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Cittadellarte e Fondazione Piccolo Teatro lanciano "Favola": aperte le candidature per un master di specializzazione per attrici e attori
Un’esperienza che combina laboratori intensivi, training fisico e lezioni teoriche: è online il bando della prima edizione del Master diretto da Andrea Chiodi e promosso dal Piccolo Teatro di Milano e organizzato in collaborazione con Fondazione Pistoletto. Il corpo docente riunisce Michelangelo Pistoletto, Cristiana Morganti, erede del Tanztheater di Pina Bausch, Fabio Condemi, premiato regista della nuova scena italiana, il drammaturgo Fabrizio Sinisi, la drammaturga Simona Gonella, la danzatrice Marta Ciappina e il coreografo e pedagogo Alessio Maria Romano. Sarà possibile presentare domanda per l'iniziativa - rivolta ai professionisti con un’età compresa tra 22 e 35 anni - fino al 23 marzo 2026.
Offrire una formazione avanzata nelle arti sceniche, potenziare le capacità interpretative attraverso il lavoro su testi classici e contemporanei, favorire l’incontro con Maestri della scena nazionale e internazionale, promuovere l’inserimento nel panorama teatrale professionale e stimolare la commistione tra linguaggi diversi – arte, danza, parola e drammaturgia: sono questi gli obiettivi chiave di Favola, la prima edizione del Master per interpreti professionisti promosso dal Piccolo e da Cittadellarte, che si svolgerà nell’estate 2026 tra Biella e Milano, sotto la guida del regista Andrea Chiodi. Prendendo le mosse dalla tradizione della “favola” – "La base di ogni racconto", secondo lo stesso Chiodi – il Master intreccia formazione, ricerca e sperimentazione per elaborare, tra teoria e pratica, linguaggi e percorsi contemporanei.
Il Master
La prima edizione del Master per attori professionisti, promossa per l'estate 2026 dalla Fondazione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, nell’ambito delle sue attività di formazione, si pone come un percorso intensivo dedicato a interpreti under 35 (diplomati in scuole di teatro riconosciute o con comprovata esperienza professionale nel settore) desiderosi di approfondire le proprie competenze attoriali in un contesto di eccellenza artistica e pedagogica. Le lezioni, che si articoleranno tra Cittadellarte a Biella e la Fondazione Piccolo Teatro di Milano al Teatro d'Europa, si svolgeranno in full time, dal lunedì al sabato, dal 28 giugno all’8 luglio, dal 13 al 31 luglio e dal 31 agosto al 4 ottobre 2026. L'esperienza, nello specifico, prevede laboratori intensivi, lezioni teoriche, classi di training fisico, incontri e una restituzione finale pubblica del lavoro che si terrà presso il Teatro Studio Melato dall’1 al 4 ottobre 2026. Al termine del Master verrà rilasciato un Attestato di partecipazione dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Tutto il lavoro svolto sarà documentato e raccontato attraverso il Diario del Master, un progetto sviluppato in sinergia con Stratagemmi – Prospettive Teatrali e coordinato dalla giornalista e docente Maddalena Giovannelli.
Il team docente
Chiodi, per il progetto, ha voluto tre artisti di diverse generazioni e storie diverse che si confronteranno in modi e tempi diversi: un confronto con Michelangelo Pistoletto per un'immersione nella sua poetica e nel suo pensiero attraverso l’esperienza di Cittadellarte; un lavoro con Cristiana Morganti, per la sua storia con Pina Bausch, il suo percorso di coreografa e autrice e la grande esperienza pedagogica basata sul rapporto tra emozione e movimento; un incontro con Fabio Condemi per la nuova generazione della regia, un approccio al testo e al mestiere dell’attore estremamente contemporaneo ma con uno sguardo alla grande tradizione. Il Master sarà inoltre accompagnato dal lavoro del drammaturgo Fabrizio Sinisi, della dramaturga Simona Gonella, della danzatrice Marta Ciappina e del coreografo e pedagogo Alessio Maria Romano.
Come candidarsi
La domanda dovrà essere compilata e inviata tramite l'apposito portale, allegando i seguenti documenti: Curriculum vitae aggiornato corredato di due foto (primo piano e figura intera); lettera motivazionale (massimo 1 pagina); link a un video di presentazione o a una breve performance teatrale (durata massima 5 minuti); copia di un documento d’identità. L’iscrizione al Master dovrà pervenire entro e non oltre la mezzanotte del 23 marzo 2026.
