Cosa possiamo
aiutarti a trovare?
Ricerche suggerite
"Cibo e Pace": Michelangelo Pistoletto e Niko Romito dialogano all’Ara Pacis
Il 15 settembre, nell’ambito di "Italia Storie IMMENSE 2026", il fondatore di Cittadellarte incontra a Roma lo chef Niko Romito per una riflessione sul cibo come spazio di cura, responsabilità e convivenza. Un dialogo che porta al centro la possibilità di costruire la pace anche attraverso il modo in cui produciamo, condividiamo e consumiamo il cibo.
Che cosa hanno a che fare il cibo e la pace? E in che modo un pasto può contribuire alla costruzione di una società più equilibrata, sostenibile e giusta? È attorno a queste domande che si sviluppa Cibo e Pace, il dialogo tra Michelangelo Pistoletto e lo chef Niko Romito, in programma martedì 15 settembre 2026 alle ore 15:00 all’Ara Pacis di Roma, nell’ambito di Italia Storie IMMENSE 2026, la manifestazione promossa da ANIR Confindustria dedicata alla grande ristorazione e al Cibo Pubblico.
La scelta dell’Ara Pacis non è casuale. In un luogo storicamente associato all’idea di pace, il confronto allarga il significato del nutrire: il cibo non è soltanto una necessità primaria o un prodotto, ma un fatto culturale, sociale, economico e politico, capace di mettere in relazione salute, accesso alle risorse, educazione, lavoro, sostenibilità e responsabilità. È questa la prospettiva delineata dalla nota di presentazione del dialogo: pensare la pace non soltanto come assenza di conflitto, ma come una pratica quotidiana di costruzione di relazioni e di equilibrio tra persone, comunità, istituzioni, imprese e natura.
In questo scenario, la presenza di Pistoletto introduce nel dibattito la dimensione dell’arte come strumento di consapevolezza e trasformazione. Infatti, la visione del Terzo Paradiso offre una chiave per leggere il cibo come uno dei territori in cui questo equilibrio viene quotidianamente messo alla prova.
È una riflessione che Cittadellarte porta avanti da tempo attraverso progetti capaci di mettere in dialogo arte, agricoltura, conoscenza, innovazione e partecipazione. Tra questi, Coltivando il Terzo Paradiso, l’installazione ideata e realizzata dalla Fondazione Pistoletto per il nuovo FAO MuNe – Food and Agriculture Museum and Network di Roma, inaugurato nel 2025. L’opera è concepita come uno spazio di incontro e co-creazione nel quale arte, conoscenza tradizionale, scienza e partecipazione dei cittadini convergono attorno alla costruzione di un futuro alimentare sostenibile.
Il tema del diritto al cibo è inoltre al centro di una recente iniziativa europea sostenuta da Cittadellarte: Good Food for All, l’Iniziativa dei Cittadini Europei avviata nel gennaio 2026 insieme a Fondazione Mater e FIAN Svizzera per promuovere il riconoscimento del cibo come diritto umano fondamentale e garantire a tutte le persone l’accesso a un’alimentazione adeguata, sostenibile e dignitosa.
Accanto alla prospettiva dell’arte, il dialogo Cibo e Pace porterà quella della cucina e della ricerca gastronomica attraverso l’esperienza di Niko Romito. Il confronto parte infatti da una realtà molto concreta: quella della ristorazione collettiva, che ogni giorno raggiunge scuole, ospedali, luoghi di lavoro e comunità e che, proprio per la sua diffusione, può essere considerata una vera infrastruttura della vita sociale. La documentazione di IMMENSE sottolinea come il cibo pubblico coinvolga non soltanto la qualità dell’alimentazione, ma anche salute, educazione, condizioni di lavoro, sostenibilità delle filiere e coesione delle comunità.
In questa prospettiva, l’esperienza di Romito rappresenta un altro punto di accesso alla questione. Attraverso progetti come #iomangioascuola e Intelligenza Nutrizionale, la sua ricerca porta qualità gastronomica, nutrizione e innovazione dentro sistemi destinati a grandi numeri, dimostrando come il cibo possa diventare ricerca applicata al bene pubblico. L'obiettivo non è trasferire l'alta cucina nelle mense, ma trasferire metodo, conoscenza e ricerca per costruire modelli buoni, sani, sostenibili e replicabili.
È qui che le due traiettorie si incontrano: l’arte come visione e capacità trasformativa; la cucina come pratica, ricerca, innovazione e cura. Due percorsi distinti che non cercano necessariamente una risposta unica, ma aprono insieme una domanda sul futuro: quali condizioni rendono il cibo un fattore di equilibrio nella vita collettiva?