0%
Menù
TempImage3CWNAm
Torna al Journal

Accendere il fuoco della creatività: la restituzione finale della "Giornata dell'arte 2026"

Si è svolta giovedì 11 giugno al Circolo Sociale di Biella la cerimonia conclusiva della nuova edizione della "Giornata dell'Arte e della Creatività Studentesca", momento finale del percorso formativo che, per la prima volta, ha trasformato la storica manifestazione studentesca in un progetto articolato su quattro giornate dedicate al dialogo tra arte e intelligenza artificiale. Per l'occasione è intervenuto un parterre di ospiti e autorità d'eccezione, oltre ai giovani partecipanti: scopriamo quanto emerso.

Cronaca Biellese

Un percorso strutturato di quattro giorni dedicato ad arte, creatività e intelligenza artificiale che ha coinvolto attivamente le scuole secondarie di secondo grado della provincia di Biella e i loro studenti: il riferimento è alla Giornata dell'Arte 2026, manifestazione istituzionale e culturale senza scopo di lucro tenutasi a Cittadellarte da lunedì a giovedì scorsi. Da oltre dieci anni la rassegna viene organizzata nella Città di Biella dalla Consulta Provinciale degli Studenti, con il supporto di Fondazione Pistoletto, ma l’edizione di quest'anno – che aveva come slogan “Da automi ad autori” - ha segnato un’evoluzione: il passaggio da singola e giornaliera celebrazione a un poker di giornate ricche di attività. Il sipario sull'evento è calato ieri, con la ceriminia conclusiva dell'appuntamento, andata in scena al Circolo Sociale.
La mattinata ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, religiose e scolastiche, insieme agli studenti protagonisti dei laboratori realizzati nei giorni precedenti, chiamati a presentare riflessioni, progetti e proposte elaborate durante il percorso. Ad aprire i lavori è stato 
Jacopo Panzanelli, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Biella e vicecoordinatore regionale degli studenti del Piemonte, che ha sottolineato la volontà della Consulta di rinnovare profondamente il significato della manifestazione. Pur mantenendo la tradizionale dimensione festiva dell'ultimo giorno di scuola, l'edizione 2026 ha voluto assumere un carattere maggiormente educativo e culturale, offrendo agli studenti occasioni di approfondimento su un tema specifico: il rapporto tra intelligenza artificiale e arte. Richiamando una celebre riflessione di Plutarco, Panzanelli ha evidenziato come l'obiettivo dell'iniziativa fosse quello di "accendere fuochi" nei giovani, stimolando curiosità, partecipazione e senso di appartenenza alla comunità studentesca e territoriale.

Tra gli interventi introduttivi ha preso parola Roberto Farinella, vescovo di Biella, che ha affrontato il tema dal punto di vista etico e antropologico. Richiamando la recente riflessione di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale, il vescovo ha evidenziato come la questione centrale non sia scegliere se essere favorevoli o contrari alla tecnologia, bensì interrogarsi sull'uso che ne verrà fatto. La vera sfida, ha osservato, riguarda il modello di umanità che si intende costruire e la capacità di evitare che l'intelligenza artificiale diventi strumento di esclusione o concentrazione del potere. "Non bisogna delegare il pensiero all'intelligenza artificiale", ha ricordato, sottolineando come essa non possieda coscienza e non possa sostituire la responsabilità umana.

A seguire Panzanelli ha letto il messaggio inviato dal Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per un'iniziativa capace di mettere in dialogo creatività e innovazione tecnologica. Nel suo intervento il ministro ha evidenziato come i giovani siano chiamati a essere protagonisti delle grandi trasformazioni contemporanee, dalla transizione ecologica alla rivoluzione digitale, e come sia fondamentale fornire loro gli strumenti per utilizzare le nuove tecnologie in maniera consapevole, critica e responsabile.

Anche le istituzioni locali hanno voluto testimoniare la propria vicinanza al progetto. Edoardo Maiolatesi, assessore del Comune di Biella, ha evidenziato l'importanza di creare spazi nei quali i giovani possano esprimere il proprio talento e la propria creatività, ringraziando la Consulta degli Studenti per aver saputo coniugare formazione e partecipazione, riflessione e festa. Un concetto ripreso anche dal presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, che ha definito la giornata una vera occasione di restituzione su un tema destinato ad accompagnare l'umanità per lungo tempo. Nel suo intervento ha invitato gli studenti a interrogarsi non soltanto sugli effetti dell'intelligenza artificiale, ma anche sul significato stesso di umanità in una società sempre più dominata dalle immagini e dalla velocità della comunicazione, richiamando l'importanza dell'empatia e della responsabilità sociale.

Un messaggio di sostegno è giunto anche dal consigliere regionale Davide Zappalà, attraverso una nota letta nel corso dell'incontro da Franco Lenti Rana (referente per il Consiglio Regionale del Piemonte). Il consigliere ha evidenziato come il percorso sviluppato dalla Giornata dell'Arte rappresenti un esempio di protagonismo giovanile e di educazione all'innovazione, sottolineando il valore dello slogan scelto per questa edizione: "Da automi ad autori".

Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo della scuola. Teresa Cavarretta, in rappresentanza dell'Ufficio Scolastico Provinciale, ha ringraziato dirigenti, docenti e studenti che hanno reso possibile la realizzazione del progetto in un periodo particolarmente impegnativo dell'anno scolastico. Ha inoltre evidenziato la necessità di offrire ai giovani spazi di confronto e riflessione su temi complessi e attuali, esprimendo interesse e curiosità per i risultati dei laboratori.

