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UNIDEE Research Residencies 2026: le ricerche dei sei artisti internazionali in residenza a Cittadellarte

Dal 7 settembre al 7 novembre, le UNIDEE Research Residencies coinvolgono sei artisti e ricercatori internazionali in un percorso di ricerca a Biella. Dall’ascolto del torrente Cervo alle immagini fotografiche che scompaiono, dalle lane locali al cibo come strumento di mediazione culturale, i progetti si sviluppano attraverso incontri, scambi e relazioni con il territorio. Il 4 novembre le ricerche saranno condivise con il pubblico durante l’UNIDEE Open Studio.

Educazione

Che cosa può raccontare un fiume attraverso i suoni e gli scambi che lo attraversano? Che cosa rimane di un’immagine quando la fotografia non è più uno strumento di conservazione? E in che modo il cibo, i materiali tessili e la memoria dei territori possono generare nuove forme di conoscenza condivisa?

Sono alcune delle domande al centro delle ricerche sviluppate dai sei artisti e ricercatori internazionali che stanno partecipando alle UNIDEE Research Residencies 2026, attualmente in corso a Fondazione Pistoletto Cittadellarte dal 7 settembre fino al 7 novembre. Diana Lola Posani, Yash Desai, Inneke Taal, Lucie Miguet, Juan Diego Márquez Moreno e Daniel Calpa Tello stanno infatti approfondendo le proprie pratiche attraverso un percorso che mette in relazione sperimentazione artistica, confronto tra pari e conoscenza del contesto biellese.

Le ricerche affrontano temi e linguaggi differenti, ma condividono però uno stesso approccio: partire da una domanda, attraversare contesti e discipline, attivare relazioni per aprire nuove prospettive. È su questo processo che si fondano le Research Residencies, programma sviluppato in collaborazione con istituzioni partner e inserito nella ricerca di Cittadellarte intorno al ruolo dell’arte nei processi di trasformazione socialmente responsabile.

Più che sulla produzione di un’opera, le residenze si concentrano sul tempo dedicato alla ricerca e sulle condizioni che permettono di svilupparla. Incontri con curatori, artisti, ricercatori e professionisti della società civile, studio visit, lecture, visite a mostre, archivi e istituzioni accompagnano i residenti nel confronto con competenze e contesti diversi. Un percorso nel quale il network di Cittadellarte e le connessioni con il territorio diventano parte integrante del lavoro.

Sei percorsi di ricerca tra percezione, memoria e territorio


Le pratiche dei sei residenti attraversano ambiti diversi, dalla performance sonora alla fotografia, dal tessile alla mediazione culturale, fino alle relazioni tra comunità e ambiente. Ciascuno sviluppa una propria traiettoria di ricerca, in dialogo con il contesto e con le altre persone coinvolte nel programma.

Diana Lola Posani è un’artista e facilitatrice di Deep Listening. Si è esibita presso MADRE, Hangar Bicocca e Cafe OTO e ha tenuto lecture, tra gli altri, alla Biennale di Venezia, al MACRO e allo IUAV. È fondatrice del festival AKRIDA e ha tradotto opere di Pauline Oliveros per Timeo.

Durante la residenza sta mettendo in relazione performance, sound art e pratiche di ascolto per esplorare percezione e spazio. La sua ricerca intreccia voce, memoria e olfatto all’interno di partiture immersive e prevede un lavoro con persone cieche, volto a ripensare l’accessibilità e a mettere in discussione le gerarchie sensoriali consolidate, aprendo a nuove possibilità di conoscenza. La residenza è resa possibile grazie alla collaborazione con Fondazione Paolina Brugnatelli, nell’ambito dell’open call Pratiche della Percezione.

Yash Desai, artista visivo indiano con base a Baroda e PhD researcher presso l’Indian Institute of Technology Hyderabad, esplora attraverso la pittura e i processi tradizionali di stampa fotografica ciò che appare e scompare nei paesaggi nel corso del tempo. La sua pratica si confronta con il decadimento, lo spostamento, la trasformazione e l’effimero attraverso luce, tempo, spazio e atmosfera.

A Cittadellarte sviluppa la ricerca What Remains After the Image Disappears?, mettendo in discussione l’associazione tra fotografia, conservazione e permanenza. Attraverso stampe alla gelatina d’argento non fissate, lascia che le immagini rimangano vulnerabili alla luce e al tempo e possano quindi sbiadire, scurirsi o scomparire. Il materiale fotografico diventa una metafora della memoria, attraverso cui esplorare le tensioni tra presenza e assenza, conservazione e perdita, immagine e residuo. La sua partecipazione è sostenuta da Inlaks Shivdasani Foundation.

Inneke Taal è un’artista visiva che lavora con siti architettonici, ambientali e sociali intesi come geografie critiche in relazione tra loro. Attraverso approcci improvvisativi utilizza linguaggio, corpo, suono, performance, video e testo, sviluppando questi dialoghi geografici attraverso collaborazioni, workshop e pratiche espositive.

Durante la residenza concentra la propria ricerca sul torrente Cervo come fonte di scambio sonoro e fisico tra corpi, una relational currency [current>sea]. Attraverso l’ascolto degli scambi che avvengono lungo il fiume, da quelli estrattivi a quelli devozionali, considera la pelle come forma responsiva e veicolo di traduzione attraverso cui far risuonare la forza d’azione e la vitalità collaborativa del Cervo. La residenza è sostenuta dall’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia.

