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"Creare?": il primo Tavolo Manifesto dell’Opera Demopratica L'Aquila mette a confronto cultura, impresa e territorio

Nel capoluogo abruzzese, si è svolto lo scorso venerdì 18 settembre il primo dei quattro appuntamenti dedicati alla costruzione del "Manifesto dell’Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative". Istituzioni, imprese e professionisti della cultura si sono confrontati sul ruolo delle ICC nello sviluppo della città, tra turismo culturale, reti territoriali e nuove forme di collaborazione.

Quale ruolo possono assumere le imprese culturali e creative nello sviluppo dell'Aquila? È partita da questa domanda Creare?, il primo Tavolo Manifesto dell’Opera Demopratica L’Aquila, che venerdì 18 settembre ha riunito a Palazzo ex ONMI istituzioni, imprese e professionisti della cultura per avviare il percorso verso la definizione del Manifesto dell’Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative dell’Aquila. L’appuntamento rappresenta il terzo passaggio dell’Opera Demopratica, dopo la fase di mappatura delle realtà culturali e creative del territorio e il Forum dello scorso maggio. 

Il Public Program, avviato il 6 settembre, nasce infatti dall'esigenza di trasformare il lavoro di ascolto e co-progettazione svolto nei mesi precedenti in una serie di occasioni concrete di confronto, sperimentazione e collaborazione. I 25 appuntamenti in programma fino al 13 dicembre sono organizzati nei tre filoni Tavolo Manifesto, Semi e Percorsi e coinvolgono realtà differenti del territorio, con l'obiettivo di costruire le condizioni per un ecosistema capace di mettere in relazione cultura, sviluppo economico, turismo, partecipazione e benessere. 

Ad aprire il pomeriggio sono stati Giacomo Bassmaji e Antonella Muzi, coordinatori dell’Opera Demopratica, insieme a Ersilia Lancia, Assessora al Turismo, Promozione dell'immagine della città, Rapporti internazionali, Gemellaggi, Politiche giovanili e Pari opportunità del Comune dell'Aquila.

Nel suo intervento, l'amministrazione comunale ha sottolineato l'importanza dell'Opera Demopratica come occasione per costruire relazioni e lavorare insieme alla città. Un'impostazione che riflette il carattere partecipativo del Public Program: non un calendario definito dall'alto, ma un programma costruito attraverso il confronto tra organizzazioni, istituzioni, imprese, associazioni e comunità locali. 

A seguire, Alberto Bonisoli, Direttore del Centro Studi Federculture e dell'Accademia delle Arti Contemporanee Unidee, ha proposto una riflessione sul rapporto tra cultura e turismo, mettendo a disposizione del confronto dati e analisi specifiche. Una parte dell'intervento è stata dedicata alla situazione abruzzese e al posizionamento dell'Aquila: una città con una significativa attività culturale, ma che, secondo la lettura proposta da Bonisoli, rischia di rimanere isolata rispetto al resto del territorio regionale e alle realtà presenti lungo la costa.

Il tema del turismo culturale, in Italia rappresenta il 70% del mercato turistico, è così diventato uno dei fili conduttori della giornata. Non soltanto come possibilità di attrarre visitatori, ma come questione legata alla capacità di un territorio di riconoscere, mettere in rete e comunicare il valore delle proprie risorse culturali.

Il confronto si è poi spostato sul rapporto tra il sistema culturale e quello produttivo. Pierluigi Frezza, Presidente di ANCE L'Aquila, ha portato nel tavolo il punto di vista del mondo delle costruzioni e delle imprese. La questione emersa è quella delle competenze complementari: se da un lato il mondo dell'impresa e dell'edilizia possiede conoscenze e strumenti specifici, dall'altro le organizzazioni culturali possono mettere a disposizione competenze progettuali, artistiche e relazionali. Il punto, quindi, non è necessariamente sovrapporre competenze differenti, ma creare le condizioni perché possano lavorare insieme e creare contaminazione. È una delle prospettive che l'Opera Demopratica intende mettere alla prova attraverso la costruzione dell'ecosistema.

Su un piano diverso, ma collegato, si è mosso l'intervento di Giacinto Di Pietrantonio, critico, curatore e docente, già direttore della GAMeC di Bergamo. La sua riflessione ha riportato l'attenzione sul rapporto tra arte, vita quotidiana e ricerca della bellezza, allargando il discorso oltre la dimensione strettamente economica o organizzativa dell'impresa culturale. 

A portare un'esperienza concreta di progettazione culturale e di costruzione di reti è stata poi Paola Lopes, manager culturale e progettista nelle industrie culturali e creative. Lopes ha condiviso alcune esperienze maturate in particolare nell'ambito di Matera Capitale Europea della Cultura, soffermandosi sui processi che hanno portato alla realizzazione di una “word map”, una guida per orientarsi negli ecosistemi culturali e della creatività creata e sviluppata da lei e un gruppo di lavoro che ha coinvolto le realtà creative e culturali lucane. Il suo intervento ha riportato il confronto su una questione centrale per il percorso aquilano: come trasformare la presenza di tante realtà, competenze e iniziative differenti in una rete capace di produrre continuità e progettualità condivise. 

È una prospettiva che si inserisce direttamente nel lavoro avviato dall'Opera Demopratica. La fase di mappatura ha infatti coinvolto 107 organizzazioni, mentre 58 realtà risultano attive nel percorso; il Forum di maggio aveva riunito circa 120 partecipanti, distribuiti in cinque tavoli di discussione. Il Public Program rappresenta ora il passaggio dalla costruzione della rete alla sua attivazione pubblica. 

A chiudere il Tavolo è stato Paolo Naldini, direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte, che ha ricondotto i diversi contributi alla prospettiva della demopraxia e al metodo dell'Opera Demopratica: non soltanto discutere di come organizzare il sistema culturale, ma sperimentare forme di collaborazione attraverso cui le persone e le organizzazioni possano partecipare alla costruzione del proprio territorio.

Il Tavolo non nasce infatti con l'obiettivo di arrivare immediatamente a una soluzione. I quattro appuntamenti sono pensati come un processo progressivo: dopo Creare?, il 2 ottobre sarà la volta di Connettere?, dedicato al passaggio dalla rete all'ecosistema e alle quattro leve di competenze, spazi, reti e condizioni, saranno presenti, il prof. Pier Luigi Sacco e il manager culturale Tomaso Boyer di Itinerari Paralleli. Il 6 novembre il terzo incontro, Partecipare?, affronterà il ruolo delle imprese culturali e creative nell'attivazione della partecipazione civica saranno presenti, Paolo Verri, Direttore della Fondazione Mondadori e Michele D’Alena, Coordinatore dei processi partecipativi della Regione Emilia Romagna e responsabile della governance partecipativa. Infine, il 12 dicembre, Manifesto! sarà dedicato alla presentazione pubblica del documento elaborato attraverso il percorso. 

Il primo Tavolo ha quindi aperto il cantiere, mettendo assieme istituzioni, cultura, impresa e progettazione, facendo emergere punti di vista differenti e possibili connessioni. Il lavoro prosegue ora attraverso gli appuntamenti del Public Program, con l'obiettivo di trasformare il confronto in relazioni, le relazioni in progettualità e le progettualità in un ecosistema capace di continuare a vivere oltre il 2026. È, in fondo, la direzione indicata dall'intero percorso: non limitarsi a programmare cultura, ma costruire le condizioni perché la cultura possa diventare una componente strutturale della vita della città.

Pubblicazione
24.09.26
Scritto da
Sofia Ricci