti, piante, animali e insediamenti umani formano un ecosistema in continua trasformazione. "Considerare insieme - si legge nell'apposita nota stampa - la qualità dell’acqua e degli habitat, le possibilità di abitare e lavorare nei territori lagunari e il futuro delle generazioni umane e non umane significa assumere questa interdipendenza come criterio per le decisioni che riguardano la Laguna. Riconoscerne i diritti significa introdurre strumenti per tutelarla in modo integrato e rappresentarla legalmente nei processi che ne determinano il futuro".

La partecipazione di Paolo Naldini
Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, ha partecipato attivamente all'incontro di sabato scorso. La sua presenza ha assunto ancor più valore nelle vesti di ideatore della Demopraxia: il metodo demopratico, visto il modus operandi dell'assemblea pubblica, si pone in armonia con i tavoli di lavoro e i confronti pubblici andati in scena durante il percorso di Nature Speaks. Le affinità si estendono anche al tema "sostenibilità ambientale", oltre che alla metodologia: dal 3 all’8 giugno scorso, nell'ambito della seconda edizione della Venice Climate Week, con il titolo Planet Aqua, Planet Peace, Cittadellarte ha preso parte alla manifestazione con una serie di appuntamenti ad hoc. La Fondazione, per esempio, è stata protagonista con Married to the Lagoon, il flash mob inaugurale della Venice Climate Week dedicato al simbolo del Terzo Paradiso. L’azione collettiva, ideata come un simbolico “matrimonio con la laguna”, ha invitato cittadini, studenti e associazioni a prendere parte a una cerimonia pubblica di alleanza con l’ecosistema veneziano, trasformando il gesto performativo in una dichiarazione di cura e corresponsabilità ambientale. Attraverso il simbolo del Terzo Paradiso il flash mob ha inaugurato così la settimana veneziana con un’azione partecipativa aperta alla città. Quella performance ha dato nuovi frutti distanza di tempo: alcuni partecipanti dell'incontro di sabato scorso a Venezia si sono avvicinati a Nature Speaks proprio grazie a Married to the Lagoon. E lo hanno dichiarato durante i tavoli di lavoro, ringraziando Cittadellarte per quella "opera-azione" che ha racchiuso arte contemporanea, impegno civico, attivismo ambientale, innovazione giuridica e partecipazione democratica.
Tornando alla
Venice Climate Week, la Fondazione è stata protagonista anche di due incontri: Michelangelo Pistoletto è intervenuto all'appuntamento Ethics, art & humanity presso le Procuratie in Piazza San Marco, mentre Paolo Naldini ha partecipato al panel Visualizing the Invisible – Art, Power, and the Geography of Climate presso l'Ocean Space.

Un percorso collettivo da marzo a ottobre 2026
Il Policy Lab prosegue il percorso civico della Dichiarazione dei Diritti della laguna di Venezia. Da marzo 2026, riunioni plenarie, gruppi di lavoro tematici, incontri pubblici e confronti con persone esperte hanno accompagnato la costruzione della proposta. Il dialogo con il gruppo di giuriste e giuristi coordinato dalla professoressa Silvia Bagni dell’Università di Bologna ha sostenuto la revisione della bozza e l’approfondimento delle questioni sulla personalità giuridica e la rappresentanza della Laguna. Parallelamente, il Policy Lab ha lavorato sulle implicazioni ecologiche e di governance della proposta e sulla costruzione di una campagna pubblica per divulgarne i contenuti e le finalità della proposta. La prima assemblea cittadina del 16 maggio ha aperto il confronto con la cittadinanza. L’assemblea del 10 ottobre ha invece presentato gli avanzamenti e i miglioramenti alla bozza del testo di legge elaborati negli ultimi sei mesi, condividendo le scelte compiute e le questioni aperte. I contributi dei partecipanti hanno orientato la revisione della bozza e il confronto sui percorsi democratici per promuoverla. L’invito è stato rivolto a chi abita, lavora, studia o frequenta i territori lagunari, alle associazioni, ai mestieri legati alla Laguna, al mondo della ricerca, alle istituzioni e a chiunque sia interessato al suo futuro. "Dalla Dichiarazione - così i portavoce dell’Iniziativa per i Diritti della Laguna di Venezia - siamo passati alla costruzione di una proposta di legge nazionale, mettendo insieme competenze e conoscenze del territorio. Il 10 ottobre vogliamo condividerla con la cittadinanza, raccogliere nuovi contributi e preparare i prossimi passi della campagna per i diritti della Laguna, portando la proposta nel dibattito pubblico e istituzionale anche in dialogo con la raccolta firme europea di Rights for Nature”.

Dalla Laguna di Venezia alle esperienze europee
L’Iniziativa si confronta anche con il panorama europeo dei diritti della natura, come la
Tutoría del Mar Menor, l’organo di rappresentanza e tutela della laguna spagnola e del suo bacino, e l’Iniziativa dei cittadini europei Rights for Nature, che promuove il riconoscimento dei diritti della natura nell’ordinamento europeo. L’obiettivo è fare della proposta di legge non soltanto uno strumento giuridico ma anche un’occasione per costruire nuove forme di partecipazione e responsabilità condivisa nei confronti della Laguna.


L’Iniziativa per i Diritti della Laguna di Venezia è un percorso civico nato nel 2026 per proseguire il lavoro avviato con la Dichiarazione dei Diritti della Laguna di Venezia. Ha preso forma attraverso il Policy Lab di Nature Speaks, riunendo una trentina di persone con competenze tecnico-scientifiche ed esperienze territoriali attorno a un obiettivo: riconoscere la Laguna, ecosistema urbano-naturale, di Venezia come soggetto di diritti e persona giuridica. L’Iniziativa sviluppa una proposta di legge, forme di rappresentanza e governance, e una campagna pubblica, promuovendo una prospettiva ecocentrica e forme di partecipazione e responsabilità condivisa per il futuro della Laguna.
Pubblicazione
12.10.26