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Terzo Paradiso Castelporziano Courtesy of Pierluigi Di Pietro 5
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All’Arena di Verona il Terzo Paradiso prende forma nei gesti della comunità: l’arte come spazio d’incontro e inclusione

Sabato 7 novembre, il simbolo di Michelangelo Pistoletto diventerà una grande opera d’arte vivente nella cornice del celebre anfiteatro veronese, attraverso una performance partecipativa aperta alla cittadinanza e dedicata all’incontro tra le diversità. L’iniziativa è promossa da Caleidoscopica APS in collaborazione con Cittadellarte e LENSart, con il patrocinio del Comune di Verona e dei Musei Civici di Verona, nell’ambito di un percorso che dal 2023 attraversa comunità e contesti internazionali.

Che cosa accade quando un simbolo smette di essere soltanto un’immagine e diventa un’esperienza da vivere insieme? All’Arena di Verona, il prossimo 7 novembre, la risposta prenderà forma attraverso i corpi, i gesti e le relazioni di chi sceglierà di partecipare. Il monumentale anfiteatro romano ospiterà infatti una nuova tappa del progetto Il Terzo Paradiso, ispirato all’opera di Michelangelo Pistoletto, che invita la cittadinanza a diventare parte attiva di una creazione collettiva. Dalle ore 10 alle 12:30, il plateau dell’Arena si trasformerà in uno spazio di incontro nel quale le differenze non saranno soltanto accolte, ma potranno entrare in relazione tra loro.

L’iniziativa, promossa da Caleidoscopica APS in collaborazione con Fondazione Pistoletto Cittadellarte e LENSart, con il patrocinio del Comune di Verona e dei Musei Civici di Verona, è aperta a persone di ogni età e provenienza, neurotipiche e neurodivergenti, con e senza forme di disabilità. Non sono richieste competenze artistiche né esperienze performative: a ciascuno è chiesto semplicemente di esserci, mettendo a disposizione la propria presenza e il proprio corpo.

Dal segno alla relazione: il Terzo Paradiso diventa un’esperienza condivisa


Alla base della performance c’è il Terzo Paradiso, la riconfigurazione del segno matematico dell’infinito elaborata da Michelangelo Pistoletto. I suoi tre cerchi intrecciati rappresentano l’incontro tra natura e artificio e la possibilità di costruire un equilibrio nuovo tra dimensioni differenti.

Nell’Arena, questo principio si tradurrà in un’azione corale articolata in tre momenti. Dopo l’accoglienza, i partecipanti saranno invitati a occupare liberamente lo spazio, per poi disegnare sul palmo della propria mano il simbolo trinamico. Il segno individuale incontrerà quindi quello degli altri, moltiplicandosi attraverso il contatto tra le mani. Infine, le persone si disporranno lungo la traccia del simbolo precedentemente disegnata a terra, componendo insieme una grande figura umana.

Anche l’organizzazione dell’esperienza è pensata per favorire la partecipazione. I passaggi tra le diverse fasi saranno segnalati da facilitatori attraverso bandiere visibili, così da rendere le indicazioni più accessibili anche a persone con specifiche caratteristiche sensoriali o cognitive. L’accessibilità, dunque, non interviene come elemento aggiuntivo, ma entra nella progettazione stessa della performance.

Un percorso che attraversa comunità e confini

L’appuntamento veronese si inserisce in un percorso avviato nel 2023 presso la Tenuta Presidenziale di Castelporziano, nell’ambito del progetto Quirinale Contemporaneo, e successivamente presentato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da allora, il progetto ha attraversato contesti diversi, coinvolgendo comunità, associazioni e partecipanti in esperienze di arte partecipativa orientate all’incontro tra persone con sensibilità ed esperienze differenti.

Nel 2024 la performance ha raggiunto Villa Manin, mentre nel 2025 è stata proposta ai Mercati Culturali di Pordenone. Più recentemente, il percorso si è esteso al Canada, dove le tappe presso il National accessArts Centre di Calgary e a Winnipeg, realizzate a settembre con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, hanno offerto nuove occasioni per sperimentare il potenziale relazionale del Terzo Paradiso.

In questi contesti, il simbolo di Pistoletto ha funzionato come un dispositivo aperto, capace di adattarsi alle persone e alle situazioni. Il gesto condiviso, la possibilità di esprimersi attraverso il corpo e la costruzione di uno spazio comune hanno permesso di mettere in discussione ruoli e distanze, aprendo nuove possibilità di partecipazione.

La tappa di Verona raccoglie questa ricerca e la porta in uno dei luoghi simbolo della città. L’Arena, nata come spazio di incontro pubblico e oggi riconosciuta come monumento della storia e della cultura italiana, diventerà così il contesto di un’opera che non si contempla soltanto, ma si costruisce attraverso la presenza di chi la abita. Un incontro tra la memoria di un luogo e una pratica artistica rivolta al presente, in cui la comunità è chiamata a essere protagonista.

La performance sarà documentata attraverso riprese da terra e aeree, in media partnership con Sky TG24, affinché l’esperienza possa essere raccontata anche oltre i confini dell’anfiteatro.



INFORMAZIONI PER PARTECIPARE

Quando: sabato 7 novembre 2026, dalle ore 10:00 alle 12:30.
Dove: Arena di Verona, Piazza Bra 1, Verona.
Ingresso: Gate 17. Accoglienza e registrazione a partire dalle ore 10:00.
Partecipazione: gratuita, previa iscrizione obbligatoria e fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per iscriversi: https://form.jotform.com/262743830441354

Per informazioni:
Caleidoscopica APS – 
caleidoscopica.associazione@gmail.com
LENSart – 
hello@lensart.it

Per (ri)scoprire le fasi precedenti del progetto, raccontate nei nostri precedenti articoli, cliccare qui e qui. 

Pubblicazione
28.10.26
Scritto da
Sofia Ricci