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“Vivere e lavorare in montagna”: l’isola di Biella Città Arcipelago che pensa in alto
L’Isola “Vivere e lavorare in montagna” di Biella Città Arcipelago* nasce dal percorso Smart Villages in Valle Elvo e Serra e riunisce associazioni, imprese, enti e cittadini impegnati nel ripensare il futuro delle terre alte biellesi. Attraverso l’approccio “metromontagna” e la visione della città arcipelago, l’isola promuove un modello di reciprocità tra urbano e rurale, valorizzando servizi ecosistemici, agricoltura di montagna, pianificazione condivisa e innovazione nei servizi per contrastare lo spopolamento. Un laboratorio aperto che mette in rete comunità, risorse naturali e patrimonio culturale per costruire territori vivi, attrattivi e sostenibili.
L’Isola Vivere e lavorare in montagna di Biella Città Arcipelago* nasce dal percorso Smart Villages in Valle Elvo e Serra, ovvero un’iniziativa di cittadine e cittadini che, per prepararsi all’uscita di una nuova misura del GAL, hanno avviato un processo di confronto e approfondimento delle problematiche del loro territorio.
I temi emersi sono quelli delle “terre alte” del Biellese (e ben oltre) e nel diventare isola tematica di Biella Città Arcipelago hanno aperto il percorso alle altre valli montane.
L’isola riunisce associazioni, imprese, reti formali e informali impegnate nella riflessione sul futuro dei paesi e dei paesaggi produttivi delle montagne biellesi, per gli abitanti e potenziali e da far conoscere tramite un turismo lento che possa apprezzarle.
Il Contesto
Il territorio della Valle Elvo e della collina morenica della Serra di Ivrea sono ambienti distinti sia per formazione geologica che per le diverse forme che ha avuto la vita rurale.
La Valle Elvo, la più occidentale, ampia e soleggiata delle valli biellesi, presenta un territorio tipicamente montano che si estende indicativamente dalle sorgenti in quota del torrente Elvo fino alla strada del "Tracciolino", ideale linea divisoria tra aree insediate e paesaggio rurale alpino. Valle aperta, con ampi pascoli, alpeggi e rifugi alpini in quota, attraversati da corsi d'acqua purissima; i suoi versanti sono costellati da centri rurali. Dal paesaggio montano dell'alta valle si passa alle dolci colline della dorsale morenica versante bielleseper arrivare al lago di Viverone.
La Serra è stata caratterizzata da un’economia di sussistenza che ha sfruttato la “piccola Serra” (500 m. di altitudine) con il sistema dei terrazzamenti per la viticoltura e l’orticultura, mentre la parte più alta (fino ai 1000 m) era costituita da boschi e prati per la fienagione.
Il secolo industriale, il ‘900, ha riorientato le attività verso le fabbriche della pianura danno inizio ad un lungo processo di abbandono dei terrazzamenti e dei boschi perché non meccanizzabili.
Il fenomeno dello spopolamento per la Serra è relativamente recente e dipende dalla crisi dell’industria che ha allontanato abitanti e giovani.
Approccio
Metromontagna è l’approccio, perché tutto è connesso. Il nostro punto di vista è quello della “città arcipelago", ovvero di un territorio interconnesso dove i luoghi si trovano in relazione di reciprocità.
Reciprocità vuol dire che il rapporto tra urbano e rurale deve essere uno scambio tra pari e che dobbiamo abbandonare la tendenza, vecchia e insostenibile, di considerare la città quale unico luogo dove trovare lavoro e servizi. Il dominio metropolitano non consente di avviare la transizione ecologica, anzi conduce a dissipare ricchezze e a non riconoscere, alla montagna e alle zone intermedie, diritti sulle risorse naturali di cui lo spazio urbano ha bisogno: acqua, foreste e agricoltura principalmente. Non solo, è necessario riconoscere i servizi ecosistemici offerti alla collettività da coloro che vivendo e lavorando in montagna se ne prendono cura, come i pastori e i casari. Mantenere i pascoli, i boschi, i canali di scolo e le infrastrutture essenziali significa rendere la montagna viva e abitabile, oltre che sicura e accessibile.
