Paolo Naldini e Michelangelo Pistoletto
Estratto dal catalogo della mostra "La pace preventiva" a Milano, Palazzo Reale (Skira, 2023)
Michelangelo Pistoletto: Questo labirinto è una mostra personale che coinvolge in pieno tutta Cittadellarte. Infatti, la struttura organica di Cittadellarte consiste proprio nel mettere in comunicazione tutti i settori che formano il tessuto della società come se fossero ambienti collegati da porte. Idealmente, ogni porta permette il passaggio da un settore all’altro, come per esempio: scienza e politica, religione ed economia, educazione e comportamento.
Le porte formano un continuo passaggio che lega insieme tutti i settori connessi tra loro a due a due. Ogni porta è intersettoriale, quindi rappresentabile dal simbolo formula della Trinamica ovvero della creazione. Questo perché da ogni incontro tra due settori scaturisce un avvenimento inedito che, assommato a tutti gli altri incontri, diviene un continuo evento di creazione della società. Il passaggio tra le porte ci riconduce al complesso e flessuoso percorso del labirinto nei suoi particolari e nel suo insieme.
Paolo Naldini: Quindi, attraverso il tuo lavoro, dallo specchio alla formula della creazione, hai dato forma a simboli o addirittura a formule, che rappresentano il sistema di sviluppo della società e anche il riequilibrio continuo all’interno della società…
MP: Parliamo di equilibrio considerando che sussiste sempre nell’intero esistente una tensione fra gli elementi che può creare conflitto. Invece la società che stiamo cercando di creare attraverso l’attività pratica di Cittadellarte è basata su un equilibrio dinamico e una continua armonia.
PN: Sì, pensando ai tuoi quadri specchianti, mi è sempre sembrato che questi, come il Manifesto di Progetto Arte e fino alla formula trinamica, siano appunto una sorta di software, che viene rappresentato sia come riflesso della realtà fisica nello specchio, sia come riflessione mentale, cioè come l’articolazione del pensiero. Un programma di lavoro che Cittadellarte, come organismo vitale, sviluppa passando dalla rappresentazione alla realtà.
MP: Cittadellarte è lo sviluppo, appunto, di un vero e proprio programma che si è venuto a determinare attraverso passaggi precedenti, a cominciare dalla ricerca della mia identità alla scoperta dell’identità comune attraverso il quadro specchiante. L’identità non è più esclusivamente personale, ma è l’identità di tutti quelli che entrano nel quadro rispecchiandosi. Ecco quindi, di conseguenza, l’apertura dello studio personale alla collaborazione creativa interpersonale degli anni ’70, realizzata fuori dalle istituzioni, nelle strade, nelle piazze, nei luoghi frequentati dall’intera società. Cittadellarte nasce negli anni ’90 come una istituzione in cui si realizza tutto quello che si cercava uscendo dalle istituzioni.
PN: Con Cittadellarte, dunque, si arriva a questo passaggio: mettere davanti allo specchio quello che vogliamo trovare nella realtà. Cioè, con l’invenzione del quadro specchiante hai trovato e hai fornito un dispositivo che riflette la realtà senza menzogna e senza intervento soggettivo, ma appunto oggettivamente, per poi occuparti di ciò che lo specchio riflette. Lo specchio riflette l’esistente senza il nostro intervento, allora noi, se vogliamo intervenire sull’immagine nello specchio, dobbiamo intervenire sulla realtà che sta di fronte allo specchio e si riflette in esso. Per cambiare l’immagine nello specchio dobbiamo cambiare la realtà. Ecco che cosa fa Cittadellarte rispetto ai quadri specchianti.
MP: Bellissima questa immagine.
PN: E per fare questo, quindi, serviva una scuola dove imparare come fare questa trasformazione che volevamo portare nello specchio.
MP: Cittadellarte inizia in contemporanea con la mia attività di insegnamento all’Accademia di Vienna. Quindi, nasce nel 1999 alla Cittadellarte di Biella UNIDEE – Università delle idee, anche in collaborazione con gli studenti di Vienna.
