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“Ecosystems as Living Communities”: si avvicina la scadenza per candidarsi alla terza edizione della residenza UniCredit a Cittadellarte
Dopo il successo delle prime due edizioni, Fondazione Pistoletto e UNIDEE Residency Programs, in collaborazione con UniCredit Group, rilanciano per il 2026–27 la open call “Ecosystems as Living Communities”: due residenze di produzione rivolte ad artisti e artiste emergenti impegnati nell’esplorazione delle sfide ecologiche contemporanee. C’è tempo fino al 6 settembre per candidarsi.
Mancano ormai pochi giorni alla chiusura della open call per la terza edizione di Ecosystems as Living Communities, il progetto promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte e UNIDEE Residency Programs in collaborazione con UniCredit Group. Un appuntamento che, dopo due edizioni di grande partecipazione e risultati, torna nel 2026–27 per sostenere ancora una volta la ricerca e la produzione artistica attorno alle grandi questioni ecologiche del presente.
La scadenza per presentare la propria candidatura è fissata a domenica 6 settembre 2026 alle ore 23.59. L’open call selezionerà due artisti, uno italiano e uno internazionale residente in Europa, che saranno accompagnati in un percorso di ricerca e produzione a Cittadellarte.
Un progetto nato per mettere in relazione arte ed ecologia
Ecosystems as Living Communities nasce nel 2024 dalla collaborazione tra UniCredit Group, Fondazione Pistoletto Cittadellarte e UNIDEE Residency Programs con l’obiettivo di sostenere pratiche artistiche capaci di confrontarsi con le sfide ecologiche contemporanee. Fin dalla prima edizione, il progetto ha posto al centro la possibilità di considerare gli ecosistemi non come semplici contesti da osservare, ma come comunità interconnesse di esseri umani e non umani, invitando a superare una prospettiva esclusivamente antropocentrica in favore di una visione ecocentrica.
La prima edizione, realizzata nel 2025, ha visto protagonisti Despina Charitonidi e Davide Tagliabue. Le loro residenze hanno trasformato Cittadellarte e il territorio biellese in un laboratorio di ricerca, mettendo in relazione pratiche artistiche, conoscenze locali, discipline differenti e questioni ambientali. Per Charitonidi il punto di partenza è stato il rapporto tra gli ambienti oceanici, il suono e le forme di comunicazione dei mammiferi marini, mentre Tagliabue ha indagato invece il ciclo produttivo dell’allevamento di polli e la possibilità di trasformare materiali organici di scarto in materia artistica.
Il successo della prima esperienza ha portato al rinnovo della collaborazione e alla seconda edizione del progetto, sviluppata nella primavera del 2026. Le protagoniste sono state Emma Zerial ed Eliza Collin, che hanno portato avanti due ricerche differenti ma accomunate dall'attenzione alle relazioni tra esseri umani e altre forme di vita nell’ambiente montano. Zerial ha indagato come le tecnologie di rilevamento geologico e le logiche estrattive operino una trasformazione percettiva del paesaggio concentrandosi in particolare sulle trasformazioni legate alla cosiddetta “transizione verde”. Collin ha invece esplorato le ecologie alpine adattive e resilienti, interrogandosi su come il cambiamento climatico stia modificando specie, ecosistemi e pratiche culturali nelle aree montane. Anche in questa edizione la ricerca è stata costruita attraverso il confronto con tutor, ricercatori ed esperti provenienti da ambiti scientifici, tecnologici e umanistici, oltre che attraverso il rapporto con il territorio e la società civile.
La terza edizione: nuove ricerche per immaginare futuri possibili
È su queste esperienze che prende forma la terza edizione di Ecosystems as Living Communities. Il tema resta quello degli ecosistemi intesi come comunità viventi e interconnesse, ma la nuova open call invita gli artisti a confrontarsi con le trasformazioni ecologiche in una prospettiva globale, contemporanea e futura, sviluppando visioni positive e rigenerative di futuri desiderabili. Le proposte potranno esplorare il rapporto tra esseri umani e non umani, mettendo in discussione le prospettive antropocentriche e promuovendo un approccio ecocentrico.
La call incoraggia ricerche artistiche capaci di attraversare diversi ambiti: dagli approcci tecnologici alla trasformazione ecologica al coinvolgimento delle comunità e alla sensibilizzazione ambientale; dalle ecologie circolari e rigenerative alle ricerche dedicate all’acqua e agli elementi naturali — aria, suolo, minerali e biodiversità — e al loro ruolo nella costruzione di ecosistemi resilienti e di futuri sostenibili.
Le due residenze sono pensate come piattaforme di ricerca collaborativa e interdisciplinare. I due artisti selezionati lavoreranno in relazione con tutor, ricercatori ed esperti e potranno attivare connessioni con associazioni, industrie, organizzazioni e membri della società civile. Il percorso si svilupperà tra dicembre 2026 e aprile 2027, con una fase di preparazione a dicembre, un periodo di ricerca e pre-produzione tra gennaio e febbraio, la produzione tra febbraio e marzo e, ad aprile, la preparazione della mostra e la presentazione pubblica dei lavori a Cittadellarte.
Come nelle precedenti edizioni, le opere realizzate durante la residenza entreranno a far parte della UniCredit Art Collection, una delle maggiori collezioni d’impresa in Europa, con una particolare attenzione agli artisti giovani ed emergenti. Un passaggio che permette alle ricerche sviluppate a Cittadellarte di proseguire il proprio percorso anche oltre la residenza, attraverso la loro presentazione in diversi contesti espositivi.
Ancora pochi giorni per candidarsi
La call è rivolta ad artisti, designer, architetti, fashion designer, musicisti, filmmaker e altri professionisti della cultura emergenti, le cui pratiche creative affrontino questioni ecologiche contemporanee. Sono incoraggiati approcci interdisciplinari e sperimentali, così come candidature provenienti da differenti discipline, media e metodologie.
Per partecipare è necessario compilare il form online e presentare, in lingua inglese, un Project Proposal e un Portfolio and CV. Il progetto dovrà spiegare la relazione con il tema principale della residenza, indicare gli ambiti di ricerca coinvolti, le forme di interdisciplinarità che si intendono attivare e la forma prevista per l’opera finale.
La selezione sarà affidata all’Advisory Board di UNIDEE Residency Programs — Andy Abbott, Beatrice Catanzaro, Juan Sandoval, Alessandra Saviotti e Angela Serino — in dialogo con Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte. I candidati selezionati saranno individuati entro la metà di ottobre 2026.
Consulta la open call e presenta la candidatura