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Palazzo boncompagni 10.2.26 180
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Religioni a confronto sull’etica del futuro: a Palazzo Boncompagni l’incontro “Arte, Spiritualità e Religioni”

Lo scorso 10 febbraio, a Bologna, il primo incontro delle “Conversazioni attorno al Tavolo Love Difference” ha riunito rappresentanti dell’Induismo, dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam attorno al “Tavolo del Mediterraneo” di Michelangelo Pistoletto. L’appuntamento, curato da Francesco Monico, si inserisce nel programma della mostra “Dalla Cittadellarte allo Statodellarte” e prosegue il percorso avviato con il progetto “UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art”.

Arte e società

Prima ancora che il pubblico prendesse posto, il dialogo era già iniziato. Nelle sale di Palazzo Boncompagni, i rappresentanti delle diverse tradizioni religiose hanno avviato un primo confronto a porte chiuse sui temi che, di lì a poco, sarebbero stati portati al centro della discussione pubblica.

Alle ore 18.00 di martedì 10 febbraio ha preso così avvio il primo appuntamento del ciclo Conversazioni attorno al tavolo Love Difference, Public Program a cura di Chiara Belliti, inserito nel programma della mostra Dalla Cittadellarte allo Statodellarte, visitabile fino al 3 giugno 2026. Luogo dell’incontro è stato il Tavolo del Mediterraneo, l’opera specchiante di Michelangelo Pistoletto che riproduce la forma del bacino mediterraneo e che, in questo contesto, viene attivata come piattaforma di confronto sui temi etici e culturali del presente.

Dopo i saluti istituzionali di Paola Benelli Pizzighini, Presidente della Fondazione Palazzo Boncompagni, ad aprire il confronto è stato Francesco Monico, che ha collocato l’incontro nel solco del progetto UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art, progetto promosso dall’Ufficio Spiritualità di Cittadellarte e presentato per la prima volta alla Reggia di Monza. In quella sede era stato formalizzato un patto interreligioso fondato sull’assunzione condivisa di responsabilità etica; l’appuntamento di Bologna si colloca in continuità con quel lavoro, ampliandone il confronto in un nuovo contesto pubblico.

Monico ha definito l’operazione in atto come un “ribaltamento della committenza”“L’arte che si è conquistata il diritto di essere territorio di libertà nel Novecento non si rivolge alla religione per fare arte cultuale, bensì si rivolge alle religioni per chiedere modelli, archetipi dell’immaginario, per ripensare il ventunesimo secolo”. In questa prospettiva, l’arte apre una domanda rivolta alle tradizioni spirituali rispetto alle trasformazioni in corso, dalla ridefinizione dell’umano all’intelligenza artificiale. Monico ha richiamato in questo senso il concetto di “algoretica”, sottolineando la necessità di elaborare un’etica dei sistemi intelligenti, tema che sarà al centro del prossimo Tavolo.

Michelangelo Pistoletto ha riportato il confronto al tema dell’etica come possibile fondamento comune tra le religioni: “Dobbiamo superare il concetto di morale e portarlo sul tema originario che è quello dell’etica”. Distinguendo la morale dall’etica, l’artista ha rilanciato il concetto di pace preventiva“Per me questa l’idea nasce da quando Bush e Blair hanno dichiarato guerra preventiva all’Iraq. Noi dobbiamo sovvertire quel concetto con la pace preventiva”. Quest'ultima viene così proposta come orientamento culturale: intervenire sulle cause profonde del conflitto attraverso un lavoro preventivo sul piano etico e spirituale.

Padre Antonio Spadaro ha concentrato il proprio intervento sul rapporto tra tecnologia e spiritualità, osservando come l’innovazione tecnica intercetti desideri antropologici antichi: “La tecnologia non è nient’altro che una forma di espressione del desiderio di una trascendenza”. Riferendosi all’intelligenza artificiale, ha evidenziato come essa incarni aspirazioni quali l’onniscienza e la connessione permanente, sollecitando le tradizioni religiose a misurarsi con queste nuove forme simboliche.

Il dialogo ha coinvolto anche Swamini Shuddhananda Giri, che ha richiamato la centralità della relazione tra essere umano e natura nella tradizione induista, sottolineando la responsabilità spirituale verso l’equilibrio del vivente; Rav Joseph Levi, che ha ricordato come nella cultura ebraica la figura del Golem rappresenti da secoli una riflessione sul rapporto tra creazione, tecnica e limite; e l’Imam Nader Akkad, che ha ribadito l’esigenza di un quadro etico condiviso capace di orientare le trasformazioni tecnologiche nel rispetto della dignità umana.

Presenza istituzionale di rilievo è stata quella del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha sottolineato il valore del dialogo interreligioso come pratica concreta e quotidiana, richiamando la responsabilità delle comunità religiose nel contribuire alla coesione sociale e alla costruzione di percorsi di pace.

Il confronto, ispirato al principio trinamico elaborato da Michelangelo Pistoletto, non ha cercato sintesi forzate, ma ha messo in relazione posizioni differenti, lasciando emergere punti di contatto e nodi critici. Il pubblico, numeroso, ha seguito con attenzione l’intero incontro e ha contribuito al dibattito con domande puntuali sui temi dell’etica, della trasformazione tecnologica e della responsabilità delle comunità religiose.

Con questo primo appuntamento prende avvio il ciclo dei Tavoli che accompagnerà la mostra con ulteriori momenti di approfondimento, dedicati a Intelligenza Artificiale, Etica e Impresa e alla Moda Sostenibile. Un Public Program che prosegue il lavoro avviato il 10 febbraio, mantenendo aperto il confronto tra arte, sistemi culturali e scenari contemporanei.

Pubblicazione
13.02.26
Scritto da
Sofia Ricci