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"Venice Climate Week 2026": Cittadellarte porta il Terzo Paradiso al centro della diplomazia climatica
Dal "Matrimonio con la Laguna" ai panel dedicati alla Pace Preventiva e al ruolo dell'arte nella crisi climatica, Michelangelo Pistoletto e Paolo Naldini hanno portato alla Venice Climate Week la visione della Fondazione Pistoletto: trasformare la cultura in uno strumento capace di anticipare i conflitti, costruire responsabilità condivisa e immaginare nuovi equilibri tra natura e artificio.
C'è un'immagine che sintetizza il contributo di Cittadellarte alla seconda edizione della Venice Climate Week: un gruppo di persone che, nella mattina del 3 giugno, entra in Piazza San Marco portando un lungo cordone bianco. Poco alla volta il cordone disegna il simbolo del Terzo Paradiso. Intorno, Venezia si prepara ad accogliere oltre cento relatori provenienti da più di trenta Paesi per una settimana di incontri dedicati al tema Planet Aqua. Planet Peace, mentre la piazza diventa il primo luogo di confronto tra arte, ambiente e responsabilità collettiva.
Non è stata soltanto la performance inaugurale della manifestazione. È stata la dichiarazione d'intenti con cui la Fondazione Pistoletto ha scelto di aprire la propria partecipazione alla rassegna veneziana: ricordare che la crisi climatica richiede una trasformazione culturale capace di ridefinire il rapporto tra esseri umani e natura.
Un matrimonio con la Laguna
Organizzato dalla Fondazione Pistoletto, il flash mob "Matrimonio con la Laguna" ha reinterpretato in chiave contemporanea una delle più antiche tradizioni veneziane, trasformandola in un gesto pubblico di riconoscimento della Laguna come soggetto di diritti. Attorno al simbolo trinamico, i partecipanti hanno infatti dato vita a una cerimonia simbolica ispirata alla Dichiarazione dei Diritti della Laguna di Venezia, rinnovando un patto di responsabilità reciproca tra la comunità umana e il suo ecosistema.
Nel videomessaggio realizzato in occasione dell'iniziativa, Michelangelo Pistoletto ha richiamato il significato più profondo del segno-simbolo: "Dobbiamo realizzare nel cerchio centrale l'incontro tra natura e artificio per avere una nuova situazione, un nuovo mondo che dobbiamo creare. Il cerchio centrale può essere riempito da una catastrofe oppure da un sistema nuovo di virtù, di equilibrio e di armonia. Sta a noi, oggi, come esseri creatori, costruire un nuovo governo del pensiero e della pratica". Parole che acquistano una forza particolare proprio a Venezia, città costruita sull'acqua e oggi tra i luoghi simbolo della vulnerabilità climatica.
L'arte prima della crisi
La riflessione proposta da Cittadellarte è proseguita poche ore dopo alle Procuratie di Piazza San Marco con Ethics, Art & Humanity, incontro che ha visto Pistoletto e Paolo Naldini dialogare con Cristiano Seganfreddo attorno al concetto di Pace Preventiva.
Se la diplomazia interviene tradizionalmente quando un conflitto è già esploso, la Pace Preventiva invita ad agire prima che la frattura si produca. Un principio che può essere esteso anche alla crisi climatica: così come si cerca di prevenire le guerre tra i popoli, è necessario prevenire anche i conflitti con l'ambiente, intervenendo prima che gli squilibri ecologici diventino catastrofi irreversibili. L'invito è dunque a spostare l'azione dall'emergenza alla prevenzione, costruendo oggi le condizioni per evitare le crisi di domani.
Rendere visibile l'invisibile
Il percorso è proseguito sabato 6 giugno all'Ocean Space, dove Paolo Naldini è intervenuto nel panel Visualizing the Invisible – Art, Power, and the Geography of Climate, insieme al fotografo Davide Monteleone e a Barbara Tagliaferri, Chief Brand & Communications Officer e Head of Arts & Culture di Deloitte.
Il confronto ha affrontato una delle domande centrali dell'intera Venice Climate Week: come rappresentare processi climatici spesso invisibili? Quale contributo può offrire l'arte nel costruire una consapevolezza collettiva delle trasformazioni ambientali?
Per Naldini, il compito della cultura consiste proprio nel restituire uno spazio pubblico fondato sulla relazione e sulla responsabilità. "Lo spazio pubblico del contemporaneo non può più essere lasciato ai sentimenti della paura e del cinismo ostentato. Le civiltà che abbiamo edificato si sono fondate anche sulla nostra intelligenza affettiva ed emozionale. Portiamo fratellanza, amore, compassione, generosità, fiducia ed empatia nello spazio pubblico: solo così potremo affrontare le crisi generalizzate e rifondare il nostro stare al mondo, con il mondo".
Il suo intervento ha dunque riportato al centro una convinzione che attraversa tutta l'esperienza di Cittadellarte: la transizione ecologica non è soltanto una questione ambientale, ma un processo culturale che riguarda il modo in cui immaginiamo il futuro e costruiamo relazioni tra persone, territori e istituzioni.
Venezia come laboratorio internazionale
Promossa dal Future Food Institute e riconosciuta come attività ufficiale della United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development, la Venice Climate Week ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e delle Nazioni Unite, ricercatori, amministratori, imprese, artisti e attivisti provenienti da oltre trenta Paesi.
Tra i principali risultati della settimana figurano la presentazione del percorso delle Blue Communities, nuove reti territoriali dedicate alla resilienza idrica, e un confronto internazionale sulle strategie necessarie per affrontare la crescente vulnerabilità climatica.
In questo scenario, il contributo di Cittadellarte ha rappresentato la voce della cultura all'interno di un dialogo scientifico e istituzionale. Le azioni realizzate durante la settimana hanno mostrato come l'arte possa contribuire non soltanto a sensibilizzare, ma anche a generare pratiche di partecipazione e favorire processi di trasformazione.
Per Michelangelo Pistoletto, il Terzo Paradiso continua a indicare la direzione di questo percorso. "Siamo in fase di creazione di un nuovo mondo. Due elementi esistono sempre per creare un terzo elemento che prima non esisteva. Sta a noi riempire quel centro di equilibrio, armonia e responsabilità." Alla Venice Climate Week 2026 quel "terzo elemento" ha assunto la forma di un dialogo tra arte, scienza, istituzioni e società civile.