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Il presente
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Alla scoperta delle opere di Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte #1 - "Il presente"

Quali opere del maestro si possono vedere in Fondazione? Su Eco di Biella e, parallelamente, sul nostro Journal mettiamo in luce con una rubrica mensile curata dall'Archivio Pistoletto alcuni dei lavori più significativi del fondatore di Cittadellarte: il primo episodio è dedicato a "Il presente".

Terza pagina

A partire dagli anni Sessanta la presenza di opere di Michelangelo Pistoletto in prestigiose collezioni private e museali si è andata costantemente accrescendo. Oggi sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di più di 130 musei in tutto il mondo. L’istituzione dove è tuttavia esposta permanentemente una più ampia selezione di sue opere, che ripercorre le diverse fasi della sua lunga ricerca artistica, è Cittadellarte a Biella. 

In una serie di appuntamenti mensili ospitati su queste pagine, a cura dell’Archivio Pistoletto, verranno presentate alcune delle opere di Pistoletto più rappresentative esposte a Cittadellarte.

Un’intera sala espositiva è dedicata all’intensa ricerca artistica incentrata sull’autoritratto che ha caratterizzato la produzione di Pistoletto nella seconda metà degli anni Cinquanta. Si tratta inizialmente di opere fortemente materiche e ai limiti dell’informale, nelle quali il viso dell’artista dipinto frontalmente occupa l’intera superficie di grandi tele. Successivamente la ricerca va focalizzandosi sul rapporto tra la figura umana e il fondo. Significative in tal senso sono ad esempio Uomo sul sofà e Uomo che dorme, due opere che presentano una figura umana, seduta o sdraiata, con una vetrata luminosa che irradia luce alle sue spalle. In alcune opere realizzate nel corso del 1960 come Autoritratto oro e Autoritratto argento, la persona, dipinta ora a dimensioni reali, raffigurata frontalmente, in piedi, vestita anonimamente in giacca e cravatta, va assumendo un carattere sempre più immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano.

Una svolta fondamentale avviene nel 1961, quando Pistoletto, dopo aver steso sulla tela un fondo nero e uno spesso strato di vernice trasparente, apprestandosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza più bisogno di usare lo specchio per osservarsi. Profondamente colpito da questa scoperta, realizza nel corso dell’anno con questa tecnica diversi lavori - ritraendosi in posizione seduta, in piedi, di fronte e di spalle - nel cui titolo compare sempre l’espressione “Il presente”, ad indicare il rapporto di istantaneità che queste opere creano tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta. 

Quando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l’ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo più guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela. Nel quadro successivo girai la figura di spalle, perché ancora gli occhi dipinti erano artificiali, mentre quelli del riflesso apparivano veri” - (M. Pistoletto, Il rinascimento dell’arte, 1979).

L'uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell'ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto di istantaneità che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre “presente” che concentrava in sé il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo” - (M. Pistoletto, Oggetti in meno, La Bertesca, 1966).

Per approfondimenti sulle opere di Pistoletto si rimanda al sito ufficiale dell’artista: www.pistoletto.it




Immagine di copertina: Michelangelo Pistoletto, Il presente – Autoritratto in camicia (1961) e Il presente – Autoritratto di schiena (1961), entrambi olio su tela, cm 200 x 150. Foto: Pierluigi Di Pietro.
Pubblicazione
07.04.26