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La "Venere degli stracci" a Courmayeur: un dialogo tra memoria, consumo e futuro
Nel cuore della cittadina ai piedi del Monte Bianco, l'opera icona del fondatore di Cittadellarte ha trovato dal 20 dicembre 2025 al 10 gennaio 2026 una nuova collocazione carica di significati. L'installazione è stata infatti esposta per diverse settimane nella Sala dipinti dell’ex Hotel Ange, oggi parte del Courmayeur Climate Hub, attivando un dialogo profondo tra storia, sostenibilità e responsabilità collettiva.
Il mese scorso, Courmayeur ha accolto la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto in uno dei suoi spazi più significativi: la Sala dipinti dell’ex Hotel Ange, oggi parte del Courmayeur Climate Hub. L’iniziativa, promossa dall’ambasciatrice Rebirth/Terzo Paradiso Glorianda Cipolla e curata da Fortunato D’Amico, ha rappresentato un momento di forte attenzione culturale per il territorio.
L’inaugurazione ha visto infatti la partecipazione di numerose personalità istituzionali e culturali, tra cui Roberto Rota, sindaco del comune valdostano, e l’architetto di fama internazionale Massimo Roj, a conferma del valore riconosciuto al progetto e alla sua capacità di attivare un dialogo tra arte e contesto locale.
La Sala dipinti dell’Ange è un luogo che racconta oltre quattro secoli di storia di Courmayeur. Un tempo spazio centrale di uno degli alberghi più prestigiosi della località, oggi conserva dipinti e ambienti che testimoniano l’evoluzione dell’ospitalità alpina e del turismo d’élite. Attualmente al centro di un intervento di recupero e valorizzazione, la sala è parte del progetto PNRR – Courmayeur Climate Hub, finanziato attraverso il Bando Borghi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il restauro ha restituito alla comunità uno spazio pensato come luogo di cultura, incontro e rigenerazione del borgo storico.
È in questo contesto che l'opera di Pistoletto ha trovato una collocazione particolarmente significativa. La Venere degli stracci si inserisce infatti con naturalezza in uno spazio carico di memoria, attivando un dialogo silenzioso tra passato e presente, tra la storia del luogo e la forza dell’arte contemporanea.
La presenza dell'icona dell'arte povera in Val d'Aosta si collega idealmente a un’altra opera del maestro presente sul territorio: il Terzo Paradiso in Val Ferret, nei pressi delle Maisons de Judith. Due installazioni diverse per forma e materiali, ma unite da una visione comune, che trova nel paesaggio alpino un contesto capace di amplificarne il significato.
L’iniziativa ha così contribuito a rafforzare il ruolo del Courmayeur Climate Hub come spazio vivo e aperto, in cui l’arte diventa strumento di relazione tra territorio, comunità e progettualità culturale, inserendosi in un percorso che guarda al futuro senza rinunciare alla memoria dei luoghi.