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Il Terzo Parasiso a Stia: 1500 chili di ferro e acciaio, 2400 saldature e un solo punto di equilibrio

Sabato scorso, in provincia di Arezzo, è stata inaugurata l'opera ispirata al smbolo trinamico di Pistoletto realizzata dai maestri fabbri locali in occasione nel cinquantesimo anniversario della Biennale Europea d’Arte Fabbrile. Presenti, per l'occasione, anche Paolo Naldini e Armona Pistoletto: “Ho trovato qui a Stia - ha affermato il direttore di Cittadelarte - una congiunzione cosmica e armonica dei tre regni della natura: animale, minerale e vegetale, armonia sviluppata dall’umano".

Terzo paradiso

È stata inaugurata il 5 settembre 2026 a Stia (Arezzo), nel Parco delle Terme del Palagio Fiorentino, l’opera dedicata e ispirata al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dalla nascita della Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia, nel cuore del Casentino, manifestazione dedicata alla lavorazione artigianale e artistica del ferro battuto, promossa e organizzata dall’associazione autonoma per la Biennale di Arte Fabbrile e dal Comune di Pratovecchio Stia.
A presentare il progetto presso il Teatro Comunale e inaugurare l’opera al Parco del Palagio Fiorentino di Stia erano presenti
Piero Milli, presidente dell’Associazione della Biennale del Ferro, Luca Santini, Sindaco di Pratovecchio Stia, Paolo Naldini, Direttore della Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Armona Pistoletto, Coordinatrice dell'Ufficio Nutrimento e delle Terme Culturali della Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Loris Innocenti e Tommaso Venco di Hexisart, curatori del progetto, Roberto Magni e Martino Stenico, mastri fabbri realizzatori dell’opera.

I materiali
La scultura nasce dal dialogo tra l’arte contemporanea e la tradizione della lavorazione del ferro che da cinquant’anni caratterizza la Biennale. Il progetto, curato da
Hexisart, in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte, è stato realizzato da cinque fabbri: i due maestri Roberto Magni e Martino Stenico, ideatori del bozzetto, insieme a tre allievi, Jonas Biggeri, Matteo Corvi e Michele Andreoli. Per costruirla sono stati utilizzati 1.500 chilogrammi tra ferro e acciaio e sono state effettuate 2.400 saldature. La struttura è composta da 100 elementi in ferro: 50 formano il nucleo centrale, in omaggio ai 50 anni della Biennale, mentre gli altri 50 sono distribuiti, 25 per lato. Le estremità degli elementi sono realizzate in acciaio inox lucidato.

L'equilibrio trinamico e il gioco dello Shangai
L’idea progettuale trae ispirazione dal gioco dello
Shangai, nel quale l’equilibrio rappresenta l’elemento fondamentale. L’intreccio dei singoli elementi genera una composizione dinamica che richiama due elementi contrapposti, evocando il principio dell’equilibrio tra gli opposti. L’opera ha un solo punto di equilibrio. Una caratteristica che ne accentua il rapporto con l’ambiente: pur essendo realizzata con un materiale rigido come il ferro e l’acciaio, è pensata come un’opera viva, capace di interagire con il vento. Le estremità in acciaio inox lucidato conferiscono luminosità alla struttura e ne valorizzano la percezione visiva. La riflessione della luce è parte integrante del linguaggio espressivo dell’opera, in continuità con il progetto presentato alla vigilia della sua realizzazione. Con la sua collocazione al Parco delle Terme del Palagio Fiorentino, l’opera entra a far parte della collezione permanente del Comune di Pratovecchio Stia e del nuovo percorso d’arte diffuso sul territorio.

La rassegna
La
Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia è la più longeva mostra d’artigianato artistico del ferro forgiato a livello mondiale che ogni due anni trasforma le piazze e le strade del borgo toscano in un laboratorio a cielo aperto. Nata nel 1976 da un’idea di Pier Luigi della Bordella e Ivan Bruschi, sostenuta dall’allora amministrazione comunale, la Biennale promuove l’antica tradizione di un mestiere fortemente radicata nel territorio e nella comunità locale, proiettandola nel futuro e contribuendo alla costruzione di un nuovo immaginario intorno alla lavorazione del ferro, in linea con le evoluzioni e le esigenze della società contemporanea. La manifestazione è anche un’occasione per avvicinare e far conoscere a un pubblico sempre più ampio il valore del lavoro artigianale e del manufatto artistico in ferro. Dimostrazioni dal vivo, esposizioni di opere in ferro battuto, conferenze, mercatini, laboratori per bambini e spettacoli musicali permettono ai visitatori di osservare da vicino le tecniche di forgiatura e interagire con gli artigiani. Da quasi 50 anni la Biennale apre le porte ai grandi maestri e ai giovani fabbri provenienti da tutto il mondo.

