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Dalla Pace Preventiva alla Bandiera del mondo: al via a Bari "Mediterraneo. Geografie culturali"
Dal 21 al 25 marzo nel Castello Svevo e a Mola di Bari il 26 marzo, nella sede dell’Accademia di Belle Arti, si articolerà il progetto che proporrà momenti teorici, pratiche artistiche e attività formative, lectiones magistrales, incontri con artisti e percorsi di esplorazione del patrimonio culturale pugliese che vedranno tra i protagonisti Michelangelo Pistoletto. "Mediterraneo. Geografie culturali" si aprirà con la mostra del maestro "La pace preventiva: da Mediterranean Sea a Bandiera del Mondo", curata da Fortunato D’Amico, Rosalinda Romanelli e Maria Vinella e, per l'occasione, verrà annunciata una nuova candidatura - avanzata dal Centro Studi Sereno Regis - del fondatore di Cittadellarte a "Premio Nobel per la Pace 2026".
Un dispositivo di ricerca ed elaborazione critica volto a interrogare l'area mediterranea come spazio culturale plurale, stratificato e relazionale, nel quale si intrecciano processi storici e contemporanei di mobilità, circolazione e trasmissione dei linguaggi artistici: il riferimento è a Mediterraneo. Geografie culturali, progetto a cura dell’Accademia di Belle Arti di Bari, nelle figure del presidente Rocky Malatesta e del direttore Antonio Cicchelli. L'iniziativa prevede giornate di studio e di pratiche dell’arte in programma in Puglia dal 21 al 25 marzo nel Castello Svevo e a Mola di Bari il 26 marzo, nella sede dell’Accademia di Belle Arti. Il progetto si fonda sull’idea del Mediterraneo come spazio di relazione, sistema dinamico di sedimentazioni storiche e trasformazioni simboliche, attraversato nel tempo da flussi di persone, immagini e saperi che hanno generato forme plurali di produzione artistica. "In questa prospettiva - si legge nell'apposita nota stampa - il Mediterraneo emerge come un laboratorio culturale di lunga durata, capace ancora oggi di attivare riflessioni critiche sui temi della mobilità, dell’identità e della convivenza tra differenti patrimoni di conoscenze". Nato dalla collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Bari, Politecnico di Bari e Conservatorio di Matera, il progetto intende promuovere una riflessione comparata sulla ricerca artistica, teorica e performativa nei Paesi del Mediterraneo, interrogando i processi di produzione, trasmissione e archiviazione delle pratiche creative, contribuendo, inoltre, con l’impiego consapevole delle tecnologie, alla costruzione di dispositivi di analisi, archiviazione e restituzione del sapere che favoriscano processi di innovazione, internazionalizzazione e dialogo.
Il dietro le quinte
Curata dalla responsabile scientifica Rosalinda Romanelli e dalla consulente per l’arte contemporanea Maria Vinella, con il Politecnico di Bari e il Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, il progetto si inserisce nel progetto nazionale biennale interafam P+ARTS Partnership for Artistic Research, Technology and Sustainability il cui capofila è NABA; non solo, si svolge in collaborazione con il Castello Svevo di Bari – Direzione Regionale Musei Nazionali di Puglia. Mediterraneo. Geografie culturali si sviluppa in un insieme integrato di momenti teorici, pratiche artistiche e attività formative, lectiones magistrales, incontri con artisti e percorsi di esplorazione del patrimonio culturale pugliese, alla Fondazione Pino Pascali e a Castel del Monte.
La mostra di Pistoletto e le giornata inaugurale
Si alzerà il sipario sul progetto il 19 marzo, al Castello Svevo di Bari, con la mostra di Michelangelo Pistoletto, La pace preventiva: da Mediterranean Sea a Bandiera del Mondo, curata da Fortunato D’Amico, Rosalinda Romanelli e Maria Vinella. L’esposizione riunisce due lavori dell’artista e alcuni cortometraggi nei quali il Mediterraneo e il tema della pace diventano terreno di riflessione e confronto. In occasione dell'esposizione, saranno proposte anche iniziative collaterali: alle ore 9, nella corte centrale, è in programma una performance partecipativa de La Bandiera del Mondo di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, con la partecipazione attiva degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari, del Politecnico di Bari e del Conservatorio di Matera; alle 11.30, nella sala multimediale, spazio ai Dialoghi sul futuro con Michelangelo Pistoletto, ossia un video collegamento con l’artista, a cura di Fortunato D’Amico, che proporrà un momento di riflessione sui rapporti tra ricerca artistica, responsabilità culturale e trasformazione sociale; alle ore 15, nella sala multimediale, è prevista la proiezione di video-documentari dedicati al tema della Pace preventiva, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis, nell’ambito del concorso internazionale Give Peace a Screen; alle ore 17.30, nella stessa sala, si terrà la presentazione del progetto Geografie culturali e l'inaugurazione della mostra con un talk di Davide Mancini che vedrà intervenire i curatori e Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte.
