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Ubud, Bali 2018
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Opere demopratiche: bilancio e rilancio

Come raggiungere la promessa della democrazia? Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, nell'editoriale della pubblicazione di "Arte al Centro" ha riflettuto sulla seconda età dell'Arte della Demopraxia e sulla nascita dello Statodellarte. "Lo Statodellarte demopratico - ha affermato - ambisce a connettersi con gli Stati nazionali e con ogni altra forma di organizzazione politica della vita sociale apportando la propria natura e vocazione di corpo sociale fondato sul binomio dinamico di libertà e responsabilità".

A oggi, giugno 2025, sono attive o in procinto di avviamento oltre 10 Opere dell’Arte della Demopraxia nel mondo: Biella con il suo Arcipelago Demopratico, aperta nel 2019; L’Avana (la prima, avviata nel 2015 e da allora ogni anno rinnovata); Ginevra (2023, 2024 e 2025); Roma (2019 e 2025); Villa Manin/Gorizia/Nova Goriza (2024 e 2025); L’Aquila (2025); Busto Arsizio (2025); Seul (2025), Londra/Liverpool/ Edinburgh (2025), Brněnec (2025). Sospesi o terminati sono quelli di Melbourne (2017, 2019 2021); Bali (2018); Madrid (2022); Quito (2019); Buenos Aires, (2020); Curitiba (2022); Milano (2016, 2017); Latronico (2019, 2022). In ciascuna di queste città ha avuto luogo un’esperienza di sviluppo, sperimentazione e declinazione del metodo demopratico; una esperienza, o in molti casi più di una, poiché le Opere che perdurano negli anni prevedono per ogni anno un Forum e l’aggiornamento sia della Mappatura, sia del Cantiere stesso.

Nel complesso si tratta di oltre 35 capitoli o reiterazioni. Indicativamente sono state coinvolte direttamente come Mappati e Partecipanti oltre 5.000 persone provenienti da approssimativamente un migliaio di organizzazioni (o comunità di pratica) molto variegate. Tutte le reiterazioni dell’Opera Demopratica sono accompagnate dalla “manifestAzione” del simbolo del Terzo Paradiso, cioè da un’installazione dello stesso ogni volta con materiali e specificità diverse, ma sempre sorprendenti e inaspettate e nello stesso tempo situate e sensate, cioè connesse alle caratteristiche locali. Non si tratta semplicemente di manifestazioni, ma appunto “manifestAzioni”, in quanto il simbolo è agito, performato come dispositivo intorno o dentro al quale avvengono attività. Ogni Opera Demopratica ha accolto performance artistiche, spesso collettive e partecipative, ma a volte realizzate da artisti di fronte al pubblico dei Partecipanti e degli invitati. Tutte le Opere Demopratiche hanno coinvolto, o sono state direttamente co-promosse, dalle Istituzioni locali e in alcuni casi nazionali (ad esempio Ministeri, Ambasciate Italiane e Istituti Italiani di Cultura) o internazionali (come nel caso delle Nazioni Unite), articolando il raccordo democrazia-demopraxia nella prospettiva dell’integrazione e della complementarità, secondo le linee dell’amministrazione condivisa, della cittadinanza attiva e della collaborazione pubblico privato. Queste esperienze reali, fatte da e di persone, con le loro storie, idee, relazioni economiche e affettive, politiche e interpersonali, costituiscono il patrimonio di conoscenze dirette e di insegnamenti pratici sulla base del quale, nel 2024, abbiamo sentito giunto il momento di aprire una nuova fase dell’Arte della Demopraxia, passando cioè dalla Cittadellarte allo Statodellarte.

Passare dalla Città allo Stato significa riconoscere che le esperienze locali possono costituire una trama per immaginare e costruire un tessuto sociale. Ogni Opera Demopratica è un nodo di una maglia che in questi anni ha iniziato a prendere forma, costituendo la base ancora embrionale ed evanescente di un’infrastruttura sociale già intuibile e prefigurabile, come nel seme è incarnata la pianta. Entriamo così nel 2025 nella seconda età dell’Arte della Demopraxia, in cui continua la fase di sperimentazione di nuove Opere Demopratiche localizzate, ma allo stesso tempo si apre la stagione della ricerca della forma che può assumere la rete delle Opere Demopratiche, configurando un passaggio di soglia come nell’individuo dall’infanzia all’adolescenza. In questo senso, la Costituzione dello Statodellarte risponde all’esigenza che questo organismo in crescita si doti appunto di una sana e robusta corporatura, fatta di ossa e muscoli, organi e tessuti, sistemi nervoso, circolatorio, respiratorio, linfatico…

Lo Statodellarte demopratico ambisce a connettersi con gli Stati nazionali e con ogni altra forma di organizzazione politica della vita sociale apportando la propria natura e vocazione di corpo sociale fondato sul binomio dinamico di libertà e responsabilità. Si tratta dunque di una dimensione di contribuzione e complementarietà che vuole co-abitare con i sistemi sociali esistenti e organizzare al meglio la capacità umana di produrre intelligenza collettiva, unendo individui, gruppi, sistemi ed ecosistemi. Ogni città, paese o metropoli, è dunque invitato a farsi culla e teatro di questa fase in cui le persone, unite nelle comunità di pratica come governi, possano effettivamente raggiungere la promessa della democrazia, cioè del governo del popolo realizzato da un popolo che governa se stesso, in una parola: la Demopraxia.

Paolo Naldini

Foto di copertina: il Terzo Paradiso a Bali, Indonesia.
Pubblicazione
28.08.25
Scritto da
Paolo Naldini