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L’arte del contatto oltre i confini: dal Canada all’Arena di Verona, il Terzo Paradiso rigenera le comunità

Un viaggio tra Calgary e Winnipeg nel segno dell’arte partecipata: il segno-simbolo di Michelangelo Pistoletto è divenuto medium e sfondo attivo di due iniziative - tenutesi il 12 e il 19 settembre e curate dalle artivatrici Matilde Nuzzo e Francesca Malverti - che hanno messo in relazione corpi, comunità e differenze. Il progetto è stato organizzato da LENSart in collaborazione con Cittadellarte e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto. La prossima tappa sarà nella nostra penisola, il 7 novembre nella cornice del celebre anfiteatro romano veronese.

Terzo paradiso

Dai palmi dipinti degli spazi d'arte canadesi alle gradinate millenarie dell’Arena di Verona, il percorso internazionale del Terzo Paradiso, organizzato da LENSart in collaborazione con Cittadellarte e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, ha attraversato a settembre le città di Calgary e Winnipeg, confermando la capacità della matrice trinamica di Michelangelo Pistoletto di attivare processi di reale inclusione e partecipazione democratica.

Un’esperienza che ha visto protagoniste le comunità d’arte locali, neurotipiche e neuroatipiche, e che si pone come ideale ponte culturale e istituzionale verso la grande performance collettiva in programma il prossimo 7 novembre all’Arena di Verona, in collaborazione con il Comune di Verona e il Museo dell’Arena di Verona.

La prima tappa, svoltasi il 12 settembre presso il National Access Arts Centre (NaAC) di Calgary, ha mostrato come il Terzo Paradiso sappia trasformarsi da partitura guidata a cantiere aperto di co-progettazione. Durante la fase conclusiva della performance, momento solitamente coordinato dalle artivatrici del Terzo Paradiso Matilde Nuzzo e Francesca Malverti, si è verificata una ridefinizione spontanea dei ruoli: accogliendo l’entusiasmo e la consapevolezza dei performer, l'azione si è aperta alla conduzione alternata degli stessi partecipanti. Ognuno ha potuto condividere e mettere a disposizione del gruppo le proprie indicazioni di movimento, offrendo la propria mente, il proprio corpo e la propria sensibilità in una dimensione di totale parità.

La ricerca dell'accessibilità ha trovato riscontro anche sul piano visivo e gestuale. L’uso dei colori sui palmi delle mani per tracciare il simbolo del Terzo Paradiso si è arricchito di nuovi segni e cromaticità individuali. Per i partecipanti con difficoltà motorie agli arti superiori, il coinvolgimento non si è interrotto: il disegno ha esteso il suo raggio d'azione alle braccia, consentendo a ciascuno di abitare l'opera secondo le proprie possibilità corporee e ribadendo il valore dell'arte come spazio non escludente.

Il 19 settembre, la tappa a Winnipeg ha visto una forte adesione da parte della comunità artistica e sociale del territorio. In questo contesto, la fase di dialogo strutturato condotta attraverso domande aperte su temi quali la rappresentazione, il vissuto delle minoranze, il concetto di comunità e la forza dei colori, ha permesso ai partecipanti di approfondire la conoscenza reciproca. Persone che condividevano da tempo gli stessi spazi lavorativi e creativi hanno avuto l'opportunità di scoprirsi sotto aspetti inediti, generando connessioni umane ancora più solide.

A conferma dell'impatto del dispositivo artistico, rimangono significative le testimonianze dirette dei partecipanti. "Ero scettico - ha dichiarato un performer alla fine dell'evento -, tendenzialmente non credo in questo tipo di forme d'arte partecipative e socialmente impegnate. Mi sono dovuto ricredere: credo di non essere mai riuscito nella vita come oggi ad abbattere muri e superare pregiudizi e stereotipi." Un secondo partecipante ha ribadito la portata riflettente dell'esperienza: "Grazie, mi avete dato molto su cui riflettere ed elaborare. È stata una bellissima esperienza che credo mi abbia in qualche modo cambiato".

Gli appuntamenti oltreoceano non hanno rappresentato semplici eventi isolati, ma hanno tracciato un preciso percorso di ricerca relazionale e metodologica. L'integrazione tra riflessione teorica, espressione corporea e abbattimento dello stigma sociale verificatasi in Canada costituisce la base per l'azione del 7 novembre 2026 all'Arena di Verona.

Inserito in un quadro di accreditamento istituzionale che vanta precedenti passaggi presso il Quirinale, Villa Manin e i Mercati Culturali Pordenone, l'evento veronese porterà nell'anfiteatro romano la sintesi di questo dialogo transoceanico, dimostrando come la pratica del Terzo Paradiso continui a farsi strumento concreto di trasformazione sociale e di ricucitura delle distanze immateriali.


Per (ri)scoprire le fasi iniziali del progetto, raccontate in un nostro precedente articolo, cliccare qui.
Pubblicazione
15.10.26