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Michelangelo Pistoletto a Kochi: online la registrazione dell’artist talk sulla mostra "Amphibian Aesthetics"

È stata pubblicata il 29 marzo 2026 la conversazione tra il fondatore di Cittadellarte, il Prof. C. S. Venkiteswaran e la curatrice Gražina Subelyté, dedicata alle opere "The Free Space" e "Division and Multiplication of the Mirror" presentate alla mostra "Amphibian Aesthetics" in corso alla Ishara House della metropoli indiana. L’incontro approfondisce il ruolo dello specchio come dispositivo di relazione all’interno del progetto espositivo promosso da Ishara Art Foundation e Aazhi Archives.

Michelangelo Pistoletto

La scorsa domenica è stata pubblicata su YouTube la registrazione dell’artist talk che ha visto protagonista Michelangelo Pistoletto in dialogo con il Prof. C. S. Venkiteswaran, con la moderazione della curatrice Gražina Subelytė.

L’incontro, realizzato e registrato a porte chiuse nel mese di marzo 2026, viene oggi reso accessibile al pubblico, offrendo uno strumento di approfondimento della mostra Amphibian Aesthetics, curata dagli stessi relatori del talk e ospitata presso la Ishara House a Kochi fino ad oggi, 31 marzo 2026. 

Presentato come proiezione pubblica presso il Mehboob John Talkies di Fort Kochi e trasmesso simultaneamente online, l’artist talk amplia il programma della mostra, contribuendo a svilupparne la dimensione teorica e discorsiva. 

Le opere di Pistoletto: lo specchio come spazio relazionale


Al centro della conversazione, le opere 
The Free Space (Spazio Libero, 1976–2025) e Division and Multiplication of the Mirror (Divisione e moltiplicazione dello specchio, 2025), che segnano la presenza del maestro all’interno della mostra con un nucleo significativo della sua ricerca più recente. 

Si tratta di lavori che utilizzano lo specchio come materiale reale e fisico: grandi superfici specchianti installate nello spazio espositivo, capaci di inglobare l’ambiente, le architetture e soprattutto i visitatori che vi si riflettono.

In Spazio Libero, lo specchio si apre come una soglia continua, un campo visivo che non ha un’immagine fissa ma cambia costantemente a seconda di chi lo attraversa. L’opera esiste infatti solo nell’incontro tra la superficie riflettente e i corpi in movimento, trasformando lo spettatore in parte integrante del lavoro.

In Divisione e moltiplicazione dello specchio, questo principio viene ulteriormente sviluppato: la superficie riflettente si frammenta e si moltiplica, creando una proliferazione di punti di vista. L’immagine non è più unica, ma si divide e si replica, restituendo una percezione instabile e plurale della realtà.

Questa dimensione partecipativa dialoga con il concetto curatoriale di Amphibian Aesthetics, che richiama una condizione di attraversamento e coesistenza tra più livelli: proprio come lo specchio, che tiene insieme simultaneamente ciò che è davanti e ciò che è riflesso.

Kochi come spazio di intersezione


La mostra, realizzata da
Ishara Art Foundation e Aazhi Archives, riunisce dodici artisti internazionali e indiani*, esplorando il ruolo delle migrazioni e degli scambi marittimi nella costruzione delle società contemporanee. 

Kochi, storicamente crocevia di rotte commerciali e culturali, diventa così il contesto ideale per accogliere una riflessione sulle interconnessioni globali. In questo scenario, il lavoro di Pistoletto si inserisce come pratica capace di connettere dimensione locale e visione universale, attivando nuove letture del presente.

Una lettura interculturale delle opere


Nel corso della conversazione, le opere del fondatore di Cittadellarte vengono lette come dispositivi attivi di relazione: lo specchio non restituisce un’immagine fissa, ma coinvolge chi guarda, trasformando ogni riflesso in un’esperienza condivisa.

Il dialogo con il Prof. C. S. Venkiteswaran colloca questa ricerca nel contesto dello stato indiano del Kerala, dove lo specchio assume anche un valore simbolico e rituale, mentre la moderazione di Gražina Subelyté apre a una riflessione più ampia sulla “visione anfibia” della mostra, intesa come capacità di abitare simultaneamente più dimensioni.

Una presenza significativa nel Sud Asia


La partecipazione di Pistoletto a 
Amphibian Aesthetics rappresenta un momento rilevante per la diffusione della sua ricerca nel Sud Asia, segnando una delle sue più importanti presenze espositive nell’area.

Attraverso le opere presentate a Kochi, lo specchio si conferma come strumento critico e poetico capace di mettere in relazione individui, culture e visioni del futuro, aprendo a una dimensione condivisa in cui l’arte diventa spazio di incontro e trasformazione.




Il Prof. C. S. Venkiteswaran è un critico cinematografico, regista di documentari, curatore e traduttore con base in Kerala, che scrive in inglese e malayalam. Autore di numerosi libri sul cinema e i media, ha collaborato con diverse riviste e ha fatto parte di giurie e team curatoriali di importanti festival cinematografici in India.
La Dott.ssa Gražina Subelytė è curatrice della Peggy Guggenheim Collection. Ha conseguito il dottorato presso il Courtauld Institute of Art di Londra ed è autrice di numerosi saggi sull’arte moderna e contemporanea, tra cui studi che esplorano una visione “anfibia” del mondo.
*Gli artisti esposti nella mostra Amphibian Aesthetics sono: Appupen, CAAS Collective (Dr Susmita Mohanty, Rohini Devasher, Sue Fairburn and Barbara Imhof), Dima Srouji, Michelangelo Pistoletto, Midhun Mohan, Rami Farook, Ratheesh T, Shabnam Virmani Kabir, Shanvin Sixtous, Shilpa Gupta, White Balance, and Zahir Mirza. 
Per maggiori informazioni sulla mostra è possibile visitare il sito ishara.org o seguire i canali social @isharaartfoundation.
La mostra è ospitata presso Ishara House, Kashi Hallegua House, Jew Town Fort, Kochi – 682002. Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 10:30 alle 19:00.


Pubblicazione
31.03.26
Scritto da
Sofia Ricci