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Diplomazia, arte e armonia: Michelangelo Pistoletto e Antonio Spadaro hanno presentato "Spiritualità" alle Nazioni Unite

Il 3 dicembre 2025, al Palais des Nations di Ginevra, il fondatore di Cittadellarte e il Padre gesuita hanno presentato il volume "Spiritualità" (Marsilio Specchi), a cura di Francesco Monico. L’evento, ospitato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia e dalla Missione Permanente della Santa Sede, ha riunito artisti, teologi, diplomatici e rappresentanti della società civile in un confronto aperto sul ruolo della creatività, dell’etica e dell’immaginazione nel mondo contemporaneo. Sono intervenuti l’Ambasciatore Vincenzo Grassi, l’editore Luca de Michelis (Marsilio Editori) e Sua Eccellenza Mons. Ettore Balestrero.

Michelangelo Pistoletto

Il Palazzo dell'ONU della città svizzera ha ospitato, lo scorso 3 dicembre, la presentazione di Spiritualità, il libro-dialogo tra Michelangelo Pistoletto e Padre Antonio Spadaro, curato da Francesco Monico e pubblicato da Marsilio Specchi. L’incontro ha rappresentato uno dei momenti più significativi del decimo anniversario della donazione dell’opera Rebirth – Third Paradise alle Nazioni Unite, installazione permanente composta da 193 pietre, una per ogni Stato membro.

Ad aprire la conferenza è stato l’Ambasciatore Vincenzo Grassi, che ha sottolineato la natura “insolita ma necessaria” di un dialogo capace di coniugare mondi diversi (arte contemporanea e riflessione spirituale) in un tempo segnato da polarizzazioni e crisi globali. Grassi ha richiamato il valore del rispetto reciproco e della libertà come basi per ogni incontro autentico: "Il dialogo non chiede di rinunciare alla verità, ma di approfondirla insieme", ha osservato, ricordando come il libro inviti a superare lo scetticismo e le rigidità ideologiche attraverso un cammino condiviso.

A seguire, Luca de Michelis, editore di Marsilio, ha introdotto il volume come esempio di un raro incontro tra voci provenienti da contesti lontani, reso possibile da un terreno neutro e ospitale: una conversazione nata “attorno a un tavolo”, senza formalismi, capace di diventare un laboratorio di pensiero. De Michelis ha evidenziato il ruolo dell’editoria come costruttrice di spazi di conoscenza: "Spiritualità non è soltanto un libro, è una cornice che permette a un dialogo vivo di diventare patrimonio condiviso".

Francesco Monico, curatore del volume, ha restituito la dimensione teorica e antropologica del dialogo tra Pistoletto e Spadaro, articolandola attorno alla "soglia tra Terra e Mondo”: uno spazio intermedio in cui l’essere umano interpreta, rigenera e ricompone la propria relazione con la realtà. Monico ha identificato nella formula trinamica, il principio generativo sotteso al Terzo Paradiso, un possibile paradigma per il nostro secolo, capace di connettere differenze senza appiattirle: "La trinamica è una grammatica della coevoluzione. Il suo spazio è il cerchio centrale, un luogo generativo dove i conflitti non vengono negati, ma trasformati".

Da qui, la domanda rivolta a Padre Spadaro: "Come può la spiritualità orientare istituzioni e comunità internazionali verso forme nuove di responsabilità e pace?"

Padre Antonio Spadaro ha risposto richiamando la missione delle Nazioni Unite: "Una comunità che, oggi più che mai, necessita di immaginazione creativa", che il gesuita definisce “armonia”, "per superare l’alternanza sterile tra equilibrio e confronto". Ha anche collocato il Terzo Paradiso nel cuore della diplomazia contemporanea: "Il cerchio centrale è un vuoto fertile, lo spazio in cui la negoziazione diventa generativa". Citando Emily Dickinson (“Io abito nella possibilità”), Spadaro ha delineato una visione della spiritualità come forza capace di ispirare un multilateralismo nuovo, anticipatore di pace preventiva.

Invece, nel suo intervento, Michelangelo Pistoletto ha ricondotto il gesto artistico all’essenza stessa della creazione umana, contrapponendolo allo “stato animale” dominato dalla logica predatoria. "Non voglio vivere un solo giorno da animale. Voglio vivere cento anni come essere umano creativo", ha affermato, individuando nella responsabilità collettiva la matrice di una società nuova. L’arte diventa, per Pistoletto, il luogo in cui si produce la possibilità di coesistenza: un dispositivo educativo, culturale e politico che offre al mondo una prospettiva di armonia basata sul principio “non uccidere”. Ha inoltre evocato lo sport come esempio di competizione non distruttiva, suggerendo che l’umanità può elaborare leggi capaci di trasformare la conflittualità in energia creativa.

Nel successivo scambio con Spadaro, Pistoletto ha affrontato il rapporto tra arte, artificio e tecnologia, riconoscendo nell’intelligenza artificiale una prosecuzione dell’intelligenza artistica: "L’artificiale non è altro che la continuazione dell’arte. La tecnologia è un prodotto della nostra mente creativa". Spadaro ha ribadito la necessità di leggere l’AI non solo in chiave etica, ma nella sua dimensione spirituale: come risposta ai desideri umani di conoscenza e relazione, e come spazio in cui esercitare responsabilità.

La discussione si è ulteriormente ampliata con l’intervento del pubblico e un contributo conclusivo dell’Ambasciatore Grassi, che ha ricordato come la diplomazia, ogni giorno, si misuri con il delicato equilibrio tra intenzionalità ed efficienza, tra la visione individuale e la logica degli Stati.

A chiudere i lavori, Francesco Monico, che ha definito il volume “un dialogo trinamico tra un artista laico e un teologo”, ringraziando gli intervenuti, tra cui Sua Eccellenza Monsignor Ettore Balestrero, Osservatore Permanente della Santa Sede, presente fra i promotori dell’iniziativa.

Pubblicazione
07.01.26
Scritto da
Sofia Ricci