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Arte e industria cambiano il tessile
Su Eco di Biella, per tutto il 2026, viene data voce al direttore di Cittadellarte con una nuova rubrica mensile, che si accompagnerà ad altre tre dedicate alla Fondazione Pistoletto: in questa seconda uscita dell’anno Paolo Naldini racconta la storia di un imprenditore che, ispirato dall’arte, trasforma il proprio lavoro in un progetto di sostenibilità. Il riferimento è ad Andrea Venier, che, colpito dalla Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto, trova l’idea per innovare la tintura tessile riutilizzando fibre di abiti usati, dando vita a un processo circolare. Un esempio di come arte, impresa ed etica possano unirsi e generare bellezza e responsabilità.
Questa è la storia di un imprenditore che incontra l’arte e inventa un processo produttivo di successo basato sulla sostenibilità.
Andrea* lavora nell’azienda di famiglia, tra i suoi prodotti parte importante hanno gli Ausiliari per tintura. Non è roba del tutto irrilevante dal punto di vista dell’impatto ambientale, anche quando pienamente in regola con tutte le prescrizioni di legge. Ma necessaria per l’industria. Andrea ha una vocazione personale a diventare una persona migliore senza raccontarsela convincendosi di essere senza macchia. Così ha questo tarlo: come può la nostra attività diminuire l’impatto ambientale?
Un giorno porta alcuni amici e colleghi di lavoro a Cittadellarte; una giovane guida li accompagna per quasi due ore negli spazi del vecchio stabilimento industriale diventato scuola di arte impegnata e museo delle opere di Pistoletto. Si imbattono in una statua di Venere di stampo neoclassico, bianca e pura, che regge o forse viene investita da una catasta di stracci colorati. È la famosa opera di Pistoletto la Venere degli Stracci del 1967.
Resta affasciato e turbato.
C’è qualcosa di bello e di inquietante, stracci che raccontano la fine della vita dei prodotti consumati e la statua che parla di immortale grazia e dolcezza. Contrasto. Eppure, com’è che stanno così bene insieme?
Nei giorni seguenti quell’immagine torna. E si accompagna alla ricerca di Andrea di come la sua attività potrebbe essere altrettanto bella.
Torna a Cittadellarte e incomincia a partecipare alle attività del programma di moda sostenibile B.E.S.T.; seminari, visite, incontri, lezioni. Tema: come fare tessile e moda in modo responsabile, sostenibile, circolare, meno impattante, più pulito, ma sempre bello e di massima qualità.
Poi, trovandosi presso una filatura, nota con più attenzione che mai la polvere colorata che si raccoglie sui macchinari al passare dei filati già tinti. E qui scatta un’idea: se usassimo questa polvere per tingere? Ne parla ai suoi colleghi tecnici. Andrea pensa alla Venere degli Stracci: e se usassimo quegli stracci direttamente, invece che la polvere? Arriva così a brevettare Recycrom™️che crea una linea completa di polveri di pigmento per tintura usando fibre tessili di abiti usati e avanzi di produzione.
E sì, nel nostro territorio avvengono cose così: innovazione e creatività nel business alimentate dall’arte e dalla cultura, dal bello, e dalla vocazione personale non solo di intraprendere, ma di agire come una forza che spinge verso il bene.
Business e etica possono stare benissimo insieme. In Italia questo binomio ha creato civiltà e bellezza, anche nel paesaggio e nel rapporto con la natura, in modi che tutto il mondo viene a scoprire con senso di meraviglia.
Sono gli stessi paesaggi in cui il lavoro ha visto padroni e operaie stringere patti fondati sulla dignità e sul rispetto, offrendo esempi di civiltà che sono alla base della comunità che unisce persone diverse, anche su basi di contrapposizione di interessi.
C’è una formula che può coniugare con armonia gli opposti, e si può applicare alle relazioni sindacali come ai processi produttivi della chimica tessile, e in ogni altro ambito: è la formula del Terzo Paradiso o della Creazione. Questa formula non ti dà la soluzione, non ha spiegato ad Andrea come fare il suo lavoro; ma lo ha stimolato a cercare lui stesso la soluzione unendo gli opposti: gli stracci e la Venere, gli abiti usati e il pigmento per tingere.
Non è un miracolo. È l’intelligenza umana. E il nostro desiderio di armonia, pace e bellezza.