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"Terzo Paradiso Seoul 2026": la Demopraxia di Cittadellarte entra nel dibattito sulle politiche culturali

Il 15 e 16 ottobre, presso il Seoul Arts Education Center Yongsan, la seconda edizione coreana dell’Opera Demopratica ha riunito artisti, attivisti e istituzioni in un percorso tra progettazione artistica e confronto sul ruolo della cultura nella società. Dallo sviluppo di 14 progetti, che saranno presentati in una mostra collettiva a gennaio 2027, al seminario dedicato alla visione di Cittadellarte, il Forum ha aperto nuove prospettive di collaborazione con la Seoul Foundation for Arts and Culture, interessata a integrare i principi della Demopraxia, del Terzo Paradiso e dell’Arte al Centro nelle proprie politiche culturali.

Il 15 e 16 ottobre 2026, Terzo Paradiso Seoul 2026 ha riunito artisti, attivisti, operatori culturali e rappresentanti istituzionali per confrontarsi sul ruolo dell’arte nella società e sulle possibilità di costruire nuove forme di partecipazione. Promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul, dalla Seoul Foundation for Arts and Culture e da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, il progetto ha alternato momenti di discussione e attività collettive, mettendo in relazione la ricerca teorica con questioni concrete del contesto coreano.

La prima giornata, ospitata al Seoul Arts Education Center-Yongsan, si è aperta con gli interventi di Davide Scalmani, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Seoul e di Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte. La mattinata è proseguita con la suddivisione dei partecipanti in due tavoli di lavoro, che si sono confrontati sui temi del Terzo Paradiso, della Pace preventiva e della Demopraxia, preparando il terreno al lavoro laboratoriale del pomeriggio.

Infatti, successivamente, i partecipanti si sono organizzati in coppie e piccoli gruppi per elaborare proposte a partire da questioni che attraversano la società contemporanea. Sono nati così quattordici progetti, con temi e approcci differenti: la pace nella penisola coreana e il ruolo della zona demilitarizzata (DMZ), le storie delle persone migranti, il riconoscimento dei diritti degli alberi, la tutela delle api negli ambienti urbani e la visibilità della comunità LGBTQ+ in un contesto in cui queste questioni restano poco visibili.

Durante il laboratorio, artisti e attivisti hanno lavorato insieme per elaborare idee e proposte a partire dai temi emersi nel confronto. I lavori proseguiranno fino alla fine del 2026 e saranno presentati in una mostra collettiva prevista per gennaio 2027 all’Art Center Nabi di Seoul. Sarà il primo momento pubblico di restituzione del Cantiere Demopratico, e l’occasione per rendere visibili le idee sviluppate lungo il percorso.

Dalla società degli automi alla società degli autori


Il 16 ottobre l’attenzione si è spostata invece sul rapporto tra arte, educazione e politiche culturali. Il seminario, aperto da
Hyeongjong Song, presidente della Seoul Foundation for Arts and Culture, e da Davide Scalmani, ha approfondito come la visione di Cittadellarte possa contribuire a ripensare il ruolo delle istituzioni culturali.

Nel suo intervento, From Automated to Authors: Art at the Center of Humanity, Paolo Naldini ha presentato la riflessione sul passaggio “dalla società degli automi alla società degli autori”. Al centro del suo contributo, la deautomatizzazione come condizione per esercitare libertà e responsabilità, individuali e collettive, e la possibilità di costruire comunità di pratica e di governo capaci di partecipare attivamente alla vita pubblica. In questa visione, l’arte diventa un modo per coinvolgere le persone nella vita della comunità e nella costruzione delle decisioni che la riguardano.

Giacomo Bassmaji, coordinatore delle Opere Demopratiche, con il contributo Making Together: Pistoletto’s Art as a Tool for Social Transformation, ha approfondito il pensiero di Michelangelo Pistoletto, il Terzo Paradiso e l’esperienza di Cittadellarte e delle Opere Demopratiche. Soik Jung, curatrice di Terzo Paradiso Seoul 2026, ha invece affrontato il tema della ricontestualizzazione culturale e della capacità delle pratiche artistiche di rispondere alle specificità dei luoghi in cui si sviluppano.

Il seminario si è concluso con la tavola rotonda What values of being human should Seoul Arts & Culture Education 3.0, dedicata ai valori umani da porre alla base di una nuova visione dell’educazione artistica e culturale a Seoul. Hanno partecipato Paolo Naldini, Giacomo Bassmaji, Soik Jung, Davide Scalmani e Orlando Jeungpill Choi, manager del Seoul Arts & Culture Education Center-Yongsan. Il confronto, moderato da Hae-Bo Kim, direttrice dell’Arts & Cultural Engagement Division della SFAC, ha coinvolto anche il pubblico.

Quando la ricerca diventa una prospettiva per le politiche culturali


È nel dialogo con la
Seoul Foundation for Arts and Culture (SFAC) che Terzo Paradiso Seoul 2026 assume una rilevanza che va oltre le due giornate di incontri. La fondazione, costituita dalla città di Seoul, gestisce cinque centri in altrettanti distretti metropolitani e quasi venti sedi dedicate alle attività culturali. I suoi rappresentanti hanno manifestato l’intenzione di assumere la Demopraxia, il Terzo Paradiso, la visione di Pistoletto dell’Arte al Centro e la riflessione sul passaggio dalla società degli automi alla società degli autori come riferimenti per una riforma delle politiche culturali di propria competenza.

Nelle sue note sull’esperienza coreana, condivise con i lavoratori di Cittadellarte, Naldini ha restituito soprattutto la dimensione personale di questo risultato: “È stato emozionante non solo partecipare dall’altra parte del mondo, presso gente così diversa [...] allo svolgimento di un processo di partecipazione civica profondo e prolungato fondato esplicitamente e formalmente su una teoria inventata (letteralmente inventata) da noi, la demopraxia, sostenuto formalmente dall’Istituto Italiano di Cultura, ma anche essere chiamati a presentare le altre nostre nuove idee in un seminario di alto profilo dedicato alla riforma delle policies di un’istituzione così rilevante per la città di Seoul”.

Il passaggio evidenzia due aspetti del progetto: da una parte, l’applicazione della demopraxia in un processo di partecipazione civica sviluppato da professionisti e operatori culturali locali; dall’altra, l’invito rivolto a Cittadellarte a contribuire al dibattito sulle politiche di una delle principali istituzioni culturali della città.

Il prossimo appuntamento: la mostra del Cantiere Demopratico


Il lavoro avviato a Seoul proseguirà nei prossimi mesi con nuovi incontri tra le coppie di artisti-attivisti e i gruppi di lavoro, impegnati a sviluppare i quattordici progetti ideati prima e durante il Forum. I risultati di questo percorso saranno presentati a gennaio 2027 in una
mostra collettiva presso l’Art Center Nabi di Seoul.

La mostra sarà una prima occasione per conoscere le proposte nate dal confronto tra i partecipanti. Nel frattempo, Cittadellarte e i partner coreani continueranno a esplorare possibili sviluppi della collaborazione, dai progetti delle Opere Demopratiche ai programmi di residenza e formazione, fino al dialogo con le istituzioni culturali della città. Due direzioni di lavoro, una già in corso e l’altra ancora da definire, che danno continuità all’esperienza di Seoul anche oltre il Forum.

Pubblicazione
27.10.26
Scritto da
Sofia Ricci