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Dal Giappone a Biella: il Maronie College di Osaka torna a Cittadellarte per un laboratorio di moda responsabile
Dieci studentesse del Maronie College of Fashion Design di Osaka hanno preso parte a un workshop di tre giorni alla Fondazione Pistoletto, lavorando su upcycling e tinture naturali nell’ambito di Fashion B.E.S.T. Guidate dai professori Masato Koide e Yuto Arita, insieme al team di progetto, hanno trasformato tessuti di stock biellesi in capi originali, concludendo l’esperienza con uno shooting finale che ne ha restituito energia e consapevolezza.
Dal 17 al 19 febbraio 2026, Cittadellarte ha accolto dieci studentesse del Maronie College of Fashion Design di Osaka per un workshop dedicato alla moda responsabile, sviluppato all’interno delle attività di Fashion B.E.S.T. A guidare il gruppo, composto da ragazze provenienti da diversi anni del corso, i professori Masato Koide e Yuto Arita, entrambi docenti da quasi un decennio presso l’istituto giapponese e parallelamente attivi con propri brand indipendenti.
Per Koide non si è trattato di una prima volta. «Ho vissuto a Biella dieci anni fa», racconta durante l’intervista rilasciata ai nostri microfoni. «Conoscevo già questo posto e il lavoro di Michelangelo Pistoletto. Mi piaceva l’idea di portare qui gli studenti per studiare in un contesto così». La collaborazione tra il College e Cittadellarte è iniziata nel 2015, grazie alla volontà del professor Koide, ed è ripresa dopo l’interruzione dovuta alla pandemia. Quella di quest’anno è la quinta esperienza condivisa.
Il programma si è aperto con l’introduzione del Direttore di Cittadellarte, Paolo Naldini, seguita dalla visita guidata alla Fondazione. Le mostre, le opere e gli spazi di lavoro hanno offerto un primo livello di immersione. «Prima abbiamo visto le esposizioni, ascoltato le spiegazioni, cercato ispirazione», spiega Koide. «Ho visto che le studenti hanno ricevuto tanti stimoli. Quando è iniziato il laboratorio, volevano subito cominciare a creare».
Il workshop è stato curato dal designer Tiziano Guardini, ideato e coordinato da Olga Pirazzi, responsabile dell'ufficio moda della Fondazione Pistoletto, con il supporto di Luisa Mertina e Melina Uchoa. Il lavoro si è concentrato sull’upcycling creativo: a ciascuna studentessa è stata fornita una giacca base realizzata con tessuti provenienti da stock locali biellesi, aziende appartenenti alla piattaforma Fashion B.E.S.T.
A partire da quella struttura, le partecipanti hanno avviato un processo di trasformazione che ha richiesto scelte nette e consapevoli: decostruire, tagliare, rimuovere, sostituire, applicare inserti, integrare lavorazioni manuali come il crochet utilizzando materiali di recupero.
Non si è trattato solo di modificare un capo, ma di ripensarlo dall’interno. «Se non apri la mente, perdi intuizione», osserva Koide, descrivendo il suo approccio didattico. L’obiettivo non è stato infatti quello di ottenere un risultato estetico uniforme, ma di far emergere una posizione personale rispetto al tema della circolarità. In questo senso, l’esperienza a Cittadellarte ha assunto un valore preciso: collocare la sostenibilità non come vincolo tecnico, ma come scelta culturale. «La sostenibilità è qualcosa che non sempre si vede», continua Koide. «Bisogna entrare dentro l’argomento, e l’arte può creare una strada per arrivarci».
Accanto al modulo sull’upcycling, le studentesse hanno lavorato sulla tintura naturale con la stilista Giulia Perin del brand Emina Batik. Nei laboratori curati da Perin le studentesse hanno sperimentato immersioni, pittura e stampa con elementi naturali raccolti negli spazi della Fondazione, osservando come il colore reagisce alla temperatura e alla materia.
Le giornate sono state intense, scandite da momenti di confronto informale e da un dialogo continuo non solo tra studentesse e professori, ma anche con i designer che hanno guidato i workshop e con il team di Fashion B.E.S.T., che ha seguito da vicino l’evoluzione dei progetti, accompagnando il processo e riconoscendo nei lavori una qualità sorprendente per profondità e coerenza.
Il pomeriggio del 19 febbraio, i laboratori di Cittadellarte si sono trasformati in un set fotografico. Le giacche finite sono state indossate dalle stesse studentesse che le hanno progettate e realizzate. In un'atmosfera concentrata ma leggera, le ragazze davanti all'obiettivo hanno iniziato a muoversi con naturalezza, prima con gesti misurati, poi lasciandosi andare a piccoli passi di danza, sorrisi e scambi di sguardi. La loro energia nasceva dal riconoscersi nei capi che indossavano.
Koide e Arita hanno osservato la scena con soddisfazione discreta. Per entrambi, che oltre all’insegnamento portano avanti i propri marchi e conoscono il processo produttivo in ogni fase — dal disegno al cartamodello, fino alla confezione — vedere le studentesse attraversare tutte le fasi, dall’ispirazione alla restituzione pubblica, rappresenta un passaggio fondamentale. «L’esperienza crea per il futuro», afferma Koide. «Non è un risultato immediato, ma un deposito che continuerà a lavorare nel tempo».
Questa nuova tappa della collaborazione tra Osaka e Biella conferma la forza di uno scambio didattico e culturale: in tre giorni si è costruito uno spazio in cui arte e moda hanno dialogato senza sovrapporsi, dove la sostenibilità è stata affrontata come pratica concreta e come domanda aperta. Le giacche realizzate resteranno come traccia visibile del laboratorio, ma, come sostiene il professor Koide, il lavoro più profondo continuerà altrove, nei percorsi individuali di ciascuna studentessa.
Note all'articolo
Le 10 studentesse del triennio di moda del Maronie College of Fashion Design di Osaka sono: Rin Shiraishi, Kotone Mori, Ami Maeda, Yuna Kitagawa, Koyuki Kamioka, Sayaka Fukunaga, Momoka Otoide, Misaki Ijima, Yanghyang Byun, Hiyori Eguchi.
Il brand del professore Masato Koide è Atelier M/A.
Il brand del professore Yuto Arita è Arita Yuto Kengai.