Una prima selezione avverrà sulla base del materiale ricevuto. I candidati scelti saranno convocati per un’audizione/colloquio in presenza, che si terrà presso il Piccolo Teatro di Milano a partire dall’8 aprile 2026. L’esito della selezione finale sarà comunicato via e-mail entro il 27 aprile 2026. Il numero massimo di partecipanti sarà di 12. La selezione sarà affidata al Preside del Master, Andrea Chiodi, al drammaturgo Fabrizio Sinisi, alla regista e dramaturg Simona Gonella e al regista Fabio Condemi. La quota di iscrizione alla selezione ammonta a €50 per spese di segreteria e dovrà essere versata a mezzo bonifico bancario intestato a: Fondazione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa; IBAN: IT31Z050340172700000001828; BIC: BAPPIT21633; indicando nella causale Candidatura Master Attori 2026 – Nome e cognome della/ del candidata/o e codice fiscale. Il Master sarà gratuito con copertura delle spese di vitto e alloggio per il periodo dal 28 giugno all’8 luglio 2026, quando le attività si svolgeranno fuori dagli spazi del Piccolo Teatro di Milano, ossia a Cittadellarte a Biella.
Andrea Chiodi.
La favola per Andrea Chiodi
"La Favola: la prima forma d’arte - ha esordito il regista - con cui veniamo in contatto da bambini, il genere attraverso cui impariamo a conoscere il mondo, quello che offre i primi schemi d’interpretazione della realtà, che spesso conserviamo per tutta la vita. I modelli narratologici della fiaba (il triangolo di protagonista, deuteragonista e antagonista); il labirinto e il bosco come metafore del mondo; la divisione tra bene e male; l’idea di avventura come parabola di trasformazione e miglioramento del mondo; il conflitto come condizione necessaria per l’accesso alla felicità – sono strumenti che abbiamo elaborato nell’esperienza fiabesca, e che tuttora ci accompagnano nella decifrazione della realtà. La fiaba - ha sottolineato - è anche un genere che si è evoluto e diversificato nel tempo e nelle differenziazioni culturali e nazionali: dalle favole antiche di Fedro ed Esopo a quelle nordiche di Andersen e dei fratelli Grimm; dal grande canzoniere proletario di Basile alle fulminanti parabole di Wilde, dagli apologhi di La Fontaine alle recenti rivisitazioni cinematografiche di Garrone e Lanthimos, il patrimonio favolistico sembra avere – quando si va a frequentarlo – la stessa forza poetica e metaforica di quello mitologico. Allo stesso tempo le fiabe consentono al loro interno una straordinaria libertà immaginativa, che appare quasi impossibile nelle cosiddette narrazioni 'realistiche': incantesimi, animali che parlano, maledizioni, sovvertimenti delle leggi naturali. Tutte le favole si somigliano, e tuttavia nelle favole tutto può accadere. Si vuole usare il genere della favola partendo da quest’ipotesi: che in quegli schemi, in quelle formulazioni solo apparentemente infantili, si nascondano movimenti profondi e universali: alcune linee della drammaturgia del mondo. L’obiettivo è quindi - ha concluso - quello di usare il concetto e la tradizione della 'favola' – così poco percorso a teatro – per elaborare percorsi e linguaggi contemporanei. Come la favola, lo spettacolo teatrale è un mondo, e ambisce ogni volta a riformularne lingua e leggi. Un vero percorso formativo tra teorie, riflessione pratica, danza e arte".
Le voci dei protagonisti
"Il passo - ha esordito Michelangelo Pistoletto - dai quadri specchianti al teatro – tutto è teatro – mi sembra semplicemente naturale. L’arte non è confinata nell’oggetto, ma coinvolge il tempo, lo spazio, l’azione, la partecipazione". Alle sue parole sono seguite quelle di Cristina Morganti: "Il lavoro dell’attore è prima di tutto un lavoro sul sé, sulla propria verità interiore, sulla capacità di esporsi senza maschere". È intervenuto anche Fabio Condemi: "Credo che il teatro debba porre delle domande a chi lo fa e a chi lo guarda. Domande che creino tensioni. Queste domande ci riguardano". Parola, infine ad Andrea Chiodi: "È per me un grande privilegio avere la libertà di poter costruire un percorso di formazione per attori professionisti per il Piccolo teatro, sono grato al cda del teatro e ai direttori Longhi e Li Cauli per questa fiducia e possibilità. Ho desiderato offrire un incontro con artisti di diverse generazioni e discipline perché credo molto che sguardi differenti possano alimentare l'immaginazione e la creatività che sono strumenti e motori fondamentali per chi fa il nostro lavoro. Sono curioso di vedere cosa accadrà nel ragionare intorno al tema della fiaba con un grande artista come Michelangelo, una raffinata danzatrice come Cristiana, un regista colto come Fabio... e cosa accadrà con un gruppo di dodici attori ad essere immersi per dieci giorni in quel posto straordinario che è Cittadellarte".