Cosa possiamo
aiutarti a trovare?
Ricerche suggerite
"Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte": a Bologna una mostra che trasforma l’arte in pratica civile
Alla vigilia dell’inaugurazione, domani 3 febbraio, Palazzo Boncompagni apre le porte alla nuova mostra del fondatore di Cittadellarte, a cura di Silvia Evangelisti. Un progetto che attraversa oltre sessant’anni di ricerca e che mette in scena l’arte come dispositivo attivo di relazione, politica e responsabilità condivisa, assumendo Cittadellarte come origine, metodo e modello operativo di trasformazione sociale.
A poche ore dall’opening, previsto per questa sera alle ore 18.00, Palazzo Boncompagni si prepara ad accogliere Michelangelo Pistoletto. Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, la mostra che dal 3 febbraio al 3 giugno 2026 ripercorre e attualizza uno dei pensieri più radicali dell’arte contemporanea: quello che riconosce all’arte un ruolo operativo nella trasformazione della società. Non solo una lettura storica dell’opera del maestro, ma un progetto che pone al centro Cittadellarte come laboratorio permanente e motore di una visione dell’arte intesa come pratica sociale, politica e civile.
Curata da Silvia Evangelisti, l’esposizione riunisce opere storiche, documenti, installazioni e progetti che attraversano oltre sessant’anni di ricerca dell’artista, mettendo in relazione arte, società e politica. Non una retrospettiva in senso tradizionale, ma un dispositivo vivo, pensato per attivare confronto e dibattito pubblico lungo tutta la durata della mostra, in continuità con il metodo di lavoro sviluppato dalla Fondazione Pistoletto a partire dal 1994.
“Michelangelo Pistoletto ha messo in atto sul campo, da oltre sessant’anni, esperienze pratiche e filosofiche che, attraverso l’arte, collegassero il singolo alla collettività (1+1=3), rivoluzionando radicalmente il concetto stesso del fare arte”, afferma la curatrice. “Con il suo impegno artistico e sociale, Pistoletto porta l’intervento artistico nel campo d’azione della politica, impegnando l’arte, in ogni sua forma, in un’impresa sociale, culturale, economica che restituisce all’arte stessa un ruolo primario nella società contemporanea".
Un dialogo che affonda le radici nel tempo
La mostra si inserisce nel rapporto avviato tra Pistoletto e il Palazzo bolognese nel 2021 con Gregorio XIII e Michelangelo Pistoletto. Dal Rinascimento alla rinascita, esposizione che segnò l’apertura del palazzo all’arte contemporanea e alla città.
“Sono molto felice che Michelangelo Pistoletto abbia accettato il mio invito, dopo cinque anni, di realizzare una nuova mostra a Palazzo Boncompagni che ho fortemente voluto”, dichiara Paola Pizzighini Benelli, presidente della Fondazione Palazzo Boncompagni. “In questa rassegna è presente un’opera iconica come La Venere degli Stracci e si racconta il percorso che Pistoletto ha fatto da Cittadellarte a Statodellarte, toccando temi per lui centrali come la moda e il suo sviluppo sostenibile”.
Il cuore della mostra: il Tavolo del Mediterraneo
Elemento centrale del progetto è il ritorno nel capoluogo emiliano, dopo vent’anni, del Tavolo Love Difference, collocato nella Sala delle Udienze Papali. Opera simbolo del movimento Love Difference – Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, fondato dal maestro nel 2002, il grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo è circondato da sedie provenienti dai Paesi che si affacciano su questo mare.
A Palazzo Boncompagni, la superficie riflettente dell’opera dialoga con l’affresco del soffitto e con le persone che vi si siederanno intorno, trasformando lo spazio in un luogo attivo di relazione, confronto e discussione. Il Tavolo non è presentato come oggetto da contemplare, ma come strumento operativo di dialogo, coerente con l’idea di arte come relazione e responsabilità condivisa che caratterizza l’azione di Cittadellarte.
Infatti, durante il periodo di apertura della mostra, attorno al Tavolo si svilupperà un Public Program di 3 appuntamenti che riflette direttamente le pratiche di Cittadellarte. Conversazioni intorno al tavolo Love Difference, questo il titolo della rassegna, che prevede che ciascun incontro si strutturi come un tavolo di conversazione dedicato allo Statodellarte e a specifici ambiti di riflessione: Arte, spiritualità e religione; Etica, politica e intelligenza artificiale; Moda sostenibile come responsabilità culturale e sociale.
Le opere in mostra: dall’arte povera allo Statodellarte
Il percorso espositivo ripercorre i momenti chiave della ricerca di Pistoletto. Dall’esperienza de Lo Zoo (1968–70), opera fondativa dell’Arte Povera, a Il presente. Autoritratto in camicia, lavoro che anticipa i celebri Quadri specchianti, nucleo centrale della sua pratica.
In dialogo con questi lavori è esposto il Manifesto dell’apertura dello studio alla collaborazione creativa (1976), documento che segna il passaggio dall’atelier come spazio privato a luogo di condivisione e produzione collettiva. Un passaggio che anticipa la nascita di Cittadellarte come piattaforma di sperimentazione e come modello organizzativo alternativo, capace di trasformare la creatività in strumento civico.
Lungo la Loggia trovano spazio Quadro da pranzo, appartenente al ciclo degli Oggetti in meno, e una serie di opere che mettono in relazione diverse tradizioni religiose. Le sale adiacenti al Salone delle Udienze Papali ospitano La Venere degli Stracci (1966), opere dedicate all’intelligenza artificiale e un grande quadro specchiante inedito con una figura femminile che solleva il simbolo del Terzo Paradiso.
Nelle sale della Boncompagnina, plastici, video e materiali d’archivio raccontano la nascita e l’evoluzione di Cittadellarte come laboratorio permanente che mette in relazione arte, economia, politica, educazione e ambiente. Da questa esperienza prende forma il concetto di Statodellarte, inteso non solo come riflessione teorica, ma come opera collettiva in continua evoluzione e come possibile modello di organizzazione civico-politica fondato sulla Demopraxia, ovvero sull’arte come pratica condivisa e partecipata.
"Lo Statodellarte è un’opera d’arte collettiva in evoluzione perenne e una nuova forma di organizzazione civico-politica" afferma Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte. "Fondato sull’Arte della Demopraxia e sulla Formula della Creazione, o Terzo Paradiso, lo Statodellarte è un modello aperto e senza confini che mette l’arte al servizio della responsabilità condivisa, della sostenibilità e della convivenza pacifica, invitando ogni individuo ad agire per la riconciliazione tra umanità e pianeta".
Il simbolo del Terzo Paradiso, presente in modo permanente a Palazzo Boncompagni, rappresenta il fulcro simbolico dell’intero progetto: sviluppato a partire dal segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi e indica l’equilibrio possibile tra natura e artificio, riconoscendo nella creatività una responsabilità etica e sociale condivisa.
Il percorso si chiude con Il Mappamondo, che introduce la dimensione globale della ricerca di Pistoletto, aprendo lo sguardo a una rete internazionale di persone, comunità e pratiche che trovano nello Statodellarte un possibile orizzonte comune.
Alla vigilia dell’inaugurazione, la mostra si presenta dunque come un invito esplicito a ripensare il ruolo dell’arte nella società contemporanea: non rappresentazione, ma azione; non contemplazione, ma responsabilità.