A raccogliere questo testimone è stato Agostino Giampietro, referente della Consulta Provinciale degli Studenti per l'Ufficio Scolastico, che ha ricostruito la nascita dell'iniziativa a partire dall'esperienza condivisa con Jacopo Panzanelli durante una convention nazionale sull'intelligenza artificiale svoltasi a Napoli. Giampietro ha sottolineato come la riuscita del progetto sia stata possibile grazie all'autonomia e alla capacità organizzativa dimostrata dagli studenti, capaci di affrontare per mesi una complessa attività di progettazione accanto agli impegni scolastici. Citando il celebre "insegnamento" di Spider-Man, "da grandi poteri derivano grandi responsabilità", ha invitato i giovani a utilizzare la tecnologia con consapevolezza e senso etico.

Uno dei momenti centrali della mattinata è stato l'intervento di Paolo Naldini, direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte, che ha proposto una riflessione ampia sul significato dell'arte nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Secondo Naldini, la vera sfida consiste nel passare dalla condizione di "automa" a quella di "autore", in riferimento allo slogan - da lui ideato - della Giornata dell'Arte di quest'anno: non limitarsi a reagire meccanicamente agli stimoli della realtà, ma assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie creazioni. L'arte, ha spiegato, rappresenta uno strumento di emancipazione e libertà, capace di sviluppare empatia, consapevolezza e responsabilità. Su questa scia, l'intelligenza artificiale non può essere affrontata soltanto come questione tecnica, ma come tema culturale e umano, che richiede nuove forme di educazione alla relazione, alla pace e alla cura reciproca.

Sul rapporto tra educazione e futuro si è soffermato anche Alberto Bonisoli, direttore generale dell'Accademia Unidee, che ha definito l'avvento dell'intelligenza artificiale una vera e propria "singolarità" storica. La rapidità con cui le tecnologie stanno trasformando la società rende per lui impossibile prevedere quali competenze saranno necessarie nei prossimi decenni. Per questo motivo, secondo Bonisoli, la formazione non deve limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve fornire strumenti per affrontare l'incertezza. In questo percorso l'arte assume un ruolo fondamentale, poiché consente di gestire l'ambiguità, valorizzare la soggettività ed esprimere emozioni, competenze sempre più preziose in un mondo in continua trasformazione.

A chiudere la serie degli interventi introduttivi è stato Ruggero Poi dell'Ufficio Ambienti di Apprendimento di Cittadellarte, che ha raccontato l'esperienza dei laboratori come uno spazio di incontro tra differenti forme di intelligenza. La scuola, ha osservato, deve essere "un luogo capace di accogliere la diversità e trasformare l'attrito tra punti di vista differenti in opportunità di crescita e innovazione".

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione dei lavori realizzati dagli studenti durante i laboratori coordinati dall'associazione WAYouth. Introducendo i risultati, la presidente Francesca Del Conte ha ricordato come l'intero percorso sia nato da una scelta precisa: partire dalle domande anziché dalle risposte, offrendo ai partecipanti l'opportunità di confrontarsi in maniera critica sul rapporto tra creatività e intelligenza artificiale.

Per il primo gruppo, dedicato al tema dei limiti, sono intervenuti Bianca Altare e Alex Robino Titat. Gli studenti hanno elaborato una vera e propria carta dei valori per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito scolastico. Hanno, a questo proposito, individuato alcune criticità fondamentali, tra cui il rischio di diffusione di contenuti falsi, la riduzione dell'autonomia di apprendimento e le problematiche legate al diritto d'autore. Da queste riflessioni è nata "Prisma", un modello di assistente digitale fondato sui principi di trasparenza, autonomia, empatia, tutela dei diritti e consapevolezza.

Il secondo laboratorio, illustrato da Clotilde Graglia, ha invece lavorato sulle emozioni suscitate dall'incontro tra arte e intelligenza artificiale. Attraverso momenti di confronto e progettazione artistica, gli studenti hanno esplorato sentimenti contrastanti come curiosità, stupore, entusiasmo, ma anche incertezza e timore. Tra i progetti presentati, particolare interesse ha suscitato l'opera Replica o Scintilla, che riflette sul delicato equilibrio tra creatività umana e produzione artificiale, proponendo una visione di collaborazione piuttosto che di sostituzione.

Il terzo gruppo ha infine guardato alle opportunità future, sviluppando il progetto IART, un percorso educativo dedicato alla comprensione critica del rapporto tra arte e intelligenza artificiale. Le studentesse Cristiana Casio e Ginevra Steglino hanno illustrato una proposta rivolta a diverse fasce d'età, con l'obiettivo di promuovere competenze tecnico-artistiche, alfabetizzazione digitale e capacità di riconoscere i contenuti generati artificialmente. Al centro della proposta figura la convinzione che l'intelligenza artificiale non debba sostituire il genio creativo umano, ma amplificarne le possibilità espressive.

Concludendo la mattinata, Francesca Del Conte ha sottolineato come il valore più importante emerso dai laboratori sia stato la capacità degli studenti di affrontare la complessità senza semplificarla, imparando a sostenere punti di vista differenti e a trasformare le domande in occasioni di ricerca e dialogo. A chiudere ufficialmente la cerimonia è stato nuovamente Jacopo Panzanelli, che ha prima rimarcato il successo della manifestazione serale del giorno precedente, caratterizzata da attività artistiche, musicali e partecipative, poi chiamato l'artista Lorenzo Coda Zabetta, in arte jcoduuz, a mostrare l'opera realizzata durante la rassegna. Foto di rito, strette di mano, complimenti e sguardi al futuro. Il fuoco di Plutarco, caldo di creatività, è divampato e non accenna a fermarsi.

Pubblicazione
12.06.26
Scritto da
Luca Deias