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"FASHION TO RECONNECT": le riflessioni di Michelangelo Pistoletto a un mese dalla rassegna di Hong Kong
A un mese dalla conclusione di "FASHION TO RECONNECT: A Tale of Two Style Capitals", la rassegna internazionale che ha intrecciato moda, arte e sostenibilità tra Italia e Cina, ripercorriamo i momenti chiave del progetto, i protagonisti e le riflessioni emerse. Il racconto trova una sintesi nelle parole del fondatore di Cittadellarte, di cui pubblichiamo un'intervista dedicata che approfondisce il significato del Terzo Paradiso come prospettiva culturale, sociale e politica per il presente.
Conclusasi il 24 dicembre 2025, FASHION TO RECONNECT: A Tale of Two Style Capitals si configura oggi come un progetto culturale complesso, capace di attivare un dialogo concreto tra Italia e Hong Kong attraverso i linguaggi della moda, dell’arte e della sostenibilità.
Promossa dal College of Liberal Arts and Social Sciences della City University of Hong Kong insieme a Fondazione Pistoletto Cittadellarte, in partnership con la Camera Nazionale della Moda Italiana e inserita nel programma dell’Hong Kong Fashion Fest, la rassegna ha proposto un palinsesto articolato di mostre, installazioni urbane e momenti di confronto interdisciplinare.
Cuore del progetto è stata l’esposizione ospitata ad ArtisTree, a Taikoo Place, che ha riunito 9 designer basati a Hong Kong e 16 designer e brand italiani, presentando la moda come pratica culturale capace di interrogare il rapporto tra produzione, responsabilità e relazione con la natura. I valori di care, transformation, connection e responsibility hanno attraversato l’intero percorso espositivo, delineando una visione condivisa di sostenibilità come processo culturale e collettivo.
Accanto alla mostra, sei installazioni del Terzo Paradiso hanno diffuso il progetto nello spazio urbano, mentre symposium, roundtable e seminari hanno favorito un confronto diretto tra istituzioni, designer, curatori e ricercatori, rafforzando l’idea di connessione come pratica attiva e non simbolica. In questo contesto, il pensiero di Michelangelo Pistoletto ha assunto una forma particolarmente incisiva, capace di dialogare con il contesto asiatico mantenendo intatta la propria forza universale.
Dal racconto collettivo alla voce dell’artista
Se FASHION TO RECONNECT ha dimostrato come il dialogo tra moda, arte e sostenibilità possa diventare azione concreta, l’intervista rilasciata da Michelangelo Pistoletto ad Harper’s Bazaar Hong Kong ne rappresenta una sorta di condensazione teorica e simbolica. Nelle sue parole, il Terzo Paradiso non è solo un segno, ma una prospettiva operativa: un invito a riconoscere la responsabilità che nasce dall’incontro tra individui, culture e sistemi.
È a partire da questa consapevolezza che pubblichiamo di seguito l’intervista integrale, come spazio di approfondimento e come strumento di continuità tra l’esperienza vissuta a Hong Kong e il percorso di riflessione che Cittadellarte porta avanti a livello internazionale.
Come spiegherebbe la Prospettiva del Terzo Paradiso a un pubblico di Hong Kong che non conosce il concetto?
Michelangelo Pistoletto: Il Terzo Paradiso è composto da tre cerchi consecutivi. Il simbolo dell’infinito, che molti conoscono, è realizzato con una linea che, incrociando se stessa, produce due cerchi. Il Terzo Paradiso invece si realizza incrociando la linea due volte, generando tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutti gli elementi differenti e opposti, tutti i soggetti, o gli elementi, o le parole e i significati diversi. Tutti gli elementi che si incontrano nel cerchio centrale producono un elemento nuovo che non esisteva: questo è il simbolo, la formula della creazione.
