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Biella Città Arcipelago, a Cittadellarte il convegno “Turismo culturale: un'opportunità per Biella”
Il turismo può essere una leva di rigenerazione socioeconomica per il Biellese? Il 23 aprile 2026, dalle 17 alle 19, presso la Sala Cervo della Fondazione Pistoletto si terrà un seminario che porterà i relatori a confrontarsi su questa domanda. Saranno presenti, per l'occasione, l’ex Ministro della Cultura Alberto Bonisoli, Direttore Generale di Accademia Unidee di Cittadellarte e curatore del 21° Rapporto annuale di Federculture, Alessandro Boggio Merlo, Presidente della Sezione Turismo e Cultura dell'UIB, e Nazarena Lanza per Biella Città Arcipelago (entrambi nelle vesti di moderatori) e Sara Gentile, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Biella.
Il Biellese cresce. I dati dell'Osservatorio Turistico - oltre 141mila arrivi e 300mila pernottamenti nel 2024, con una traiettoria che nei primi mesi del 2025 supera il +10% - raccontano un territorio che ha scoperto tardi la propria attrattività e che ora accelera con una consapevolezza nuova. Ma la vera partita non è sui numeri: è sul modello. Il turismo può essere una leva di rigenerazione socioeconomica profonda per una provincia che affronta da decenni il calo demografico e la contrazione del suo storico distretto tessile? E se sì, a quali condizioni?
È questa la domanda al centro del seminario Turismo culturale: un'opportunità per Biella, in programma il 23 aprile 2026 presso la Sala Cervo di Cittadellarte, dalle 17 alle 19. Un incontro che non nasce da una singola istituzione, ma da un ecosistema di soggetti che stanno costruendo, pezzo per pezzo, una visione condivisa per il futuro del territorio.
Un sistema di attori in movimento
“Negli ultimi anni il Biellese – questa la premessa di Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte - ha messo in campo una rete istituzionale inusuale per un territorio di queste dimensioni. Fondazione BIellezza ha dotato il territorio di un Osservatorio Turistico strutturato, in partnership con ATL Terre dell'Alto Piemonte, VisitPiemonte e Regione Piemonte, strumento senza il quale sarebbe difficile ragionare su strategie di medio periodo. L'Unione Industriale Biellese ha istituito una Sezione Turismo e Cultura, con un'agenda che guarda al turismo industriale come filiera e non come episodio promozionale. La Regione Piemonte ha lanciato un Tavolo sul Turismo Industriale, con Biella in prima fila, che intende trasformare le eccellenze manifatturiere in attrattori strutturati e destagionalizzati. Il Comune di Biella porta avanti il riconoscimento UNESCO di Città Creativa, che inserisce il territorio in una rete internazionale di destinazioni che fanno della cultura un principio ordinatore dello sviluppo. Sullo sfondo, la campagna ‘Naturalmente Biella’ ha consolidato un brand capace di sintetizzare la pluralità dell'offerta - natura, storia, manifattura, enogastronomia - in un messaggio riconoscibile”.
Il seminario del 23 aprile è un momento in cui questi attori si incontrano e dialogano. La relazione introduttiva è affidata all’ex Ministro della Cultura Alberto Bonisoli, Direttore Generale di Accademia Unidee di Cittadellarte e curatore del 21° Rapporto annuale di Federculture Impresa cultura - il turismo culturale in Italia: analisi, modelli e proposte: una combinazione di competenze - la ricerca nazionale sul settore e la conoscenza diretta del territorio biellese - che rende il suo intervento un punto di osservazione privilegiato. Il dibattito sarà moderato da Alessandro Boggio Merlo, Presidente della Sezione Turismo e Cultura dell'UIB, e da Nazarena Lanza per Biella Città Arcipelago. Le conclusioni saranno affidate a Sara Gentile, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Biella.
Il turismo industriale: una vocazione da costruire
Tra i filoni più originali e promettenti del posizionamento turistico biellese c'è quello manifatturiero industriale. Il distretto tessile - con i suoi archivi storici, le sue filiere ancora attive, la sua cultura del fare che ha pochi eguali in Europa - costituisce un patrimonio che il turismo di impresa può trasformare in esperienza. L'iniziativa "Fabbriche Aperte", i percorsi attraverso le manifatture storiche lungo i torrenti, la Rete degli Archivi e la presenza di istituzioni come DocBi disegnano già un'infrastruttura di senso. “Ciò che manca - e su cui si sta lavorando - è la strutturazione – ha sottolineato Naldini - di un'offerta coerente, destagionalizzata, capace di dialogare con un turista internazionale culturalmente motivato. È un turismo che non si improvvisa: richiede narrazione, mediazione, qualità dell'accoglienza. E richiede che la manifattura accetti di aprirsi, di diventare anche racconto di sé”.
