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Milano, Cittadellarte e il FAI celebrano i 10 anni de "La Mela Reintegrata" di Pistoletto

Lo scorso 21 marzo sono ricorsi i dieci anni dall’inaugurazione de La Mela Reintegrata in Piazza Duca d’Aosta, oggi uno dei simboli più riconoscibili di Milano. Realizzata nel contesto di Expo 2015, promossa da Cittadellarte e FAI e successivamente donata alla città, l’opera incarna la riconciliazione tra natura e artificio, tema centrale nella ricerca di Michelangelo Pistoletto e nel concetto del Terzo Paradiso. Questo "compleanno" è l'occasione per ripercorrere la storia dell’installazione e rinnovarne il significato, oggi più che mai attuale.

Michelangelo Pistoletto

Il simbolo della mela attraversa tutta la storia che abbiamo alle spalle, partendo dal morso, che rappresenta il distacco del genere umano dalla natura e l’origine del mondo artificiale. La Mela Reintegrata rappresenta l’entrata in una nuova era, nella quale mondo artificiale e mondo naturale si ricongiungono generando nella società un equilibrio esteso a dimensione planetaria. Il simbolo della Mela Reintegrata rappresenta la ricomposizione degli elementi opposti: natura e artificio. La mela significa natura; il morso della mela significa artificio, così come lo vediamo utilizzato in un marchio di computer mondialmente diffuso posto ad emblema della tecnologia che sostituisce integralmente la natura. Con la Mela Reintegrata l’artificio assume il compito di ricucire la parte asportata dal morso e ricongiungere l’umanità alla natura, anziché continuare ad allontanarla da essa”. Michelangelo Pistoletto presenta così una delle sue opere più note e apprezzate: La Mela Reintegrata. La prima venne realizzata nel 2007 con una superficie ricoperta di lana ed esposta in quello stesso anno al GAMeC di La Spezia, nel contesto della mostra Cittadellarte. Pistoletto e Il Terzo Paradiso. Nel 2015 si passa dalla Liguria alla Lombardia, dove l’opera diventa uno dei simboli di Milano. Si celebra dunque quest’anno una ricorrenza significativa: i 10 anni della Mela nel capoluogo. In occasione di questo “compleanno” celebrato da Cittadellarte e dal FAI – festeggiato simbolicamente anche dalle Giornate FAI d’autunno 2025 – ripercorriamo la nascita e i significati dell’installazione che è divenuta un’icona della città lombarda.

La Mela Reintegrata da Piazza Duomo a Parco Sempione
La Mela Reintegrata
 fu installata dal 3 al 18 maggio 2015 in Piazza Duomo nell'ambito di Expo in città. Una mela di ingenti dimensioni, di circa otto metri di altezza per otto di diametro, costituita da una struttura metallica rivestita da un tappeto di erba naturale e con un “morso” sulla sommità, reintegrato grazie a una cucitura metallica. L’opera si sposò perfettamente con il progetto del FAI Via Lattea che, attraverso un fitto programma di itinerari lungo i sentieri del latte e della produzione agricola locale d’eccellenza, mirava a connettere Milano con la sua campagna, l’uomo con la natura. L’opera venne presentata alla cittadinanza il 3 maggio, alla presenza di Michelangelo Pistoletto, della presidenza del FAI, delle autorità cittadine e di Michael Møller, ai tempi Direttore Generale Nazioni Unite di Ginevra, e completata dai volontari del FAI e di Cittadellarte. In quella circostanza fu proposta una suggestiva performance collettiva che portò alla realizzazione, intorno alla Mela e al centro della piazza, su una superficie di oltre 1000 mq, del simbolo del Terzo Paradiso, realizzato con oltre 150 balle di paglia. Dal 3 al 18 maggio i volontari del FAI presidiarono l’opera e spiegarono al pubblico il  suo significato e la sua forza espressiva, stimolando così una riflessione sull’importanza del recupero dell’armonia tra natura e artificio. Successivamente l’opera fu ricollocata in Parco Sempione di fronte alla sede del FAI.  

La Mela Reintegrata in Piazza Duca D'Aosta di fronte alla Stazione 
Nel 
2016, la Mela è stata infine installata permanentemente in Piazza Duca D'Aosta di fronte alla Stazione Ferroviaria Centrale di Milano. Anche in questo caso, La Mela Reintegrata è di grandi dimensioni – 11 tonnellate di peso, 8 metri di altezza e 7 di diametro –, ma costituita da una struttura di metallo interamente modellata da un intonaco argilloso mescolato a polvere di marmo. L’opera in questione, di Michelangelo Pistoletto, è stata curata da Cittadellarte, in collaborazione con il FAI - Fondo Ambiente Italiano, con il Patrocinio e il sostegno del Comune di Milano e con il coordinamento tecnico di arch. Tiziana Monterisi per Cittadellarte; l’installazione, grazie a un accordo tra Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte, il FAI e i rappresentanti del Comune, è stata poi donata alla città di Milano. “Un'opera simbolica – l’aveva definita così Pistoletto – che si apre al mondo, così come la stazione ferroviaria, anche simbolicamente, apre la città al mondo”. L’inaugurazione, tenutasi il 21 marzo, vide la partecipazione di Giuliano Pisapia, ex Sindaco del Comune di Milano, Filippo Del Corno, allora Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Maria Carmela Rozza, allora Assessore ai Lavori Pubblici e Arredo Urbano del Comune di Milano, Marco Magnifico, allora Vicepresidente esecutivo FAI – Fondo Ambiente Italiano, Michelangelo Pistoletto. Non solo: l’iniziativa fu caratterizzata da un’altra performance, realizzata da Giuseppe Silvestrin: 8 gruppi formati da 20 persone, sulla base di un sottofondo musicale dedicato, raggiunsero il centro della piazza posizionandosi sul tracciamento del Terzo Paradiso. In continuità con l’opera e la performance, Cittadellarte organizzò inoltre il 2° Rebirth Forum - La Mela Reintegrata, tenutosi dal 17 al 19 marzo presso la Sala del Cenacolo del Museo della Scienza e della Tecnologia.

Pubblicazione
25.03.26
Scritto da
Luca Deias