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Annual Meeting ambasciatori Rebirth #1 - Il Terzo Paradiso: dal simbolo all’azione
Il 20 e il 21 dicembre la Fondazione Pistoletto ha ospitato l'appuntamento annuale degli ambasciatori. Riviviamo - in tre parti - l'iniziativa, partendo dalla mattina del primo giorno. Accoglienza, racconto dei luoghi, riflessioni istituzionali e testimonianze provenienti da territori e contesti internazionali hanno tracciato una mappatura di pratiche che trasformano il simbolo trinamico in infrastruttura sociale: un "viaggio" dalla dimensione locale del Biellese ai confini attraversati dall’arte, dalla scuola ai quartieri, dalla moda alla cura. “La mattinata - così il direttore di Cittadellarte - è stata una panoplia pacifica di speranze e visioni”.
Un intreccio di voci, esperienze e responsabilità: il meeting annuale degli ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso, tenutosi sabato 20 e domenica 21 dicembre a Biella, è stato innanzitutto uno momento di scambio. Due giornate, come riportato in un nostro precedente articolo, che sono state pensate come un'occasione di ascolto, confronto e sperimentazione, in cui il simbolo trinamico è stato affrontato non solo come segno, ma come principio attivo, capace di orientare comportamenti, decisioni e progettualità nei diversi ambiti del vivere contemporaneo. Scopriamo, con questo primo articolo di tre, quanto emerso partendo dall'inizio, ossia dall'incontro Il Terzo Paradiso: dal simbolo all’azione, dedicato ai racconti e alle testimonianze delle attività realizzate o in corso, attraverso diversi punti di vista.
Francesco Saverio Teruzzi.
Lo spazio
La mattina del sabato del meeting annuale degli Ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso si è aperta a Cittadellarte dando in primis spazio. Spazio fisico, innanzitutto, nel Palazzo del Buongoverno di Biella Città Arcipelago, ma soprattutto spazio politico, educativo e simbolico a pratiche che non si accontentano di essere raccontate, perché chiedono di essere riconosciute, condivise, strutturate. Collocato simbolicamente alla vigilia del Rebirth Day, l’incontro ha assunto fin dall’inizio il carattere di una soglia: tra fine e inizio, tra riflessione e azione, tra esperienze locali e orizzonti globali. Le parole che fin dal mattino si sono susseguite non hanno costituito un’unica narrazione lineare, ma una costellazione di traiettorie che trovano nel Terzo Paradiso un principio comune di equilibrio tra le differenze. A tracciare la prima non poteva che essere Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli ambasciatori, che oltre ad aver alzato il sipario sull'evento e moderato gli interventi della mattinata, ha svolto un ruolo di regia e accompagnamento, tenendo insieme visione e operatività.
Nazarena Lanza.
Nazarena Lanza e Biella Città Arcipelago
Dopo il saluto introduttivo di Saverio, è intervenuta Nazarena Lanza, Coordinamento e Sviluppo Rete Biella Città Arcipelago, che ha introdotto il luogo che ha ospitato l’incontro, il Palazzo del Buongoverno, raccontandolo come dispositivo politico e culturale. "Benvenuti in questo spazio che è nato proprio per accogliere persone che lavorano con il mondo di Cittadellarte". L’arcipelago collabora infatti con numerose organizzazioni del territorio, attive su ambiti diversi, svolgendo un ruolo di connessione. "Facciamo da connettori per fare in modo che le organizzazioni possano meglio concertarsi rispetto alle azioni da intraprendere nel Biellese". Ogni isola tematica ha una storia propria: alcune affondano le radici dentro Cittadellarte, come l’isola dell’apprendimento e della comunità educante, che porta avanti un percorso pluriennale, altre nascono da iniziative autonome che hanno riconosciuto nell’arcipelago un metodo. Nazarena ha portato l’esempio di Tessere la salute: un gruppo di medici ed ex medici che hanno promosso una visione della salute intesa in senso ampio, come rete di relazioni nei paesi. "Hanno iniziato a tessere queste relazioni tra soggetti in tutto il Biellese, nei comuni, proprio per portare avanti questa idea". Il discorso si è esteso alle isole dedicate al cibo, all’agricoltura, all’accoglienza, al vivere e lavorare in montagna. Un passaggio cruciale ha riguardato anche il riconoscimento istituzionale di questo lavoro: la firma di un protocollo che ha coinvolto Provincia, Comune di Biella e Cittadellarte, e che ha attribuito a Biella Città Arcipelago un ruolo ufficiale di connessione e concertazione.
Paolo Naldini.
