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Le domande che restano. Pistoletto, i Subsonica e il dialogo con il futuro - VIDEO

Dal brano del 2014 all’opera partecipata realizzata per i trent’anni della band a Roma: un percorso di musica, arte e responsabilità condivisa, raccontato da Francesco Saverio Teruzzi.

Terzo paradiso

Quando con Michelangelo Pistoletto parliamo della canzone Il Terzo Paradiso, realizzata nel 2014 dai Subsonica, qualsiasi sia il tema della conversazione lui torna sempre alla seconda parte. A quel momento in cui la canzone comincia a porre domande al futuro. E allora mi racconta di quando, tra marzo e aprile del 2020, era ricoverato in ospedale per il Covid. Fermo nel letto, aveva davanti quella che gli sembrava un’immensa parete bianca, da riempire. Nell’immaginare tutto quello che avrebbe potuto esserci, continuavano ad affiorare quelle domande. Le domande dei Subsonica diventavano le sue, in un momento in cui il futuro era insieme quanto di più incerto e di più necessario ci fosse.

E pensare che qualche mese prima, a Guardiagrele, in provincia di Chieti, durante un’intervista per il mio progetto Lectio Marginalis, proprio di quello parlavo con Max Casacci: "Ma a chi pensavi mentre scrivevi l’ultima parte della canzone? A chi sono rivolte quelle domande?".
Max, richiamando il Terzo Paradiso e il rapporto con Michelangelo, lo aveva definito una figura capace di offrire orientamento: "È bello poter avere un guru ogni tanto, ce ne sono così pochi. Michelangelo, in qualche modo, per me, per noi, lo è stato". Poi era arrivato al cuore della risposta: "E la parte del dialogo con il futuro, quella finale… Giustamente mia figlia, quando ascoltiamo quel pezzo, mi dice: 'Papà, ricordati che sono io!'. È vero: sono io che parlo con Frida, sono io che parlo con la figura del futuro e le faccio tutte quelle domande. Mi faccio tutte quelle domande e poi le faccio a lei".

Ripensandoci oggi, mi colpisce il viaggio di quelle parole. Un padre si rivolge alla figlia, prova a immaginare il mondo che abiterà. Anni dopo, quelle stesse domande tornano a un artista in un letto d’ospedale, davanti a una parete che diventa lo spazio su cui proiettare ciò che ancora può esistere. E poi la canzone, che tiene insieme queste esperienze e permette a ciascuno di entrarci con la propria vita.

La collaborazione era cominciata con una telefonata. I Subsonica erano riuniti al lavoro in una casa vicino al bosco quando Pistoletto li aveva contattati per coinvolgerli in un’iniziativa del Terzo Paradiso. L’incontro aveva aperto una possibilità ulteriore: dedicare a quell’idea un brano, includendo la voce dell’artista. La canzone era cresciuta attraverso un confronto costante, con Michelangelo disposto a sperimentare anche il rapporto con il microfono. Era diventata la traccia conclusiva di Una nave in una foresta, pubblicato nel settembre 2014. Già allora la band spiegava che il finale si rivolgeva alle persone di domani, a quelli che avrebbero potuto essere i nostri figli.

Nell’incontro tra il pensiero di Pistoletto e il linguaggio dei Subsonica, il rapporto tra natura e artificio acquistava una voce musicale. Il Terzo Paradiso entrava nell’ascolto quotidiano, nei concerti, nella memoria di chi imparava quelle parole. E le domande finali rendevano personale una responsabilità che riguarda tutti: che cosa stiamo preparando per chi verrà dopo di noi?

Negli anni il rapporto ha continuato a produrre occasioni di ricerca. Nel 2019 Casacci ha realizzato per le Terme Culturali di Cittadellarte un progetto sonoro articolato in Watermemories e Ta Cenc, quest’ultimo in collaborazione con Hati Suara. Acqua e pietra diventavano materia musicale: un altro modo di mettere in relazione ascolto, ambiente e creazione artistica. Nel luglio del 2021, prima del concerto al Reload Sound Festival di Biella, i Subsonica sono tornati alla Fondazione e all’Accademia di Arti contemporanee Unidee, ritrovando Michelangelo per conversare di arte e del futuro che ci riguarda. Il 25 giugno 2023, Max Casacci era presente con la famiglia a Cittadellarte per i 90 anni del Maestro.

Il 2026, anno del trentennale della band, ha aggiunto nuovi momenti a questo percorso. Il primo aprile, durante uno dei quattro concerti di Cieli su Torino 96-26 alle OGR, Pistoletto è salito sul palco come ospite a sorpresa dopo l’esecuzione del brano. Davanti al pubblico ha riportato il discorso alla necessità di costruire un equilibrio tra mondo naturale e mondo artificiale, affidando all’arte una responsabilità fondamentale nella vita comune e nella trasformazione della società.

Il 12 luglio il dialogo è arrivato alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, per la tappa del tour Terre Rare 96-26. Qui la relazione si è allargata al pubblico attraverso EIFLES | SELFIE, l’azione artistica partecipata promossa da Cittadellarte, che ho accompagnato in rappresentanza della Fondazione.

Un pannello specchiante in Dibond, firmato da Pistoletto e attraversato dal simbolo del Terzo Paradiso tracciato con nastro adesivo, ha accolto firme, parole, disegni e dediche degli spettatori. L’opera è poi salita sul palco durante il brano e attraverso la rimozione dell’adesivo ha svelato il dono per i trent’anni dei Subsonica: il segno, ora specchiante, era diventato non più espressione di un artista, ma di una comunità riunita dalla musica.

Ora ripenso alla parete bianca dell’ospedale, a Frida che ricorda al padre di essere lei la persona a cui sta parlando, alle persone che a Roma si sono fermate davanti allo specchio per lasciare qualcosa di sé. Sono immagini diverse, ma in ciascuna il futuro prende un volto, una voce, una presenza. Forse è per questo che Michelangelo torna sempre a quella seconda parte della canzone.

Le domande continuano a riguardarci. E ogni volta che le ascoltiamo ci chiedono che cosa siamo disposti a fare, adesso, per poter rispondere.

Grazie anche alla Universal Music Italia, oggi l'esperienza di Roma è un video condivisibile su YouTube e vuole essere un omaggio di e per tutti i fan di questa incredibile band che continua a farci cantare, ballare ed emozionare, chiamata Subsonica.



Crediti foto di copertina: Monkeys Videolab.
Pubblicazione
22.10.26
Scritto da
Francesco Saverio Teruzzi