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Fashion B.E.S.T. a "Pitti Filati Firenze 2026": sei creazioni tra arte, moda e sostenibilità

Domani, 24 giugno, in occasione di "Pitti Filati", l’Ufficio Moda di Cittadellarte partecipa all’evento internazionale “Threads of Connection”, promosso dall’azienda Xinao per celebrare il suo anniversario con un progetto espositivo che indaga il tema delle connessioni. Nella cornice di Giardino Corsini, sei opere realizzate da artisti e artiste selezionati da Fashion B.E.S.T. saranno presentate all'interno di una mostra collettiva dedicata al filo come metafora di relazione, trasformazione e responsabilità. Dopo la presentazione ufficiale, i lavori proseguiranno il loro percorso espositivo presso la Palazzina Reale, dove saranno esposti fino a venerdì 26. Fashion B.E.S.T. porta avanti da anni le relazioni tra creatività e produzione responsabili. A partire da filati naturali d’eccellenza come la lana e il cachemire, campionari tessili e materiali di recupero provenienti dal settore manifatturiero, gli artisti coinvolti sono stati invitati a sviluppare opere che possano generare nuove riflessioni.

Moda

Dal Biellese a Firenze, passando per la Cina, prende forma un intreccio di visioni, competenze e sensibilità che trova espressione in Threads of Connection, la mostra curata da Cittadellarte e presentata nei giorni di Pitti Filati a Firenze.

All’interno della prestigiosa cornice del Giardino Corsini, arte, ricerca tessile e creatività si incontrano in un progetto che vede protagonista anche Fashion B.E.S.T., impegnato nella curatela di una mostra collettiva composta da sei opere realizzate da artisti e designer internazionali attraverso l'utilizzo di filati di eccellenza come la lana e il chachemire, campionari tessili e materiali di recupero.

Le opere esposte, firmate da Martina Boero (Cavia), Piero D’Angelo, Emanuele Marullo, Ryts Monet, Marcello Pipitone e Pietra Pistoletto, saranno presentate durante la serata di celebrazione, dando forma concreta al tema che ispira il titolo della mostra, il filo come elemento di connessione tra persone, culture, discipline e processi produttivi.

La collaborazione tra Xinao e Fondazione Pistoletto nasce dalla convergenza di valori tra le due realtà, accomunate da una visione orientata alla responsabilità produttiva e alla valorizzazione della creatività come strumento di trasformazione sociale. Come scrive Elda Danese nel testo curatoriale, la mostra è infatti «l’esito di un rapporto di collaborazione» costruito attorno a «un cruciale punto di intersezione di un discorso critico condiviso», che trova espressione nell’impiego di materiali tessili e scarti di filato come elementi generativi di nuove forme e significati. 

Al centro del progetto si trova dunque il filo come materia concreta e simbolica al tempo stesso. Non soltanto materiale produttivo, ma metafora delle connessioni che legano persone, territori, discipline e culture differenti. «Il filo, come suggerisce il titolo della mostra, è anche metafora della relazione che connette le opere tra loro», scrive infatti Danese, definendolo come «la materia soffice e tenace che tiene insieme diverse sensibilità». Un’immagine che descrive efficacemente anche il lavoro sviluppato da Fashion B.E.S.T., da sempre impegnato nell’esplorazione dei punti di connessione tra moda, ricerca artistica e innovazione responsabile. 

L’iniziativa si inserisce inoltre in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente attenzione verso il medium tessile all’interno dell’arte contemporanea. Come evidenzia il testo curatoriale infatti, negli ultimi anni, importanti istituzioni museali hanno dedicato mostre e retrospettive alla Fiber Art e alle pratiche artistiche legate ai materiali tessili, contribuendo a ridefinire i confini tra arte, artigianato, design e moda. In questo scenario, il progetto presentato a Firenze si propone come un esempio di dialogo interdisciplinare, dove linguaggi differenti convergono attorno a una comune riflessione sul presente e sul futuro della produzione culturale. 

Pubblicazione
23.06.26
Scritto da
Redazione