Paolo Naldini e la genesi dello Statodellarte
Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, ha messo in luce l'essenza del luogo che ha ospitato l'incontro: "Questo spazio è dedicato proprio all’opera demopratica", un luogo dove le isole tematiche possono incontrarsi liberamente. I tavoli mobili, "segnati" dal simbolo del Terzo Paradiso, diventano dispositivi di lavoro, non solo un allestimento. Anche la posizione dello spazio è significativa: leggermente fuori dal complesso industriale, più vicino al centro città. "Rappresenta - ha sottolineato Naldini - l’estensione, l’espansione, il desiderio concreto di porosità e scambio". È il segno di una fase nuova: dopo il riconoscimento di Biella come Città Creativa UNESCO, Cittadellarte ha compiuto già - forse in modo inconsapevole? - un passo ulteriore verso lo Statodellarte. A proposito di quest'ultimo, Paolo ha rivelato l’aneddoto della sua genesi con Michelangelo Pistoletto: "Ci siamo accorti che Cittadellarte era diventata qualcosa di più, forse uno Statodellarte". Da lì è nata l’idea di una Costituzione, che è stata approfondita nel pomeriggio.
Naldini ha poi toccato il tema dello spazio come negazione dell’utopia, ricordando che dare un luogo a un progetto significa renderlo reale. "Oggi dobbiamo costituire infrastruttura", ha insistito, riferendosi a parlamenti civili permanenti. L’amministrazione condivisa, in questo senso, non è un’idea astratta: "Si fa giorno per giorno con le problematiche, le frustrazioni e tutti i problemi che bisogna affrontare". Con la rinascita dell’ufficio di Cittadellarte dedicato al tema, Paolo sottolinea come il mondo dell’impresa sia una delle forze che governano di fatto la società civile. Inserirlo nella cornice dello Statodellarte significa dargli una visione, "proprio come si fece nel Rinascimento". Cittadellarte, dice, si estende, si espande, tra difficoltà economiche e grandi sfide, ma con la volontà di rendere operativo questo quadro.
Grazia Simeone e Alessandro Alliaudi.
Il Terzo Paradiso a Monaco con Grazia Simeone e Alessandro Alliaudi
La mattina è proseguita con i racconti degli ambasciatori. Grazia Simeone e Alessandro Alliaudi hanno presentato un progetto realizzato a Monaco, nato due anni prima. Grazia ha condiviso il suo lavoro, costruito grazie a una rete di relazioni, che ha coinvolto scuole, studenti, famiglie, associazioni. "Abbiamo lavorato con circa 800 studenti e 2mila persone", ha spiegato, alternando dimensioni digitali, analogiche e pratiche laboratoriali. Ritmi serrati, workshop, incontri continui, ma anche un grande riconoscimento da parte della cittadinanza. Alessandro ha sottolineato invece l’impatto sui più giovani: "I bambini sono sempre i primi a capire il Terzo Paradiso fino in fondo". Ha illustrato il momento in cui, davanti a una plenaria di bambini delle elementari, il segno trinamico è stato spiegato e poi mostrato attraverso immagini di grandi installazioni nel mondo. "Si sentiva - ha confidato - la loro emozione nello scoprire il simbolo".
Alessandro Alliaudi e Grazia Simeone.
Alessandro Alliadui e la Pace Preventiva in Ucraina
Saverio ha poi chiesto ad Alessandro di raccontare un’altra esperienza, più complessa: il viaggio in Ucraina (tutti i dettagli in un nostro precedente articolo). Alessandro si è concentrato sul Giubileo della Speranza, sugli incontri con la società civile, con le università, con le istituzioni. Ha messo in luce la resilienza delle città, la normalità apparente interrotta dagli allarmi, la difficoltà di trattare il tema della pace in un luogo devastato dai conflitti bellici. "Non è stato semplice parlare di pace preventiva in un luogo in cui comunque la guerra la vivi tutti i giorni". L’arte, in questo contesto, diventa possibilità di andare oltre: "Permette di non guardare solo ad oggi, ma aprirsi a futuri possibili".
Linda Schipani.
Linda Schipani, dalla conoscenza del Terzo Paradiso alla mostra collettiva
Dall'Ucraina si è passati al sud Italia con l’intervento di Linda Schipani. Il suo racconto ha intrecciato biografia e pratica artistica: dall’incontro con Michelangelo Pistoletto nel 2019 e la scoperta del simbolo del Terzo Paradiso, al ritorno nella sua "factory" a Messina, un ex stabilimento industriale trasformato in laboratorio creativo. "Iniziai a giocare nei magazzini col simbolo trinamico - ha raccontato - utilizzando materiali di scarto, sperimentando, sbagliando, imparando". Durante la pandemia, il Terzo Paradiso è diventato per lei anche strumento educativo, capace di generare domande e risposte. Il racconto personale di Linda ha attraversato il Rebirth Day, installazioni sullo Stretto di Messina, mostre collettive, fino all’organizzazione di una mostra interamente dedicata al Terzo Paradiso, con venti artisti, in un piccolo borgo storico come Santa Lucia del Mela, un progetto che ha unito territori, artisti e comunità.