Lucie Miguet, artista tessile francese con base a Bruxelles, esplora le intersezioni tra tessile, immagine e territorio. Nella sua pratica, il lavoro a maglia diventa un linguaggio visivo per costruire immagini punto dopo punto attraverso ripetizione, struttura e variazione.

Durante la residenza a Biella, Miguet esplora lane locali poco utilizzate, provenienti da razze ovine regionali, e iconografie pastorali popolari. Attraverso il lavoro a maglia indaga come materiali, motivi e narrazioni territoriali possano essere reinterpretati e portati all’interno della pratica tessile contemporanea. La residenza si svolge nell’ambito del Nouveau Grand Tour, programma ideato e sviluppato dall’Institut français d’Italie e dall’Ambasciata di Francia in Italia.

Juan Diego Márquez Moreno è un curatore e ricercatore colombiano che lavora all’intersezione tra arte socialmente impegnata, mediazione culturale e museologia comunitaria. Fa parte del Museo Intangible di Pereira.

La sua ricerca indaga il modo in cui il cibo possa funzionare come dispositivo di mediazione culturale, generando incontro, memoria, ospitalità e conoscenza collettiva. Il progetto prende le mosse da Un Comedor Ambulante e si sviluppa in dialogo con pratiche presenti nel contesto italiano. Questa residenza si inserisce nell’ambito del Proyecto para el Fortalecimiento del Ecosistema Cultural, promosso dal Ministero delle Culture, delle Arti e dei Saperi della Colombia e da CoCrea.

Daniel Calpa Tello (Caltello) è un artista e ricercatore artistico colombiano la cui pratica attraversa territorio, ecologia e media emergenti. Attraverso ricerca sul campo, archivi audiovisivi, suono e pratiche immersive esplora la trasformazione ambientale e la memoria collettiva come strumenti attraverso cui immaginare altri futuri possibili.

Durante la residenza indaga come diverse comunità percepiscono e si relazionano a territori attraversati da trasformazioni ecologiche e sociali. Attraverso un’indagine comparativa tra contesti andini e territori alpini post-industriali, esplora il modo in cui memoria, tecnologia e cambiamento ambientale influenzano la capacità di immaginare futuri possibili. Come Juan Diego Márquez Moreno, partecipa al programma attraverso Proyecto para el Fortalecimiento del Ecosistema Cultural, promosso dal Ministero delle Culture, delle Arti e dei Saperi della Colombia e da CoCrea.

Incontri e scambi con il territorio biellese


Nella prima parte della residenza, i sei partecipanti si sono dedicati all’
esplorazione del contesto e alla costruzione di relazioni con l’ecosistema di Cittadellarte e il territorio biellese. Attraverso un programma di incontri, visite e momenti di confronto, sviluppato in relazione agli interessi e alle direzioni delle singole ricerche, hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con artisti, curatori, ricercatori, professionisti, istituzioni e realtà locali.

Il network di Cittadellarte ha così contribuito a mettere i residenti in relazione con competenze, pratiche e contesti differenti, offrendo occasioni per approfondire temi specifici e confrontare le proprie ricerche con la dimensione sociale, culturale, produttiva e ambientale del territorio. Accanto agli incontri legati ai singoli progetti, la compresenza dei partecipanti favorisce uno scambio continuo tra pratiche, esperienze e prospettive: il confronto tra pari è una componente centrale dell’esperienza di residenza.

Dal 6 al 9 ottobre, parte del gruppo ha inoltre preso parte a un viaggio di ricerca a Venezia, dedicato alla visita della Biennale, di musei, mostre e altri luoghi di interesse culturale. L’esperienza ha ampliato il contesto della residenza oltre il territorio biellese, offrendo un’ulteriore occasione di ricerca, confronto e condivisione.

Il 4 novembre l’UNIDEE Open Studio


Il percorso si concluderà il
4 novembre 2026, presso lo spazio UNIDEE di Cittadellarte, con un UNIDEE Open Studio, momento pubblico dedicato alla condivisione delle ricerche sviluppate durante la residenza e al dialogo con il pubblico.

L’incontro offrirà ai residenti l’occasione di restituire il lavoro svolto, condividere le domande emerse e raccontare le traiettorie intraprese attraverso gli incontri, le visite e gli scambi. In linea con l’impostazione delle Research Residencies, il momento conclusivo sarà dedicato non necessariamente alla presentazione di opere finite, ma alla condivisione dei processi di ricerca e delle prospettive maturate durante la permanenza a Cittadellarte.




Partner coinvolti
Le Research Residencies attualmente in corso sono rese possibili attraverso il sostegno e la collaborazione di:
Fondazione Paolina Brugnatelli – Diana Lola Posani
Inlaks Shivdasani Foundation
– Yash Desai
Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia
– Inneke Taal
Nouveau Grand Tour, Institut français d’Italie e Ambasciata di Francia in Italia
– Lucie Miguet
Ministero della Cultura della Colombia e Corporación Colombia Crea Talento – CO-CREA – Juan Diego Márquez Moreno e Daniel Calpa Tello
Pubblicazione
21.10.26
Scritto da
Sofia Ricci