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Il Sessantotto
“L’arte rispecchia la società e ne offre, anche se indirettamente, le proposizioni”. Vi proponiamo il testo di Michelangelo Pistoletto "Il Sessantotto", pubblicato in “Flash Art” n. 147 a Milano nel dicembre del 1988.
Terza pagina
Una risposta della gente rivolta alla radice creativa, purtroppo espressa senza la coscienza di chi fa l’arte che è divenuta strumento della politica. Così quella grande illuminazione pacifica è stata in parte riassorbita dal potere e in parte dall’aggressione al potere.
Comunque il ’68 rimane il passaggio decisivo di un sistema culturale ancora legato ai millenari costumi dell'economia agricola ad una nuova psicologia sociale che nasce dalla totale trasformazione dei ruoli.
L’arte rispecchia la società e ne offre, anche se indirettamente, le proposizioni.
Essa nel ’68 ha potuto uscire allo scoperto trovandosi corrisposta apertamente al di là delle strutture che normalmente la contengono.
Nell’incontro-scontro interpersonale gli artisti hanno vissuto oltre i confini concreti delle zone precluse, anche nello scambio disciplinare.
La capacità dell’arte di mettersi in crisi si è identificata con le crisi più vaste e generali che in quel momento si stavano rivelando.
Si è aperto, insomma, uno spazio fisico in cui l’arte ha potuto vedere se stessa stando dalla parte del pubblico, come già prima nei quadri specchianti. Si è potuto entrare in quello spazio. E anche se alcuni artisti si chiudono adesso nella difesa della loro riuscita o rinnegano, come un tempo di vacanza, i momenti propulsivi di una stagione determinante, l’arte oggi si muove nella dimensione profondamente segnata in quegli anni.
Michelangelo Pistoletto