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Arte, educazione, dialogo interculturale: il Terzo Paradiso per la prima volta in Tanzania
Un progetto di arte partecipativa che unisce solidarietà e creatività: tra il 20 e il 22 gennaio è stata realizzata un'opera del simbolo trinamico di Michelangelo Pistoletto presso la scuola di Bella Esperanza ODV. “Da questa esperienza - ha affermato il coordinatore degli ambasciatori Rebirth Francesco Saverio Teruzzi - ho scoperto che il Terzo Paradiso vive nei gesti condivisi, nel silenzio che ascolta e nelle mani che costruiscono insieme".
L'arte del segno trinamico accolta in Tanzania: per la prima volta nell'Africa Subsahariana è stato realizzato un Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto nella scuola di Bella Esperanza ODV. L'opera è frutto di un’iniziativa co-progettata da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, Hexisart e Bella Esperanza (BE), con la curatela di Tommaso Venco e Francesco Saverio Teruzzi, tutto in in collaborazione con le suore Teresine a Ugwachanya nei pressi di Iringa e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Tanzania. Il progetto, tenutosi dal 20 al 22 gennaio, si è attivato attraverso la realizzazione di un murale e di una performance partecipativa, coinvolgendo i bambini, la comunità locale e una rete di creativi della community internazionale di Bella Esperanza, chiamati “BE Friends” e con l’incontro con i Maasai. “Nell’esperienza in Tanzania - ha affermato Michelangelo Pistoletto - con i giovani studenti di Bella Esperanza ODV e con l’incontro con il popolo Maasai, il Terzo Paradiso è diventato uno spazio di corresponsabilità: mimi, wewe, sisi (io, tu, noi). Il murale, con la natura in alto e le impronte delle mani dei bambini e delle bambine in basso, afferma che il futuro non può essere delegato, ma costruito insieme fin dall’infanzia. La pace nasce quando la società riconosce la natura e l’umanità come un unico corpo”.
Il murale, realizzato dagli artisti tanzaniani Happy Roberts e Frank Chillo insieme ai bambini della scuola, integra simbolicamente natura e umanità. Le impronte delle mani dei più piccoli nell'opera sono diventate segno tangibile di un futuro che non può essere delegato ma costruito insieme. La dimensione musicale è stata parte integrante dell’esperienza grazie alla partecipazione di Dully Sykes, icona della musica tanzana “Bongo Flava” che ha contribuito a rendere la performance un atto collettivo e intergenerazionale. “In Tanzania ho scoperto che il Terzo Paradiso vive nei gesti condivisi, nel silenzio che ascolta e nelle mani che costruiscono insieme. L’educazione nasce dall’incontro, la pace cresce nella cura quotidiana, e la partecipazione fiorisce quando ci si mette allo stesso livello. Ho imparato che costruire futuro significa prima di tutto coltivare relazioni”, ha spiegato il coordinatore degli ambasciatori Rebirth Francesco Saverio Teruzzi.
In occasione del progetto, l’Ambasciatore d’Italia in Tanzania Giuseppe Coppola ha visitato la scuola, evidenziando il valore culturale ed educativo dell’iniziativa focalizzata sull’arte contemporanea italiana. Sottolineando come l’iniziativa confermi la vitalità delle relazioni “people-to-people” tra Tanzania e Italia, l’Ambasciatore Coppola ha osservato che “questo progetto dimostra come arte ed istruzione possano diventare strumenti di dialogo e cooperazione tra i due Paesi, a beneficio delle nuove generazioni”. L’iniziativa è stata inoltre presentata alla Ruaha Catholic University (RUCU) di Iringa, come occasione di confronto istituzionale e accademico, ed è culminata con un evento ufficiale presso la residenza dell’Ambasciatore a Dar es Salaam, a conferma del suo rilievo culturale e diplomatico.
“L’idea di mettere in dialogo le due realtà mi è nata in modo quasi naturale: conoscendole a fondo e riconoscendone le affinità, è stato possibile dare forma a un incontro in cui l’arte contemporanea si è attivata in un contesto educativo e comunitario, aprendo nuove letture culturali”, ha aggiunto Tommaso Venco. La collaborazione riflette la visione di Bella Esperanza ODV, che promuove un approccio contemporaneo al terzo settore, fondato su partecipazione, trasparenza e collaborazione tra comunità locali e network internazionali, integrando educazione e creatività come pilastri di un modello nuovo e sostenibile. “Stiamo sviluppando una charity contemporanea rivolta alle nuove generazioni, orientata a favorire il dialogo tra culture e a promuovere un cambiamento sociale condiviso attraverso la creatività e i linguaggi universali dell’arte, della musica e dello sport. In questo contesto, l’arte assume per noi un ruolo concreto di responsabilità collettiva. Portare il Terzo Paradiso in Tanzania significa contribuire alla costruzione di una visione comune di futuro, in cui educazione e creatività operano come strumenti strategici di sviluppo e trasformazione sociale”, ha dichiarato Alexandra Pfeifer, fondatrice e presidente dell’organizzazione.
Nuove attivazioni del progetto sono previste nei prossimi mesi anche in Italia, tra Milano, Venezia e Bolzano, mentre è in fase di sviluppo una seconda installazione di grande scala in Tanzania.