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Alla scoperta delle opere di Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte #2 - I Quadri specchianti
Quali opere del maestro si possono vedere in Fondazione? Mettiamo in luce con una rubrica mensile curata dall'Archivio Pistoletto alcuni dei lavori più significativi del fondatore di Cittadellarte: il secondo episodio è dedicato ai Quadri specchianti.
Secondo appuntamento mensile, a cura dell’Archivio Pistoletto, nel quale vengono presentate alcune delle opere di Pistoletto più rappresentative esposte a Cittadellarte. Dopo la svolta fondamentale del 1961, presentata nello scorso appuntamento, con cui Pistoletto nella serie di autoritratti intitolati Il Presente rende riflettente la tela, vediamo ora come nel corso del 1962 mette a punto la tecnica con la quale egli produce i Quadri specchianti, le opere che gli hanno dato il primo riconoscimento internazionale e di cui è esposta a Cittadellarte un’ampia selezione.
Per rendere maggiormente riflettente il fondo, dopo diversi esperimenti condotti tra il 1961 e il 1962, individua nell'acciaio inox lucidato a specchio il materiale più idoneo. Per dare la massima obiettività anche alla figura, decide infine di utilizzare la fotografia. Su una lastra di acciaio inox lucidato a specchio applica quindi un’immagine, dipinta a mano su carta velina, ottenuta ricalcando una fotografia ingrandita a dimensioni reali. A partire dal 1973 questo procedimento verrà sostituito dalla tecnica serigrafica. Le caratteristiche essenziali dei Quadri specchianti sono: l’inclusione nell’opera dello spettatore; la dimensione del tempo; la congiunzione di opposte polarità (statico/dinamico, superficie/profondità, assoluto/relativo); il non essere più una finestra virtuale aperta su una porzione del mondo che esclude l’artista e lo spettatore, come avveniva nella prospettiva rinascimentale del quadro. A differenza di tale prospettiva, rivolta esclusivamente in avanti, il Quadro specchiante offre una prospettiva circolare, in quanto lo spettatore si trova incluso tra la virtualità dell’esistente che gli sta di fronte e la realtà che sta alle sue spalle.
I Quadri specchianti vengono esposti per la prima volta in una mostra di Pistoletto alla Galatea di Torino nell’aprile del 1963. Dopo l’inaugurazione Pistoletto conosce i galleristi Ileana e Michael Sonnabend, che si recano a Torino, visitano la sua mostra, la acquistano in blocco e rilevano il precedente contratto tra l’artista e la Galatea. Grazie alla partnership tra Ileana Sonnabend e il gallerista newyorkese Leo Castelli, Pistoletto viene rappresentato in Europa dalla Sonnabend e negli Stati Uniti da Castelli, due tra i galleristi più prestigiosi del momento.
"Atto sodale" (2018). Foto: Agostino Oslo.
Pochi mesi dopo Pistoletto accompagna il giovane gallerista torinese Gian Enzo Sperone alla Galleria Sonnabend, dove è in corso una personale di Roy Lichtenstein, e lo incoraggia ad esporre nella sua galleria i lavori della Pop Art. Inizia così una triangolazione Torino-Parigi-New York che risulterà determinante, in seguito alla nascita dell'Arte Povera nel 1967, per la diffusione delle nuove ricerche artistiche italiane in Europa e negli Stati Uniti e di quelle statunitensi in Italia.
Con i Quadri specchianti Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento internazionale. Partecipa nel 1964 a una serie di grandi mostre europee dedicate a Nuova Figurazione, Pop Art e Nuovo Realismo. È invitato a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in importanti gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti.
Tra gli storici Quadri specchianti realizzati tra il 1962 e il 1972 con la tecnica della velina dipinta, è possibile vedere oggi a Cittadellarte Uomo appoggiato (1966) il cui soggetto è proprio il gallerista Gian Enzo Sperone. Un Quadro specchiante con lo stesso soggetto, in posizione leggermente diversa, realizzato due anni prima e intitolato Uomo con pantaloni gialli, è custodito al Museum of Modern Art di New York.
All’interno dell’ampia selezione di Quadri specchianti realizzati con tecnica serigrafica esposti a Cittadellarte, si possono menzionare Atto sodale (2018), Ghepardo in gabbia (2020) e Passaggio sbarrato (2020), tre opere che presentano alcuni soggetti ricorrenti in molti Quadri specchianti, come gabbie, barriere, transenne, cancelli, reticolati. Essi costituiscono un contrappunto dialettico al varco attivato dai Quadri specchianti, che come una porta mettono in comunicazione lo spazio reale dell’ambiente e la dimensione virtuale che ne scaturisce.