La Bandiera del Mondo
Il fulcro della mostra saràl’installazione Bandiera del Mondo, nata dall’incontro tra Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, che mette in relazione i simboli delle identità nazionali in un orizzonte comune, invitando il pubblico a riconoscersi come parte di una comunità più ampia. Il lavoro di Savarese sul significato della bandiera e sul tema del confine, si intreccia con il segno del Terzo Paradiso, concepito da Pistoletto come immagine di equilibrio e di condivisione. A Bari l’installazione sarà realizzata con il coinvolgimento degli studenti delle tre istituzioni: Accademia di Belle Arti, Politecnico e Conservatorio.
Il tavolo del Mediterraneo e la Pace Preventiva
Un'altra installazione di Pistoletto protagonista dell'esposizione sarà Love Difference – Il tavolo del Mediterraneo, opera composta da un grande tavolo, il cui piano, sagomato secondo la forma del Mar Mediterraneo, è una superficie specchiante nella quale si riflettono l’ambiente circostante e i visitatori. Attorno al tavolo sono disposte sedie provenienti dai ventidue paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a evocare simbolicamente uno spazio di incontro, dialogo e confronto tra culture diverse.
Una nuova candidatura al Nobel per la Pace
Il percorso espositivo si completa con la presentazione della Pace Preventiva, che interpreta la pace come costruzione culturale da attivare attraverso pratiche sociali, educative e artistiche, capaci di prevenire i conflitti futuri. Il progetto, in continuità con l’impegno di Michelangelo Pistoletto per un’arte quale strumento di trasformazione e responsabilità civile, è alla base della sua candidatura al Premio Nobel per la Pace 2026. La candidatura, precedentemente promossa dalla Gorbachev Foundation, è oggi proposta dal Centro Studi Sereno Regis, che opera dal 1982 nel settore della ricerca per la pace, dell’educazione alla pace e della documentazione delle lotte nonviolente. È uno dei più importanti e riconosciuti centri italiani di promozione della cultura della nonviolenza e della trasformazione nonviolenta dei conflitti. La domanda di candidatura è stata accolta dal Norwegian Nobel Committee di Oslo e verrà annunciata ufficialmente a Bari in occasione della mostra.
Gli incontri
Nei giorni 21, 24 e 25 marzo, nella sala multimediale del Castello Svevo, si svolgeranno le giornate di studio e gli incontri con studiosi e artisti. In continuità con un tradizione storiografica orientata ad una lettura del Mediterraneo come sistema connettivo, il convegno intende avviare un confronto interdisciplinare tra arti visive, architettura, musica e nuove tecnologie. Le giornate di studio, aperte il 21 marzo dalla lectio magistralis dello storico e scrittore Alessandro Vanoli, proseguiranno il 24 e il 25 marzo con gli interventi dei seguenti relatori: Marco Bazzini, storico dell’arte contemporanea Accademia di Urbino; Tommaso Colafiglio, ricercatore Politecnico di Bari; Giuseppe Fallacara, architetto Politecnico di Bari; Vincenzo Fiammetta, direttore Museo delle Trame Mediterranee Gibellina; Franco La Cecla, antropologo; Pietro Laureano, antropologo; Maria Giovanna Mancini, storica dell’arte contemporanea Università di Bari; Patrizia Mania, storica dell’arte contemporanea Università della Tuscia; Roberto Pinto, storico dell’arte contemporanea Università di Bologna; Claudio Pomo, ricercatore Politecnico di Bari; Giuliano Volpe, archeologo Università di Bari. Al convegno, inoltre parteciperanno gli artisti Maria Varela (Fine Arts University of Western Macedonia), Moataz Nasr (Il Cairo), Safaa Erruas (Tétouan, Marocco), Sarra Ben Attia (Institut Supérieur des Beaux-Arts de Tunis), protagonisti anche dei workshop Voci, sguardi, storie dal Mediterraneo. Ricerca artistica a confronto. Egitto, Grecia, Marocco e Tunisia con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti che si svolgeranno il 26 marzo presso l’ ex monastero di Santa Chiara a Mola di Bari, sede dell’Accademia di Belle Arti di Bari.