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Cittadellarte - Casadellarte, dell’arte dell'accoglienza

In occasione della ventottesima edizione di Arte al Centro, il nostro direttore Paolo Naldini ha riflettuto sull’apertura dell’Hotel Cittadellarte come nuovo capitolo nella trasformazione del complesso di archeologia industriale sul fiume Cervo. Un progetto di ospitalità che intreccia arte, accoglienza e rigenerazione territoriale, trasformando il soggiorno in un’esperienza di incontro e partecipazione.

Arte e società

Arte al Centro 2026 inaugura l'Hotel Cittadellarte: un nuovo capitolo nella storia del complesso sul Cervo.

C'è un'idea antica come l'umanità stessa al cuore di Arte al Centro 2026: che la casa possa essere casa anche per altri. Non per obbligo, non per convenienza, ma per quella straordinaria capacità cooperativa che — come ci ricordano decenni di ricerche antropologiche — ha fatto della nostra specie la più collaborativa del pianeta. Non le formiche, non le api: siamo noi, con la nostra capacità di cooperare in modo intenzionale, consapevole e trasmissibile, ad avere costruito civiltà.

Cittadellarte ha sempre incarnato questa visione. Il complesso di archeologia industriale lungo l'asta del torrente Cervo — un tempo sede del lanificio Sella, poi di altre imprese che nei secoli hanno intrecciato le loro storie con le acque di questo territorio — compie quest'anno un nuovo passo nella sua trasformazione: apre l'Hotel Cittadellarte, uno spazio di ospitalità che non è semplicemente un albergo, ma un organo connesso al corpo vivo della fondazione.

Chi vi soggiorna non trova solo una stanza. Trova un programma: le Terme Culturali, pensate come format esperienziale per gruppi di partecipanti in cui la cura della sensibilità non è un ritiro dal mondo, ma una preparazione al mondo. Laboratori creativi, momenti di confronto, visite guidate, spazi di riflessione con counselor professioniste. E nelle camere, una mostra diffusa con opere di Giuseppe Stampone, a cura di Ilaria Bernardi: l'arte che abita insieme agli ospiti, che li accompagna nel sonno e nel risveglio, che trasforma il passaggio in incontro.

A gestire l'hotel sono Ugo Pellegrino ed Eugenio Rosano, imprenditori arrivati nel Biellese nel 2016 come "forestieri" — e rimasti, scommettendo su questo territorio con un gruppo alberghiero che oggi conta 150 camere e 50.000 soggiorni l'anno. La loro storia è emblematica di ciò che Biella Città Arcipelago cerca di costruire: un territorio che sa accogliere chi arriva, e che attraverso quell'accoglienza si rigenera.

Il turismo culturale non è una nicchia: è una delle leve più potenti di rigenerazione socioeconomica per un territorio come il Biellese, che da decenni affronta il calo demografico e la contrazione del suo storico distretto tessile. I dati parlano da soli — oltre 141.000 arrivi e 300.000 pernottamenti nel 2024, con una traiettoria in crescita — ma la vera partita non è sui numeri. È sul modello. E il modello che Cittadellarte propone è quello di un'ospitalità fondata sull'arte come pratica di connessione: tra discipline che non si parlano, tra culture che non si conoscono, tra l'inconscio dell'artista e quello di chi lo incontra.

Perché l'arte — come il sogno — è il canale strutturato attraverso cui qualcosa di profondo e collettivo trova forma e parola. Quando un artista riesce a esprimere ciò che abita l'inconscio comune, costruisce ponti che nessun altro linguaggio sa costruire. L'Hotel Cittadellarte vuole essere uno di questi ponti: un luogo in cui il visitatore non è solo ospite, ma partecipe di una ricerca condivisa sul senso della vita quotidiana.

Arte al Centro, ventottesima edizione. Una data, il 15 maggio. Un luogo, Biella. Un'idea: che accogliere l'altro non indebolisca — come la biodiversità non indebolisce un bosco — ma generi, attraverso la tensione creativa tra differenze, ciò che ancora non c'era.

Paolo Naldini
Biella, maggio 2026

Pubblicazione
26.08.26
Scritto da
Paolo Naldini