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"Intrecci di pace", l'arte di Pistoletto entra a scuola per costruire comunità
Il 27 maggio si è tenuta la conferenza conclusiva del progetto che ha visto ha studenti della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Ennio Morricone di Torino presentano intraprendere un percorso formativo ispirato ai temi veicolati dal Terzo Paradiso e dalla Venere degli stracci di Pistoletto.
L'arte di Michelangelo Pistoletto ha incontrato le nuove generazioni di Rivoli con un'iniziativa a tinte culturali e creative. Tutto ha avuto inizio il 19 maggio 2026, quando le aule e gli spazi dell’Istituto Comprensivo Ennio Morricone di Torino sono diventate cantiere generativo di cittadinanza attiva e creatività attraverso il progetto educativo e artistico Intrecci di Pace, ideato e curato dalla professoressa Daniela Petrone. "L’ispirazione centrale dell’iniziativa - così gli organizzatori - guarda direttamente ai capolavori del Maestro Michelangelo Pistoletto, in particolare alla celebre Venere degli stracci e al simbolo del Terzo Paradiso. Così come l’opera di Pistoletto pone in dialogo l'ideale classico con i materiali poveri della quotidianità per dar loro nuovo valore e significato, allo stesso modo gli alunni della scuola hanno trasformato stracci e tessuti ordinari in un potente messaggio sociale".
Le fasi
Il percorso, nello specifico, si è sviluppato in tre fasi. La prima è stata quella teorica in aula, che ha previsto un'introduzione guidata ai concetti chiave del simbolo trinamico, incentrato sull'equilibrio tra diversità, la connessione tra individui e l'armonia comunitaria. A seguire è andata in scena la parte laboratoriale: gli studenti sono diventati parte attiva del progetto portando da casa un panno colorato, simbolo della propria unicità, su cui hanno impresso con un pennarello indelebile il proprio nome e una parola o frase dedicata alla pace; i tessuti sono stati fisicamente intrecciati per formare lunghe strisce continue e dare vita a coreografie umane di connessione e continuità. Infine si è tenuta la fase performativa finale, che ha visto i ragazzi realizzare, tracciandolo a terra, il simbolo del Terzo Paradiso. "Attraverso un intreccio serrato - hanno aggiunto gli organizzatori - i tessuti non hanno disegnato solo una linea, ma hanno dato vita a una vera e propria superficie solida: un tappeto materico collettivo che unisce visibilmente tutte le 'Parole di Pace' degli alunni".
L'evento conclusivo
Il 27 maggio è calato il sipario sull'evento con un appuntamento speciale: "L'Istituto Comprensivo Ennio Morricone ha scelto di dedicare - si legge nella nota stampa della scuola - l’intera performance dei laboratori ai 20 anni del Tappeto Volante del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli - Museo d’Arte Contemporanea, riconoscendone il valore pionieristico come strumento di dialogo interculturale e di arte intesa come pratica comunitaria". Il legame affonda le radici in una memoria storica condivisa: fu proprio il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, nel 2005, a realizzare la prima performance partecipata in assoluto del Terzo Paradiso. L’incontro in questione, tenutosi nell’aula Magna della sede centrale, ha visto la partecipazione di figure di Francesco Saverio Teruzzi, responsabile Ufficio Terzo Paradiso e coordinatore degli artivatori del Terzo Paradiso, e di Paola Zanini, Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, introdotti dal Dirigente Scolastico Patrizia Donato La Vitola. Per l'occasione è stato anche proiettato il video conclusivo della performance collettiva e sono anche andate in scena la restituzione del percorso artistico e simbolico del progetto e la performance finale di chiusura Abitare gli stracci, ideata e curata da Daniela Petrone con la collaborazione della performance artist Morena Rossi.