PN: Dunque con Cittadellarte si sviluppa questa attività di “intrapresa sociale”, sperimentando i metodi con cui intervenire nei vari settori della società per sviluppare la co-creazione di un equilibrio dinamico. E proprio tra Vienna e Biella si procede nella sperimentazione di trasformazione responsabile della società che tocca i grandi temi sociali e i bisogni essenziali della vita: come il nutrimento, l’abitare, la sostenibilità…
MP: Habitus, Abito, Abitare… Come si intitolava la mia mostra al Museo Pecci di Prato nel 1996. L’ habitus mentale, il vestire e l’habitat mondiale.
PN: Già si ponevano i temi, e i semi, degli Uffizi, gli organismi di Cittadellarte, tant’è vero che alcuni studenti di quegli anni a Vienna, come Monika Wührer e Nora Ruzsics, ad esempio, fanno ancora parte della grande famiglia di Cittadellarte…
MP: Esatto, poi nel 2012 nascono le ambasciate Rebirth di Cittadellarte che in realtà sono un’estensione di questa scuola nel mondo e contemporaneamente continua l’attività formativa con nuovi programmi UNIDEE.
PN: Sì, UNIDEE Residency Programs. Dopo le residenze quadrimestrali hanno inizio le residenze brevi, curate da un visiting curator, che sviluppano temi specifici quali per esempio proprio la costituzione di istituzioni, oppure gli strumenti per i beni comuni… Le partecipazioni avvengono rispondendo a un bando internazionale diramato sia online che nelle scuole e nei centri culturali. Abbiamo anche sviluppato le residenze connettive, che si connettono cioè agli Uffizi di Cittadellarte, dedicati proprio ai temi del vestire, dell’abitare, dell’alimentazione, dell’educazione, della politica e dell’economia. Possono durare diversi mesi, e portano alla realizzazione di progetti, interventi e mostre. Alcune di queste residenze sono state negli anni sviluppate in collaborazione con istituzioni internazionali in Palestina, India, Azerbaijan, Francia, Ruanda, Kenya, Ecuador, Svizzera oppure sono parte di progetti europei come il programma dedicato alle relazioni tra Scienza, Tecnologia e Arte, STARTS, con cui abbiamo prodotto ricerche, opere e collaborazioni sulle sfide che la nostra regione deve affrontare riguardo al tema dell’acqua.
MP: E quindi ci sono i corsi dell’Accademia…
PN: Questi sono due corsi triennali, uno in Arte per la sostenibilità sociale e l’altro di Moda sostenibile. Poi svolgiamo il corso postlaurea, il master executive di Arte e Design dell’innovazione sociale, intitolato Design, Creatività e Pratiche Sociali, sviluppato con il Polidesign di Milano. E infine ci sono le collaborazioni con altre istituzioni accademiche i cui studenti vengono a Cittadellarte per specializzarsi nell’arte della trasformazione sociale, come ad esempio dall’Accademia di ArtEZ, in Olanda, una cinquantina di studenti all’anno per diverse settimane di lezioni, laboratori e studio.
MP: Gli studenti vengono a Biella a studiare la stessa Cittadellarte, la sua struttura e il suo funzionamento. È essa stessa oggetto di studio come organismo artistico impegnato nella rigenerazione della società.