Cittadellarte: un modello di turismo che non si sapeva di avere
In questo quadro, Cittadellarte occupa una posizione che merita di essere letta con più attenzione di quanto il dibattito locale solitamente faccia. Il complesso di archeologia industriale sul torrente Cervo - un ex lanificio trasformato da Michelangelo Pistoletto in laboratorio di arte e trasformazione sociale - è già oggi un attrattore di portata internazionale, ma la sua logica è diversa da quella del turismo convenzionale, e proprio per questo più interessante come modello.
Ogni anno oltre 150 giovani provenienti da tutto il mondo raggiungono Biella per frequentare i programmi di Accademia Unidee, il programma di alta formazione di Cittadellarte: soggiorni che vanno da una settimana a tre anni, che portano nel territorio energie, culture, reti e prospettive che nessuna campagna promozionale potrebbe acquistare. Non si tratta di turisti: si tratta di futuri professionisti, artisti, ricercatori che vivono il Biellese in profondità, che lo raccontano alle loro reti, che in alcuni casi vi restano o vi tornano. È una forma di attrazione territoriale che agisce sui tempi lunghi e produce effetti moltiplicatori difficili da quantificare ma reali.
A maggio 2026, con Arte al Centro - la rassegna annuale di arte e trasformazione sociale alla sua 28ª edizione - Cittadellarte aprirà l'Hotel Cittadellarte, nuova struttura ricettiva che ospiterà una mostra diffusa nelle camere con opere di Giuseppe Stampone, a cura di Ilaria Bernardi. Il tema dell'edizione è l'accoglienza: intesa non come servizio, ma come pratica culturale e civile capace di generare incontro, ascolto e nuove forme di convivenza. Il turismo, in questa prospettiva, è uno strumento per attivare relazioni - tra persone, tra culture, tra il territorio e il mondo - e non un fine in sé.
Chi scommette sul Biellese: una storia di imprenditori forestieri
C'è una storia che illumina bene la natura del cambiamento in atto. Ugo Pellegrino ed Eugenio Rosano sono due imprenditori originari della Valle Maira, nel Cuneese, una valle alpina che ha imparato prima di molte altre a trasformare la propria marginalità in risorsa. Arrivano nel Biellese nel 2016 come forestieri, vedendo in un territorio ancora incerto sulla propria vocazione turistica ciò che molti locali faticavano a riconoscere: una conformazione straordinaria, un patrimonio storico e naturale di valore, e un'ospitalità da costruire quasi da zero. “Da quell'intuizione - così Naldini - nasce un percorso coerente: Cascina Casazza, struttura in abbandono, diventa il Relais Santo Stefano, poi Cascina Era resort wellness; poi la riapertura dell'Hotel Astoria, nel cuore di Biella, rimasto chiuso per anni. Oggi il gruppo gestisce 150 camere e genera oltre 50mila soggiorni annui. La filosofia di Pellegrino è esplicita: ha prima scommesso sul territorio e le persone e poi investito e creato lavoro così sono diventati parte di una comunità che soffriva di malinconia per il suo passato tessile e ora opera per un futuro possibile di prosperità e sostenibilità che non dimentica l’industria, ma la vede anche in chiave di esperienza culturale e turistica”.
Ora questo gruppo prende in gestione l'Hotel Cittadellarte. L'incontro non è casuale: c'è una consonanza profonda tra chi concepisce l'ospitalità come radicamento in un luogo - nella sua storia materiale, nei suoi paesaggi, nei suoi prodotti - e chi, come Cittadellarte, pensa l'accoglienza come dispositivo culturale, come pratica che trasforma chi ospita e chi è ospitato. Entrambe le visioni condividono un'idea di fondo: che il valore di un territorio non si estrae, si abita. E che abitarlo bene è già, in sé, una forma di cura.
Biella Città Arcipelago: mettere a sistema le isole
Il seminario del 23 aprile è parte del public program di Biella Città Arcipelago, laboratorio collaborativo di pianificazione e sviluppo territoriale che lavora per connettere le diverse esperienze di sviluppo sostenibile presenti nel Biellese secondo la metafora dell'arcipelago: ogni isola ha le proprie specificità, ma è connessa alle altre, e il valore emerge dalla rete più che dai singoli nodi. È un'immagine che funziona bene per descrivere la sfida turistica del territorio: non si tratta di costruire una destinazione monolitica, ma di rendere leggibile e percorribile una costellazione di luoghi, pratiche, saperi e storie che già esistono e che aspettano di essere messi in relazione.
“Il turismo culturale, in questa luce, non è un settore - ha concluso il direttore di Cittadellarte - da sviluppare accanto agli altri: è una grammatica con cui un territorio può raccontarsi, riconoscersi e aprirsi al mondo. Il Biellese ha gli ingredienti. La domanda è se ha la volontà - collettiva, continuativa, capace di resistere alla logica del risultato immediato - di trasformarli in un progetto. Il 23 aprile è un passo in quella direzione”.
Per prendere parte al seminario rivolto agli addetti ai lavori, occorre inviare una mail all’indirizzo arcipelago@cittadellarte.it.