Se vogliamo avere un territorio e paesi accoglienti, per vecchi e nuovi abitanti, non solo dobbiamo salvaguardare i servizi ma aggiornarli, portare come elemento di innovazione la partecipazione dei cittadini, costruire reti e alleanze tra comuni. Il nostro punto di vista è quello della “città arcipelago", ovvero di un territorio interconnesso dove i luoghi si trovano in relazione di reciprocità. L’isola si propone di diventare un riferimento per gli amministratori dei paesi che vogliono invertire la tendenza allo spopolamento delle aree interne con proposte e progetti sostenibili a supporto dei suoi abitanti e di coloro che potrebbero diventarlo.
Obiettivi
Indichiamo qui per punti gli obiettivi emersi dai tavoli di lavoro del percorso “smart villages”.
- La messa in sicurezza del territorio (riduzione del rischio idrogeologico e degli incendi), la presenza di servizi di qualità (educazione, sanità, mobilità e cultura), il sostegno delle attività agro-silvo-pastorali sono le condizioni indispensabili per contrastare lo spopolamento e riequilibrare il rapporto urbano/rurale.
- Migliorare l’accessibilità fisica e digitale della montagna attraverso la mobilità sostenibile e infrastrutture digitali non invasive.
- Valorizzare l’agricoltura di montagna e i prodotti locali riconoscendo il ruolo delle imprese nella cura del paesaggio e nella trasmissione del patrimonio culturale.
- Programmazione e pianificazione territoriale condivisa e partecipata: mappare i terreni silenti e abbandonati integrandoli nei piani forestali e pastorali dei Consorzi e delle Associazioni Fondiarie.Ripensare e valorizzare gli usi civici.
- Programmazione culturale, educativa e sportiva per rendere attrattivo e inclusivo il territorio per abitanti storici, neo abitanti e turisti.
Le risorse
Il percorso di animazione territoriale “smart villages” così come quello di Biella Città Arcipelago testimoniano la presenza di una Comunità locale (amministratori, imprese, associazioni, cittadini, enti) ricca, vivace e creativa. Si tratta di un patrimonio che è possibile mettere in sinergia attraverso forme di Amministrazione Condivisa e Patti di Collaborazione.
Le risorse naturali e paesaggistiche del territorio possono, se valorizzate, avere una valenza economica importante in chiave di sviluppo locale e di coesione sociale. Pensiamo ai servizi ecosistemici (crediti di carbonio, energia rinnovabile, cibo e acqua pulita, benessere), alle imprese locali di montagna, al Cammino e ciclovia di Oropa e alla Francigena. Il patrimonio storico e culturale, le competenze e i mestieri costituiscono il collante tra il passato ed un futuro possibile e desiderabile.
Desideri diventare parte attiva di Biella Città Arcipelago e partecipare agli incontri di una o più delle sue Isole Tematiche? Scrivi a arcipelago@cittadellarte.it
Possono partecipare enti pubblici e privati, gruppi e reti formali e informali, anche una classe!
Fanno parte dell’isola: ASFO, Cooperativa del Mulino, Coop. Terra di Casa, CSA Il Chioso, Ecomuseo Valle Elvo e Serra, Let Eat Bi, Movimento Lento, Proloco di Occhieppo inf., Trappa di Sordevolo.
Referenti coordinatori dell'isola tematica: Diana Sartori (Terradicasa) e Nevio Perna (Associazione Fondiaria La Serra)
Referenti coordinamento Biella Città Arcipelago: Nazarena Lanza, Alessandro Mondino.
*Biella Città Arcipelago è un laboratorio collaborativo di pianificazione e sviluppo territoriale orientato alla prosperità e alla creatività sostenibili del territorio biellese, che si innesta e si fonde con il percorso e le progettualità di Biella Città Creativa UNESCO. L’intento è di mettere a sistema un modello organizzativo inclusivo che valorizzi le organizzazioni e le esperienze fatte nell’ambito dello sviluppo sostenibile del Biellese. Le “isole” sono quindi rappresentate non soltanto dalle agglomerazioni urbane dei 74 comuni, ma anche dai temi che emergono come collante tra diversi enti - pubblici e privati - e comunità di pratica che operano nel Biellese e che vanno nella direzione di rispondere ai bisogni della popolazione in un percorso partecipativo e coerente con il territorio.