Anna Robbino e Paola Zanini.
Paola Zanini e Anna Robbino tra sostenibilità, creatività e inclusione
A seguire si è tenuto un intervento congiunto di Paola Zanini e Anna Robbino: le ambasciatrici hanno fatto emergere la continuità di un lavoro lungo quasi vent’anni, in cui il Terzo Paradiso si è incarnato in pratiche educative, inclusive e partecipate. Zanini ha ricordato le prime azioni condivise realizzate nel 2005 insieme a Michelangelo Pistoletto e al Consorzio per il Riciclo dell’Alluminio, sottolineando il valore simbolico e concreto di un materiale “riciclabile all’infinito, come infinita è l’energia generata dal segno del Terzo Paradiso quando viene affidato alle mani delle persone". Da questa esperienza fondativa è nato un percorso che ha trovato nell’Istituto Oscar Romero e nel Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli un presidio stabile, capace di portare l’arte dentro la scuola come spazio di riconoscimento, appartenenza e trasformazione, fino a gesti spontanei e potenti come il coro dei ragazzi che accolgono Michelangelo con un “sei uno di noi”. Robbino ha ampliato lo sguardo sul lavoro decennale svolto sul territorio di Torino Ovest, intrecciando sport, educazione e inclusione delle persone con disabilità, temi spesso marginalizzati ma qui assunti come cuore dell’armonia del Terzo Paradiso. Attraverso progetti che coinvolgono scuole, imprese e giovani con disabilità affiancati da tutor, l’inclusione è diventata pratica quotidiana.
Giacomo Bassmaji.
Giacomo Bassmaji e il Terzo Paradiso oltre i confini
La mattina è continuata con l’intervento di Giacomo Bassmaji, che ha restituito il percorso che ha portato alla nascita dell’opera democratica di Gorizia–Nova Gorica, un progetto che affonda le sue radici già nel 2024, a partire dal forum nato durante la mostra T3rza Terra a Villa Manin. Da quel primo seme, il lavoro si è sviluppato fino a intrecciarsi con il 2025, anno in cui Gorizia e Nova Gorica sono diventate la prima Capitale Europea della Cultura transfrontaliera: un contesto simbolicamente potentissimo ma attraversato da fragilità storiche, politiche e relazionali. Bassmaji ha raccontato come l’arte sia stata chiamata a farsi gesto concreto di attraversamento, a partire dalla decisione di portare la Sfera di giornali oltre il confine, rifiutando ogni logica di separazione. La sfera, realizzata con scuole e studenti, è diventata così l’unico elemento capace di unire le due parate inaugurali, italiana e slovena, e il segno visibile di un processo che è poi proseguito per tutto l’anno con incontri, laboratori ed eventi. Il culmine è stato il forum di ottobre, tre giornate di confronto ospitate dall’Università di Gorizia, in cui cittadini, amministratori, organizzazioni e studenti hanno lavorato sui temi della vita comune, dall’urbanistica all’economia, dalla scuola allo sport. In questo contesto è nato il progetto di un Terzo Paradiso transfrontaliero, co-progettato dagli studenti universitari come sintesi dei diversi tavoli di lavoro: un’opera da realizzare in Piazza Transalpina, esattamente sul confine, utilizzando i materiali del muro abbattuto per trasformare la linea di separazione in uno spazio circolare di incontro. Bassmaji ha infine sottolineato come il processo abbia coinvolto oltre ottanta organizzazioni e importanti realtà imprenditoriali del territorio, mostrando come l’arte, quando si fa pratica collettiva, possa diventare uno strumento reale di riconciliazione, governance condivisa e costruzione di futuro.
Donatella Tuberga.
Donatella Tuberga e il Terzo Paradiso a scuola
A seguire è intervenuta Donatella Tuberga, insegnante di un istituto comprensivo di Druento, che ha scelto di raccontare il Terzo Paradiso “da dentro la scuola”, a partire dalla quotidianità di chi la vive e la attraversa ogni giorno. In questo spazio si è collocata la sua azione come ambasciatrice, perfettamente allineata – come lei stessa ha sottolineato – con la visione di Michelangelo Pistoletto, perché capace di tenere insieme interdisciplinarità, trasversalità generazionale e sinergia con il territorio. L'ambasciatrice, nello specifico, si è soffermata su un'iniziativa ispirata al simbolo trinamico, La forma dell'abbraccio (tutti i dettagli in un nostro precedente articolo), sviluppato nell’anno scolastico 2024–25: "Un gesto universale, trasmissibile, profondamente trinamico. Quel gesto - ha spiegato - è l’abbraccio".