PN: Infatti, il Labirinto, la tua opera presentata nella mostra “La Pace Preventiva”, ben rappresenta la struttura complessa e interconnessa di Cittadellarte. Ogni nostro Uffizio sviluppa ricerche e progetti sul rapporto tra l’arte per la trasformazione in senso responsabile e il settore della vita sociale di cui si occupa: l’Uffizio Alimentazione, ad esempio, studia l’agricoltura rigenerativa e solidale e sviluppa progetti come Let Eat Bi e Terre AbbanDonate che, oltre alla stagionalità e al biologico, portano nel territorio la permacultura, il biochar, le colture agricole – ma anche i prodotti nei mercati e i menu nei ristoranti – che hanno un impatto addirittura positivo sul clima. Allo stesso modo, l’Ufficio dedicato alla Moda Sostenibile sviluppa il rapporto tra l’arte e il mondo dell’abbigliamento e dei “costumi”, attraverso la piattaforma di designer e imprese sostenibili Cittadellarte Fashion B.E.S.T. e attraverso la collaborazione con le Nazioni Unite sulla tracciabilità e trasparenza della filiera della moda. E l’Ufficio Architettura e Urbanistica, con le ricerche sull’abitare sostenibile, ma anche sui territori, in particolare sulle aree intermedie. E il progetto della Città Arcipelago, che ha l’obiettivo di ripensare il modo di funzionare di un territorio sia nel rapporto con il suo paesaggio sia nella sua governance, guidati dall’equilibrio tra natura e artificio. La stessa sede di Cittadellarte è di per sé un’opera di rigenerazione, un complesso di archeologia industriale di oltre 30.000 metri quadrati recuperato dall’abbandono e dal degrado, che diventa fabbrica di cultura, di tessuto sociale e di futuro sostenibile, nel cuore di un distretto industriale che, anche grazie a questa operazione visionaria, viene riconosciuto Città Creativa dall’Unesco, proprio con il simbolo del Terzo Paradiso come metafora e immagine. Qui si sperimentano tecnologie di ristrutturazione sostenibili e innovative come, ad esempio, l’utilizzo della paglia di riso inserita nelle strutture perimetrali dell’involucro edilizio, con notevoli risultati di efficienza, comfort indoor termico e acustico e soprattutto di benessere. E gli impianti di energia rinnovabile, gli spazi dedicati al coworking e alla co-creazione, alla scuola elementare per bambini e genitori che rinnova le radici montessoriane mettendo la creatività al centro della vita e dell’apprendimento, un mercato di prodotti biologici e sani… Sono tutte attività che lavorano per prevenire atti di guerra, per così dire, nei confronti della natura, che il modello di vita consumista ha scatenato oramai in modo deflagrante, contro il clima, le foreste, gli animali, i suoli, gli oceani, i ghiacciai e i fiumi… Una guerra mondiale in atto tra l’uomo e la natura. Per questo la Trinamica e il simbolo del Terzo Paradiso costituiscono atti di pace preventiva.
MP: Gli Uffizi possono essere tantissimi, uno per ogni settore della società. Abbiamo avviato in passato l’Ufficio Spiritualità, l’Ufficio Lavoro, l’Ufficio Politica… ora sta nascendo l’Ufficio dedicato allo Sport, per esplorare il rapporto tra l’arte e il gioco del calcio e la stessa idea di Pace Preventiva: nel mio ultimo libro scrivo che nello sport “l’altro non è un nemico da eliminare, ma un amico necessario per il gioco della vita”.
PN: Tutto questo dimostra che Cittadellarte è un progetto artistico-politico. È una scuola di convivenza tra umani e umani e tra gli umani e la Terra. L’Ufficio Politica, infatti, svolge un ruolo trasversale a tutti gli altri, studiando e sviluppando l’Arte della Demopraxia, il programma di attivazione civica che accompagna le organizzazioni e le imprese attive nel loro territorio sugli obbiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Il programma demopratico, nato a Cuba nel 2015, ora è attivo oltre che all’Avana a Roma, Ginevra, San Paolo, Curitiba, Melbourne, e ancora altri luoghi molto diversi tra loro. E naturalmente è in corso a Biella, dove si configura come processo di progettazione partecipata per la prosperità sostenibile dell’intero territorio provinciale, con Gruppi di Lavoro attivati sull’Energia (fonti rinnovabili, elettrificazione e comunità energetiche), sull’Acqua (accesso e gestione - Osservatorio sull’Acqua), Accoglienza (turismo lento e Paesaggio della Lana), Alimentazione (produzione sana e locale, rigenerativa e positiva sul clima), Formazione (comunità e territorio educanti). E anche un gruppo di lavoro composto dai Sindaci incentrato sulle pratiche dell’amministrazione condivisa. Ognuno di questi Gruppi di Lavoro applica le metodologie demopratiche e assume la Trinamica come legge che regola i processi di dibattito e decisione.
Quindi possiamo dire che anche nell’organizzazione pratica e concreta delle attività e dei progetti condivisi con centinaia o migliaia di altre organizzazioni e persone, a cominciare dalle oltre 240 Ambasciate Rebirth nel mondo, portiamo le idee e i metodi che il tuo lavoro e i 25 anni di Cittadellarte, a partire dai quadri specchianti, ha sviluppato e che svilupperà in futuro per costruire il Terzo Paradiso e la Pace Preventiva.