Le realtà coinvolte
Il cinquantesimo della Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia è realizzato dall’
Associazione Biennale d’Arte Fabbrile e il Comune di Pratovecchio Stia, in collaborazione con Regione Toscana, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Camera di Commercio di Arezzo-Siena e BCC Banca di Anghiari e Stia, con il patrocinio della Provincia di Arezzo, di Confartigianato Imprese Arezzo, CNA Arezzo. La manifestazione si svolge anche grazie al sostegno di Freschi & Vangelisti Srl, I Tre Magi, Miniconf S.p.A., Polistamp, TACS, Eco Trade, Unicoop Firenze.

Le voci dei protagonisti - Paolo Naldini
Ho trovato qui a Stia una congiunzione cosmica e armonica dei tre regni della natura: animale, minerale e vegetale, armonia sviluppata dall’umano. Qui ho avuto soprattutto l’impressione di sentire un senso di comunità e di appartenenza, dove pur nella differenza, non ci sono divisioni, ma un senso di identità comune. C’è bisogno oggi dell’unione e dell’armonia. Questo è il senso della civiltà, la fabbrica della civiltà umana. E noi siamo onorati dell’invito che abbiamo ricevuto”, ha dichiarato Paolo Naldini, direttore della Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Si è unita ai ringraziamenti anche Armona Pistoletto, della Fondazione, che ha portato i saluti di Michelangelo Pistoletto.

Le voci dei protagonisti - Luca Santini
Il Sindaco del Comune di Pratovecchio Stia
Luca Santini ha aggiunto: “Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto richiama un tema profondamente legato al nostro territorio: la ricerca di un equilibrio tra natura, lavoro e sviluppo. Stia ha una lunga storia artigianale e industriale, inserita in un contesto ambientale di straordinario valore, oggi rappresentato anche dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un messaggio che questa opera interpreta in modo particolarmente significativo. Da qui bisogna ripartire, e soprattutto dall’arte e dalla cultura, che sono il fondamento perché una comunità possa continuare a progredire”.

Le voci dei protagonisti - Loris Innocenti e Tommaso Venco
"La Biennale ha sempre rappresentato un valore aggiunto per questo territorio - hanno spiegato Loris Innocenti e Tommaso Venco di Hexisart, curatori del progetto - mantenendo vivo un forte senso di comunità. Il Terzo Paradiso porta con sé i valori di fratellanza e unione, così abbiamo pensato che si potesse realizzare in ferro, forza e identità di questo territorio. Questo simbolo trova a Stia una collocazione giusta perché coniuga tradizione e contemporaneità e qui la tradizione del ferro battuto vive grazie agli sforzi delle giovani generazioni e alla volontà di portarla avanti. Arte e cultura sono un fondamento molto forte, sono il vero petrolio del nostro Paese e questa Biennale è la dimostrazione che con la cultura si può mangiare e costruire".

Le voci dei protagonisti - Piero Milli
Il Terzo Paradiso è un simbolo capace di parlare al nostro tempo - ha chiuso Piero Milli, presidente dell’Associazione autonoma della biennale d’arte fabbrile - e da oggi entra a far parte del paesaggio di Stia e della storia della Biennale. Nell’opera che inauguriamo assume un significato ancora più profondo, perché è stato reinterpretato e realizzato dai nostri fabbri attraverso il ferro, il materiale che da 50 anni rappresenta l’identità della nostra Biennale. Un ringraziamento particolare va al maestro Michelangelo Pistoletto per averci offerto questo simbolo e, soprattutto, per averci permesso di reinterpretarlo attraverso una materia che per noi è identità, storia e futuro”.

Pubblicazione
08.09.26
Scritto da
LD