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2009 Il tempo del giudizio 02
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Michelangelo Pistoletto inaugura "Il tempo del giudizio" a Milano: le religioni in dialogo tra arte, spiritualità e responsabilità

Il 16 gennaio 2026, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, il fondatore di Cittadellarte inaugura "Il tempo del giudizio": un’opera che mette in relazione le grandi tradizioni religiose attraverso lo spazio, lo sguardo e il rispecchiamento. L’opening sarà accompagnato da un dialogo pubblico tra arte e religione che riunirà rappresentanti delle principali comunità religiose, istituzioni e mondo culturale, ponendo al centro il tema della responsabilità condivisa nel presente.

Michelangelo Pistoletto

Questo venerdì pomeriggio Michelangelo Pistoletto presenterà a Milano Il tempo del giudizio, un’installazione ambientale che affronta il tema del rapporto tra spiritualità, responsabilità e convivenza nel mondo contemporaneo. L’opera, che dal 16 gennaio diventerà di proprietà della Lombardia, sarà inaugurata alla presenza dell’artista e accompagnata da un dialogo pubblico tra arte e religione, configurando la giornata come un momento di confronto aperto tra visioni, tradizioni e istituzioni.

Allestita nel foyer dell’Auditorium del Palazzo regionaleIl tempo del giudizio si configura come un tempio comune e come uno spazio di soglia: un ambiente unitario in cui le principali tradizioni religiose sono chiamate a confrontarsi non sul piano dottrinale, ma attraverso un’esperienza condivisa di riflessione e rispecchiamento. Cristianesimo, Islam, Buddismo ed Ebraismo sono evocati mediante elementi simbolici collocati di fronte a superfici specchianti: un inginocchiatoio, un tappeto da preghiera, una statua del Buddha, e, per l’Ebraismo, due grandi specchi sagomati nella forma delle Tavole della Legge.

Lo specchio, elemento centrale nella ricerca di Pistoletto, diventa qui dispositivo critico e relazionale: rimanda l’immagine a chi guarda e costringe ogni tradizione, così come il visitatore, a confrontarsi con la propria immagine, il proprio ruolo e la propria responsabilità nel presente storico.

L’installazione si pone in dialogo con la mostra UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art, attualmente in corso alla Reggia di Monza, e si inscrive in una prospettiva che attribuisce all’arte una funzione attiva: non rappresentare il sacro, ma creare le condizioni per un esercizio di consapevolezza collettiva, in cui estetica e spiritualità diventano strumenti critici per ripensare l’immaginario contemporaneo.

Come sottolinea il curatore Francesco Monico: "Il tempo del giudizio non rimanda a un verdetto trascendente o futuro, ma coincide con il presente storico. È il tempo in cui le differenze, incontrandosi nello stesso spazio, rendono inevitabile la responsabilità delle conseguenze generate. L’opera istituisce un campo relazionale in cui la spiritualità si manifesta come pratica condivisa, sottratta alla chiusura identitaria".

In occasione dell’inaugurazione, alla presenza dell’artista, si terrà alle ore 16.00 il Dialogo tra Arte e Religione, un momento pubblico di confronto che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle principali comunità religiose e del mondo istituzionale e culturale. Dopo i saluti istituzionali di Francesca Caruso, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, e di Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, interverranno Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano, Padre Antonio Spadaro, Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione, Yahya Sergio Yahe Pallavicini, Imam della Moschea al-Wahid di Milano e Vicepresidente CO.RE.IS., Svami Priyananda e Svami Govinda del Monastero induista Swaami Gitananda Ashrama Marici, un rappresentante della Comunità buddista italiana e Bartolomeo Corsini, Direttore generale della Reggia di Monza.

L’incontro sarà moderato da Francesco Monico e si concluderà con l’intervento del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Sarà presente anche Ignazio La Russa, Presidente del Senato della Repubblica italiana.

La giornata inaugurale del 16 gennaio rende dunque esplicita la natura pubblica e relazionale de Il tempo del giudizio: l’opera non si limita a essere osservata, ma diventa il contesto attivo di un confronto tra voci, esperienze e responsabilità differenti.

Pubblicazione
13.01.26
Scritto da
Sofia Ricci