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"La noia e il grande gioco": Michelangelo Pistoletto invita a riflettere su umanità, tecnologia e sport
Pubblichiamo il testo integrale scritto dal fondatore di Cittadellarte: una riflessione che attraversa il rapporto tra essere umano, tecnologia, potere e sport per proporre una nuova idea di "gioco" come strumento di trasformazione e convivenza. Il testo nasce come un invito al dialogo e alla partecipazione: è possibile contribuire alla conversazione realizzando un contenuto social originale – un post, una storia, un video, un disegno, un testo o una grafica – in qualsiasi lingua, utilizzando l'hashtag #ilgrandegioco. Tutti i contributi saranno raccolti, condivisi personalmente con il maestro e ripubblicati sui canali social di Michelangelo Pistoletto e della Fondazione, alimentando un confronto aperto intorno ai temi proposti dal testo.
La Noia e il grande gioco.
Gli esseri umani hanno superato la loro fragilità, limitatezza e debolezza fisica con la creazione di "protesi" che hanno via via sostituito la "potenza" animale con strumenti che vanno dal giavellotto ancestrale all'attuale Intelligenza Artificiale.
La protesi ha alleggerito e alleviato la fatica fisica dell'umano aprendo un tempo e uno spazio inediti in natura: lo spazio e il tempo occupati dalla "noia".
Dalla noia, dal vuoto della noia, nasce il bisogno di divertimento, dunque del "gioco".
L'intelligenza umana ha portato il gioco a sostituire la protesi in ogni parte della vita nella società.
Il gioco viene così esercitato in ogni attività umana, soprattutto nei conflitti sempre più devastanti esercitati nella scacchiera antagonistica del "potere".
Lo sport ha posto la regola finale: non uccidere l'essere umano. D'ora in poi useremo il gioco sportivo come totale potenza umana: la vittoria sarà sempre nuova perché mai sottomessa al potere che "si prende gioco dell'umanità".
Michelangelo Pistoletto, San Sicario, 29-06-26