Paolo Naldini, Olga Pirazzi, Esterina Nervino, Francesco Saverio Teruzzi.
Esterina Nervino, la moda sostenibile di Cittadellarte a Hong Kong
Dalla scuola al contesto internazionale, la mattinata è proseguita con l’intervento di Esterina Nervino, che ha condiviso un progetto capace di intrecciare arte, moda, educazione e sostenibilità su scala globale: Fashion to Reconnect, progetto internazionale promosso da Cittadellarte che ha intrecciato dal 17 novembre scorso a Hong Kong moda sostenibile, arte e scambio culturale. In partnership con Fondazione Pistoletto, la Camera Nazionale della Moda Italiana e il Consolato Generale d’Italia, il progetto ha dato vita a una costellazione di azioni: installazioni temporanee del Terzo Paradiso in diversi luoghi della città, una grande mostra con marchi italiani e locali, simposi, tavole rotonde e seminari. "Utilizzare l’arte e la moda - così Esterina - per avvicinare le persone a un messaggio di sviluppo sostenibile è il filo conduttore che ha attraversato tutte le iniziative".
Angelo Riva.
Angelo Riva e le infrastrutture
Il tono è poi cambiato con l’intervento di Angelo Riva, che ha riportato il discorso su una questione cruciale, già evocata più volte nella mattinata: la costruzione di infrastrutture. Riva ha messo in guardia dal rischio di fermarsi alla dimensione performativa, pur riconoscendone il valore, e ha invitato a pensare in una prospettiva temporale radicalmente estesa: "Come faccio oggi a lavorare pensando al 2100?". Il suo racconto ha intrecciato filosofia, politica, economia e pratica territoriale, muovendosi tra il tema della capacitazione – contrapposta a un’educazione meramente curricolare – e quello della città come organismo complesso. L’esperienza dei Quartieri del Terzo Paradiso di Lecco è diventato, a questo proposito, un caso emblematico: sei cantieri attivi che affrontano povertà, educazione, abitare, lavoro, cibo e soprattutto sanità, con un’attenzione particolare all’umanizzazione della medicina e al caregiving territoriale.
Elena Guerrini.
Elena Guerrini, le mani in pasta
La giornata si è aperta poi a una dimensione esplicitamente partecipativa con Elena Guerrini, che ha presentato la performance Mani infarinate e voce in tavola: una sorta di laboratorio che ha utilizzato il gesto del fare – impastare, cucinare, nutrire – come attivatore di dialogo, racconto di sé, mitobiografia condivisa. I cosiddetti 'pici per la pace', preparati solo con acqua e farina, sono diventati simbolo di un’azione semplice e potente, capace di mettere in relazione le persone attraverso il lavoro manuale. Guerrini ha infine coinvolto inoltre tutti i presenti, distribuendo i pezzi di un puzzle come segno tangibile: un gesto minimo, destinato a comporsi solo più tardi, che rispecchia la logica del Terzo Paradiso come unità generata dalla relazione.
Paolo Naldini.
Paolo Naldini riavvolge il nastro
La mattina si è conclusa con un nuovo intervento di Paolo Naldini, che ha raccolto e rilanciato le molte traiettorie emerse. Il suo discorso è partito da una constatazione netta, ossia il fatto di vivere un momento storico di degrado non solo politico, ma valoriale. In questo scenario, mettere l’arte al centro della rigenerazione sociale e la Demopraxia come infrastruttura di collaborazione, "collaborazione con le istituzioni, non antagonismo". Naldini, su questa scia, non ha negato la disperazione diffusa, anzi l'ha riconosciuta come fondata, reale, alimentata dal crollo di riferimenti che per decenni hanno garantito un senso di giustizia e di futuro. Ma è proprio qui che individua il passaggio decisivo: dallo stato di disperazione a uno Statodellarte nuovo, personale e collettivo, in cui la speranza non è astratta ma praticata. "Dall’indignazione si passa al coinvolgimento reale e creativo", ha sottolineato, richiamando le esperienze raccontate nella mattinata come prove concrete di questo rimbalzo dalla caduta alla rinascita. Una “panoplia pacifica di speranze e visioni” che attraversa territori, culture, orientamenti politici diversi, unita dalla volontà di tornare a stare al mondo con gioia, progettualità e senso del futuro. Con questo invito al lavoro e alla responsabilità comune, il sabato mattina si è chiuso, lasciando il terreno pronto per le esplorazioni del pomeriggio, in cui la Demopraxia e lo Statodellarte avrebbero trovato nuove forme di sperimentazione.