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“Dalla Cittadellarte allo Statodellarte”: il 7 ottobre a Bologna la presentazione del catalogo della mostra
Mercoledì 7 ottobre, a Palazzo Boncompagni, sarà presentato il catalogo della mostra “Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte”, che si è conclusa il mese scorso a Bologna. Alla presentazione saranno presenti, oltre al maestro, la curatrice Silvia Evangelisti, la curatrice del Public Program Chiara Belliti, il direttore di Cittadellarte Paolo Naldini, e la direttrice di Palazzo Boncompagni Paola Pizzighini. La pubblicazione documenta il progetto espositivo e raccoglie le conversazioni sviluppate attorno al "Tavolo Love Difference", restituendo la dimensione processuale e collettiva della mostra.
Mercoledì 7 ottobre Palazzo Boncompagni torna ad accogliere Michelangelo Pistoletto per la presentazione del catalogo della mostra Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, curata da Silvia Evangelisti e realizzata a Bologna da febbraio a settembre 2026. La pubblicazione non si limita a documentare le opere e il percorso espositivo, ma restituisce anche una parte fondamentale del progetto, ovvero il Public Program Conversazioni intorno al Tavolo Love Difference, curato da Chiara Belliti e promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte insieme a Fondazione Palazzo Boncompagni. Saranno presenti alla presentazione Michelangelo Pistoletto, Silvia Evangelisti, Chiara Belliti, Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, e Paola Pizzighini, direttrice di Palazzo Boncompagni.
Dalla mostra al confronto
Dalla Cittadellarte allo Statodellarte ha portato negli spazi del palazzo bolognese oltre sessant’anni di ricerca di Pistoletto, mettendo in relazione opere, progetti e riflessioni sviluppati intorno al rapporto tra arte, società e politica. Il progetto espositivo ha posto al centro Cittadellarte come origine, metodo e motore di una concezione dell’arte intesa come pratica sociale, politica e civile.
Al centro della Sala delle Udienze Papali, il Tavolo Love Difference ha rappresentato il punto di passaggio tra la dimensione espositiva e quella partecipativa. L’opera, un grande tavolo specchiante dalla forma del bacino del Mediterraneo circondato da sedie provenienti dai Paesi che si affacciano sul mare, è tornata a Bologna dopo vent’anni, riattivando la sua funzione di dispositivo di incontro e relazione. Il tavolo è infatti il simbolo di Love Difference – Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, fondato da Pistoletto nel 2002, e nel progetto bolognese è diventato uno spazio fisico e concettuale intorno al quale affrontare alcune delle questioni centrali del presente.
Da qui è nato il Public Program curato da Chiara Belliti: quattro conversazioni che hanno trasformato il tavolo in un vero e proprio laboratorio di idee, mettendo in relazione arte, spiritualità, tecnologia, moda, impresa, politica e nuove forme di organizzazione della società.
Quattro tavoli, quattro prospettive sul presente
Il primo appuntamento, Arte, Spiritualità e Religione, si è svolto il 10 febbraio ed è stato curato e moderato da Francesco Monico. Intorno al tavolo si sono confrontati Swamini Shuddananda Giri per l’Induismo, Filippo Sciannaper il Buddhismo, Rav. Joseph Levi per l’Ebraismo, Padre Antonio Spadaro per il Cristianesimo e l’Imam Nader Akkad per l’Islam, insieme a Michelangelo Pistoletto. All’incontro era presente anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il confronto ha posto al centro il dialogo interreligioso come pratica di relazione e di pace preventiva attraverso l’arte.
Il secondo tavolo, Etica, Politica, Intelligenza Artificiale, si è tenuto il 20 aprile. Sono intervenuti Michelangelo Pistoletto, Francesco Monico, Padre Antonio Spadaro, Francesco Ubertini, professore ordinario all’Università di Bologna, già Rettore dell’Alma Mater e Presidente di Cineca, Francesca Lagioia, professoressa associata all’Università di Bologna e allo European University Institute di Firenze, Rita Cucchiara, Rettrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Luigi Balestra, professore ordinario di Diritto civile all’Università di Bologna.
Il terzo appuntamento, Costume, Moda, Impresa, si è svolto il 5 maggio 2026 con il titolo Cartamodello Mediterraneo: tagliare il confine, cucire il mondo. Sono intervenuti Tiziano Guardini, designer; Matteo Mantellassi, CEO di Manteco; Maria Teresa Pisani, Acting Head della Sustainable Trade and Outreach Unit dell’UNECE; Olga Pirazzi, Responsabile Ufficio Moda di Cittadellarte; Paola Pizzighini Benelli, Presidente della Fondazione Palazzo Boncompagni; Irene Priolo, Assessora della Regione Emilia-Romagna; Manuela Gaslini, CCO di Filatura Astro; Emilia Scaccia, CEO di Emylia Confezioni; e Matteo Ward, CEO di Inside Out Fashion Textiles & Home e co-fondatore di WRÅD. Ha moderato Valeria Margherita Vantaggi, giornalista di Vanity Fair.
A chiudere il Public Program è stato, il 26 giugno, il quarto tavolo, Nasce lo Statodellarte. Dopo l’introduzione di Paola Pizzighini Benelli, il confronto ha riunito Michelangelo Pistoletto, Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, Silvia Evangelisti, curatrice della mostra, Luca Bergamo, co-autore della Costituzione dello Statodellarte ed ex assessore alla Cultura e vicesindaco di Roma, e Agnese Bertello, membro del Comitato internazionale dei garanti della Convenzione dei cittadini sul fine vita in Francia. Al centro dell’incontro la nascita dello Statodellarte, nuova forma di organizzazione civica senza confini concepita da Pistoletto.
Un catalogo come archivio di un processo
È proprio questa dimensione di confronto a trovare spazio nel nuovo catalogo. Accanto alla documentazione della mostra, alla presentazione del progetto espositivo e alle opere, la pubblicazione raccoglie le testimonianze e i contenuti emersi nei quattro tavoli del Public Program, conservando le tracce delle discussioni che hanno attraversato Palazzo Boncompagni durante i mesi dell’esposizione.
Il catalogo diventa così qualcosa di più di una documentazione a posteriori: è la restituzione di un percorso nel quale la mostra ha progressivamente oltrepassato i propri confini. Dall’opera al tavolo, dal tavolo alla conversazione, dalla conversazione alla possibilità di costruire nuove forme di relazione.
In questo senso, il Tavolo Love Difference ha costituito il centro simbolico dell’intero progetto bolognese. La sua forma, che mette in relazione le diverse sponde del Mediterraneo, è diventata anche la struttura stessa del Public Program: sedersi intorno a un tavolo significa mettere in comune punti di vista differenti e fare della differenza non un ostacolo ma la condizione stessa del dialogo.
La presentazione del catalogo sarà quindi anche l’occasione per tornare su quel percorso e sulle domande che ha lasciato aperte: dal rapporto tra arte e spiritualità alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale, dalla responsabilità culturale della moda alla ricerca di nuove forme di partecipazione e organizzazione civile.