Il cerchio centrale rappresenta l’esistente, la vita, al centro dell’infinito. Da una parte c’è un elemento, dall’altra ce n’è un altro, e nel centro nasce una nuova creazione. La Prospettiva del Terzo Paradiso consiste nel mettere in equilibrio la natura, che sta in un cerchio, e l’artificio, che sta nel cerchio opposto, armonizzando il cerchio centrale. Questa nuova prospettiva evita di proseguire in conflitti di incompatibilità, che purtroppo crescono nella società, e mette in equilibrio la natura con l’artificio.
Quali opere e quali fasi della sua carriera le hanno dato maggiore soddisfazione?
Michelangelo Pistoletto: La cosa più importante sono i quadri specchianti. In questi quadri vediamo la rappresentazione dell’esistente, totalmente aperta verso l’infinito, attraverso il riflesso dello specchio, che rappresenta tutto ciò che gli sta di fronte: la realtà della vita. Il quadro specchiante apre la prospettiva della visione infinita dell’esistente davanti all’occhio dello spettatore. Lo spettatore, a sua volta, viene fissato sulla superficie del quadro specchiante come immagine, come testimone e come chiave di lettura, diventando anche protagonista. Egli partecipa al rispecchiamento del quadro, che comprende tutte le persone pensanti e tutto l’esistente.
Cosa vorrebbe che le persone di Hong Kong imparassero dal suo lavoro e in particolare dalla prossima mostra?
Michelangelo Pistoletto: Vorrei che le persone di Hong Kong, così come tutte le persone del mondo, potessero imparare attraverso la partecipazione diretta nel simbolo che nasce dal quadro specchiante. È il simbolo dell’infinito che nasce dall’opera specchiante. Il simbolo del Terzo Paradiso è la traduzione in simbolo del quadro specchiante, e dentro a questo simbolo ci siamo tutti. Ognuno è posizionato e rappresentato in un cerchio, e ogni altra persona può essere rappresentata nel cerchio opposto. Nel cerchio centrale, ogni persona deve trovare un’intesa necessaria con l’altra persona: io e te insieme facciamo il “noi”. Questo “noi” è la produzione di una nuova società che possiamo sviluppare con la coscienza che siamo responsabili del nostro incontro e di ciò che produciamo incontrandoci.
Perché ha deciso di iniziare la “meta-opera” usando QR code e intelligenza artificiale, ed è soddisfatta/o dei risultati?
Michelangelo Pistoletto: L’uso dell’intelligenza artificiale è per me importante perché rappresenta lo sviluppo tecnologico di ciò che ho creato come opera d’arte, in particolare nel quadro specchiante. Il quadro specchiante include tutte le persone esistenti e tutto il tempo e lo spazio esistente. Integrato in un sistema tecnologico, diventa un sistema pratico che ci introduce tutti fisicamente, come se entrassimo realmente nel quadro specchiante, non più solo attraverso l’immagine. L’intelligenza artificiale ci comprende tutti come in un grande specchio, dove esistiamo e comunichiamo tra di noi in maniera pratica. Il QR code è stato un elemento importante per aprire un dialogo interattivo con l’intelligenza artificiale.
In che modo la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace può contribuire a promuovere il cambiamento sociale e la responsabilità collettiva verso il pianeta?
Michelangelo Pistoletto: La mia proposta al mondo, attraverso il simbolo della creazione e il simbolo del Terzo Paradiso, è la formula della creazione: un’organizzazione di Cittadellarte che si estende e diviene uno stato dell’arte, una forma di arte che mette in equilibrio tutti i contrasti. In questo modo la pace si realizza effettivamente, attraverso un processo che non porta mai alla guerra, ma a un equilibrio organizzato tramite l’unione. L’unione delle religioni, delle imprese e di tutte le attività si realizza attraverso un nuovo metodo chiamato demopraxia, che sostituisce la parola potere con la parola pratica. Nella democrazia tradizionale, il potere rimane potere; la demopraxia introduce una dimensione di azione concreta e condivisa, basata sull’incontro e sulla responsabilità comune.