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Moda e crisi climatica in scena: "Il nuovo abito di C." al Festival Teatro e Colline di Calamandrana
Sabato 25 luglio si sono tenute la performance e la mostra del progetto di Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Dispari Teatro, curato dal team di UNIDEE Residency Programs e da SCT Centre: uno show teatrale sulle orme di Cenerentola, riletta anche a partire dalla riscrittura contemporanea della fiaba proposta da Rebecca Solnit, e un'esposizione fotografica di Chiara Agostinetto che propone una sequenza di immagini dei corpi delle danzatrici "assorbiti" dalle stoffe e dei lavoratori di Filatura Astro con le maschere.
Il 25 luglio Il nuovo abito di C. ha incontrato per la prima volta il pubblico del Festival Teatro e Colline di Calamandrana. Ad accogliere il primo studio della performance e della mostra, la corte di un ex convento oggi divenuto dimora privata: un luogo raccolto e suggestivo, affacciato sulle colline astigiane, che al calare della sera ha fatto da cornice a una serata di teatro, danza e immagini. Un pubblico numeroso e partecipe ha accompagnato questo primo passaggio del progetto, seguendo il lavoro con attenzione e curiosità. Un incontro particolarmente importante per una creazione ancora in divenire, che proprio nel dialogo con gli spettatori e le spettatrici trova nuove domande e direzioni da esplorare.
Il progetto
Tra fiaba, creazione artistica e consapevolezza ecologica, Il nuovo abito di C. — dove "C" sta per Cenerentola, Chiunque, Ciascuno — apre uno spazio di ricerca che mette in relazione moda, corpo, sostenibilità e visioni del futuro. Il progetto sceglie l’arte come luogo per interrogare il presente e immaginare possibilità di trasformazione, attivando uno sguardo critico sui modelli di consumo contemporanei. Al centro, una riflessione sulla sostenibilità del sistema moda e sull’impatto della fast fashion, a partire dalla fiaba di Cenerentola e dal libro Cenerentola libera tutti di Rebecca Solnit. Sviluppato nel 2026, il progetto integra ricerca, produzione artistica e attivazione culturale, combinando linguaggi artistici e contributi scientifici in collaborazione con Mercato Circolare e Politecnico di Creta. Attraverso residenze e processi di co-creazione, coinvolge artisti, performer, designer e studenti in un percorso multidisciplinare che ha condotto alla realizzazione della mostra e dello spettacolo - proposti per la prima volta a Calamandrana -, pensati per essere presentati sia congiuntamente sia in modo indipendente. L’iniziativa mira a generare un impatto culturale e sociale promuovendo pratiche artistiche partecipative, modelli di moda sostenibile e nuove forme di consapevolezza, attivando un dialogo intergenerazionale e interdisciplinare sui rapporti tra corpo, ambiente e società.
Il dietro le quinte
Il progetto è promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, tramite il coordinamento di UNIDEE Residency Programs, e Dispari Teatro, è sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo nell'ambito del bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale. La direzione artistica è di Alessandra Rossi Ghiglione, la curatela della mostra di Alessandra Saviotti, membro dell'Advisory Board di UNIDEE Residency Programs, e il progetto degli abiti di Flavia La Rocca con la supervisione del couturier Renzo Catoni, entrambi docenti del corso di Moda Sostenibile dell’Accademia di Arti contemporanee Unidee di Biella, diretto da Maria Canella. La realizzazione modellistica e sartoriale è opera delle studentesse e degli studenti: Mariaeduarda Bellonia, Jennifer Lorenzini, Leonardo Mendes, Martina Salvemini, Agustina Tagle. Il processo si è avvalso del supporto di Cittadellarte Fashion B.E.S.T., l’uffizio di Cittadellarte che si occupa di moda sostenibile diretto da Olga Pirazzi, e della sua rete di professionisti, aziende manifatturiere e realtà impegnate nella ricerca e nella sperimentazione nell’ambito della moda e del tessile sostenibile.
La performance
Al centro del racconto c’è Cenerentola, una giovane donna immersa in un mondo dominato dagli abiti, dal desiderio di possederli e dalla necessità di appartenere a modelli imposti. La sua storia diventa così il punto di partenza per interrogare il sistema della fast fashion, i suoi effetti ambientali e sociali e il rapporto che ciascuno di noi costruisce con ciò che indossa, acquista e desidera. Curata come accennato dalla regia di Alessandra Rossi Ghiglione, la performance porta in scena Valentina Moar, coreografa e performer, e Aichatou Cherif, danzatrice, i cui corpi si muovono tra stoffe, abiti accumulati, manichini, scarti e acqua consumata. L’abito si trasforma continuamente: è promessa di cambiamento e riconoscimento, ma anche costrizione, accumulo e perdita di sé. Nel percorso di Cenerentola, però, può diventare anche occasione di scelta e liberazione.
La mostra
A dialogare con la scena, il primo studio della mostra curata da Alessandra Saviotti e prodotto da UNIDEE Residency Programs. Il percorso espositivo ha presentato due serie fotografiche dell’artista visiva Chiara Agostinetto, autrice anche delle maschere utilizzate nella performance, realizzate negli spazi di Filatura Astro. Nelle immagini, i corpi delle danzatrici vengono avvolti e quasi assorbiti dalle stoffe, fino a confondersi con esse e a dare forma a un unico organismo.
Il percorso futuro
Quella di Calamandrana è stata una tappa importante: non soltanto un’anteprima, ma il primo incontro tra l’opera e il suo pubblico. Il percorso prosegue ora verso la prima dell’opera completa, in programma il 27 novembre 2026 con il debutto alla Fondazione Pistoletto Cittadellarte di Biella.