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Scuola di Politiche Territoriali in cammino nell’Arcipelago del Biellese
Una scuola che cammina tra borghi, natura e comunità del Biellese: dal 21 al 23 novembre la Scuola di Politiche Territoriali, promossa da RIFAI in collaborazione con Cittadellarte e numerosi attori locali, ha attraversato l’Arcipelago del Biellese coinvolgendo quindici giovani da tutta Italia in un’esperienza itinerante di formazione, partecipazione e governance dal basso, tra pratiche di comunità, ascolto e progettazione condivisa. Scopriamo quanto emerso attraverso il racconto dell'Ufficio Ambienti d'Apprendimento e Formazione della Fondazione Pistoletto.
Si è appena conclusa, nel territorio biellese, l’ultima tappa della Scuola di Politiche Territoriali, promossa da RIFAI (Rete Italiana dei Facilitatori delle Aree Interne), il network che lavora per costruire nuove forme di governance nelle aree interne italiane. Il percorso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra RIFAI, Natural Coop, il Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, ma anche all'impegno attivo dell’Ufficio Ambienti d’Apprendimento e Formazione di Cittadellarte, del Comune di Valdilana, dell’Istituto Valdilana-Pettinengo e della Fondazione Zegna. Questi soggetti hanno dato vita a una “scuola che cammina”, non un semplice corso in aula, ma un’esperienza itinerante tra natura, borghi e comunità.
Dal 21 al 23 novembre, quindici giovani tra i venti ed i trentacinque anni provenienti da tutta Italia si sono ritrovati insieme con Ruggero Poi, Elisabetta Gallana, Andrea Paoletti ed Egidio Lacanna per una scuola in cammino: tre giorni immersi tra boschi, luoghi rigenerati e spazi culturali, con l’obiettivo di esplorare modelli di partecipazione e processi di governance territoriale.
In un momento storico in cui molti piccoli comuni affrontano la sfida dell’isolamento demografico e sociale, questa iniziativa ha ribadito che la comunità non si ricostruisce da soli: serve la relazione, il dialogo, lo stare insieme. I partecipanti hanno camminato, condiviso pasti, ascoltato storie di vita e collaborato su progetti concreti. La prima tappa del percorso si è tenuta a Cittadellarte: nella mattinata del primo giorno, i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro dedicati a due “isole” del progetto Biella Città Arcipelago; a introdurre i temi sono stati Luciano Rossi e Marco Moroni, che hanno guidato rispettivamente il confronto su mobilità e accessibilità e sulle questioni riguardanti cibo, agricoltura e accoglienza. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione condivisa che ha permesso di entrare subito nel cuore delle problematiche del territorio.
Il cammino è poi proseguito a Cascina Oremo. Qui i partecipanti hanno scoperto la struttura composta dai quattro centri – apprendimento, orientamento, sport e inclusione – e hanno potuto vivere l’esperienza immersiva dei “200 passi a Cascina Oremo”, un progetto pensato per raccontare storie di talenti biellesi e offrire uno sguardo autentico sulle traiettorie personali che attraversano il territorio. Un momento particolarmente significativo del secondo giorno è stato quello della partecipazione all’insediamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Valdilana, con l’elezione della nuova giovane sindaca. Bambine e bambini dai 7 ai 12 anni hanno presentato ai loro coetanei e a un pubblico adulto proposte concrete per migliorare la vita della comunità, dimostrando in modo sorprendente, capacità di osservazione e un sincero senso civico.
Infine, l’ultimo giorno, si è tenuta una visita a Casa Zegna. In questo spazio, che racconta la storia di un’impresa radicata e visionaria, i partecipanti hanno potuto riflettere sull’importanza del tessere relazioni e sul ruolo fondamentale dell’archiviazione: conservare idee, materiali e pratiche condivise come patrimonio vivo da cui ripartire per immaginare futuro. Durante il percorso, i giovani hanno partecipato a laboratori di progettazione partecipata e momenti di confronto che li hanno dotati di competenze strategiche per costruire Patti di Comunità e progettare politiche locali dal basso. Al termine dei tre giorni si era formata una comunità temporanea, unita da obiettivi condivisi, capace di mettere in pratica ciò che ha imparato: cura reciproca, ascolto e co-costruzione del futuro. In questo senso, la Scuola di Politiche Territoriali ha mostrato come la politica possa essere praticata in modo concreto, attraverso azioni misurabili e relazioni operative. Una comunità, del resto, non è qualcosa che si dà per scontato, ma un processo che si costruisce nel tempo con impegno e continuità.